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Zahre Beer: visita e assaggi in birrificio

Zahre Beer è un birrificio agricolo italiano d’ispirazione tedesca.

Zahre Beer è un birrificio artigianale ubicato a Sauris, piccolo comune montano del Friuli Venezia Giulia, nel cuore della Carnia a 1.4000 mslm. La vicinanza con l’Austria influisce sul dialetto locale, portandolo molto lontano dall’italiano. Il nome Zahre in tedesco significa infatti ‘Sauris’. Si tratta di un birrificio agricolo. In quanto tale il malto d’orzo impiegato in produzione (varietà Pils) è prodotto dal birrificio – ma fatto maltare a Vienna, in Austria – nei terreni di San Daniele e Dignano, entrambi in provincia di Udine. Si lega al territorio anche l’identità visiva del birrificio, che adotta come simbolo lo gnomo protagonista delle leggende locali, chiamato Spilf.

Un impiantino davvero niente male.

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Parlando di microbirrifici italiani le misure si aggirano solitamente tra i 3 e i 10hl. Zahre Beer si trova un gradino sopra, essendo dotato di impianto da 15hl a 4 tini, con serbatoi di fermentazione da 40hl che richiedono quattro cotte consecutive per essere riempiti. Per non parlare dei 5 fermentatori da ben 100hl. Non per nulla negli anni precedenti sono stati registrati volumi produttivi di ben 6.500hl annuali.

Zahre Beer, un birrificio a conduzione familiare.

Ad accoglierci in birrificio sono Sandro Petris, titolare assieme al fratello Massimo, e la moglie. La storia di Sandro Petris, come sostiene lui stesso, è frutto di una serie di fortunati eventi. Figlio di falegname, inizia a lavorare esercitando la professione assieme al padre, senza provarne lo stesso amore. A lui piace viaggiare ed è proprio viaggiando che incontra i due amori della sua vita: la moglie e la birra. La prima torna a casa con lui mentre della seconda rimane solo lo sbiadito ricordo. Impossibile trovare qualcosa di simile a Sauris. Esiste solo un’alternativa: aprire un birrificio.

Aprire un birrificio ma come? Ci pensa la dea bendata!

Nel background di Sandro manca la birrificazione ma ancora una volta la fortuna gli dà una mano. Per puro caso acquista un libro dal titolo “Birra” – a quei tempi solo il materiale cartaceo poteva fornire informazioni esaustive. Capisce che farsi la birra in casa non è poi così difficile e decide di provarci. All’interno dell’ex falegnameria del padre monta un impianto da 50 litri e inizia a produrre birra assieme al fratello.

Il passaggio al mondo dei pro è un altro colpo di fortuna.

Un giorno del lontano 1994, di rientro da Bologna, nota un cartello pubblicitario sulla birra fatta in casa. Viene a scoprire che l’azienda che si occupa di fabbricare i famosi preparati e kit si trova in Friuli, a due passi di distanza. La raggiunge nel momento giusto, quando è in vendita un birrificio di seconda mano da 10hl. Ovviamente sono dimensioni colossali rispetto al suo modesto 50 litri e Sandro non se la sente di fare l’investimento. E’ solo questione di tempo perché poco dopo vince un bando per il finanziamento a fondo perduto di attività innovative. L’impianto c’è, il birraio lo assumono. Nasce Zahre Beer.

La gamma di birre è rimasta pressoché invariata.

I fratelli Petris si ispirano alla cultura brassicola tedesca a bassa fermentazione – fa eccezione la più recente American Pale Ale. Inusuale invece la birra alla Canapa, prodotta con Canapa coltivata direttamente in paese. In realtà non è così inusuale visto che il luppolo è una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle cannabinacee. E’ invece insolita la storia della birra, nata ai tempi del Roots&Culture Reggae festival del vicino comune di Lignano, quando un paio di visitatori si presentano in birrificio con sacchi pieni di canapa, proponendo di farne una birra.

Zahre Beer, lo spaccio e gli assaggi.

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Recentemente è stato aperto lo spaccio del birrificio, praticamente al piano inferiore. Più che uno spaccio è un vero e proprio pub dove, assieme alle birre della casa, è possibile assaggiare formaggi e salumi locali. Tutte le birre presentano un profilo pulito caratteristico delle basse fermentazioni ma anche del successivo confezionamento in contropressione (isobarico) che annulla il contatto con l’ossigeno.E passiamo agli assaggi, serviti direttamente dai tank di maturazione.

Pils, 5% ABV: schiuma pannosa a grana fine e aspetto leggermente velato. Naso che mostra quasi con orgoglio una punta di diacetile (burroso), cui seguono corpo erbaceo e speziato e cuore maltato (miele,pane). Carbonazione sottile, corpo medio/leggero, mouthfeel morbido e avvolgente. Sapore intenso e con tendenza dolce dominata dal sentore di malti (pane, miele, frollino). Bevuta resa briosa da una certa mineralità. Finale erbaceo e retrogusto sottile e persistente, retrolfatto di pane fragrante.

Rossa Vienna, Vienna Lager, 6% ABV: colore ambra carico/rame, aspetto velato e schiuma grossolana colore ocra. Al naso sentori di caramello e zucchero candito con sottofondo di biscotto. Carbonazione e corpo medi, mouthfeel morbido. Anche in bocca prevalgono caramello e tostature, alle quali si aggiungono note di cola e crosta di pane. Finale asciutto, delicatamente tostato e retrogusto di marzapane.

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Affumicata, Rauchbier, 6% ABV con malto affumicato su legno di faggio e ginepro: schiuma densa e cremosa colore ocra, aspetto colore tonaca di frate. Al naso caramello e zucchero candito, nel cuore l’affumicato da legno bruciato. In bocca è ben carbonata, di corpo medio/pieno e mouthfeel avvolgente. Qui l’affumicato è più intenso ma comunque equilibrato e ben sposa le note di caramello, pane tostato, zucchero candito e marzapane. Finale asciutto grazie al combinato di tostature e affumicato, quest’ultimo presente anche nel retrolfatto.

APA, 6% ABV: colore aranciato velato, schiuma a grana fine poco persistente. Aroma dominato dai luppoli americani, citrici (arancia e pompelmo) e leggermente resinosi. Note di DMS (mais) tra il corpo e il cuore di pane e cereali. Carbonazione sottile, corpo medio/leggero, quasi acquoso. Amaro equilibrato composto da scorza di agrumi e addolcito da pane e miele di arancio in sottofondo. Retrogusto di arancia amara e delicata pepatura, ben persistente.

Birra di Natale con fave di Calabria: si tratta dell’ultima nata a casa Zahre Beer. Schiuma mista di colore nocciola chiaro, colore ebano con riflessi cola. Naso delicatoamentetostato (cacao, nocciola, pane nero, biscotto al cacao) e tracce di DMS. Sapore ricco (liquirizia in primis, poi cola, cioccolato fondente medio, cacao, biscotto). Liquirizia dominante anche nel retrolfatto, retrogusto di cioccolato. Poca carbonazione e corpo medio/leggero per una birra dalla facile beva.

Accoglienza strepitosa, birre fatte di semplicità ma gustose. Questo è quello che ho trovato a Zahre Beer, un vero birrificio di quartiere che da anni risolve i problemi di sete di un intero comune.

Conosci anche tu Zahre Beer? Quali birre hai assaggiato?

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