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Wild Beer Yokai Sour Ale Yuzu Umami

Wild Beer Yokai è una Sour Ale prodotta con alghe Kombu e Hijiki, Yuzu, sale marino e pepe di Sichuan.

Wild Beer Yokai è il nome della sorella minore di Yadokai, una birra-sake da ben 13 gradi prodotta con yuzu (agrume giapponese) e alghe, ingrediente tipico della cucina giapponese – alternativa alla salgemma italiana – per il suo apporto di umami. Yokai è una più leggera Sour Ale prodotta dall’audace Wild Beer Company.

Il birrificio inglese, situato nel comune di Shepton Mallet nella contea del Somerset, è nato nel 2012 dalla volontà congiunta di Brett Ellis (ex chef) e Andrew Cooper (ex manager e beer sommelier). Al loro fianco c’è un terzo socio, altro ex chef, Chris Boddy. Il loro estro culinario si riflette in birre estrose, per alcuni estreme, che fanno dei Brettanomyces, delle fermentazioni spontanee e della maturazione in botti il proprio marchio di fabbrica. Ed ecco perché il nome “Wild Beer” calza a pennello.

Il birrificio cavalca l’onda della new wave anglosassone artigianale e ottiene, complice la bontà delle sue produzioni, un successo clamoroso.

La ricetta di questa Wild Beer Yokai è paritetica a quella di un piatto gourmet: malti Lager, avena maltata e maltodestrine, luppolo Magnum, lievito Vermont – quello delle New England IPA – e poi ancora alghe Kombu e Hijiki, Yuzu, sale marino e pepe di Sichuan.

Lattina da 33 cl, 4.5% ABV, lotto 1247YOK. Disponibile tramite Ales&Co.

Aspetto

Colore dorato carico e aspetto limpido. In testa ha schiuma compatta, fine, di scarsa persistenza e aspetto cremoso.

Aroma

Le note salmastre precedono l’acidità citrica e carbonica. L’olfatto proietta l’immagine mentale di uno specchio d’acqua in ambiente lacustre, sulla cui superficie affiorano le medesime alghe impiegate in ricetta. Una sfumatura di malti chiari (farina, frolla, canditi) riporta coi piedi per terra. E poi il lime – probabile apporto dello yuzu – sotto forma di ghiacciolo. Infine l’anima pepata, elegante e delicata, più femminea del classico pepe nero.

Gusto

Corpo medio e carbonazione elevata,. L’avena ammorbidisce e dona cremosità, smussando gli spigoli aspri. Alghe e sale marino sono presenti ma meno evidenti che all’aroma. Il che è alquanto strano, essendo cloruro e glutammato di sodio apprezzati per il loro sapore piuttosto che per l’aroma – di fatto inodore.

La sapidità è quella sottile sensazione sulle labbra che si rinviene emergendo da un tuffo in acque marine. Ne beneficia l’acidità: il sale si combina con lo yuzu, esaltandone il sapore. Idem con patate il pepe, che incalzato dalla salgemma si diverte a stuzzicare la lingua. Chiude secca, quasi legnosa, un po’ come accade in presenza dell’ossidazione (carta), con la differenza che stavolta è probabile conseguenza dell’impiego di alghe.

Wild Beer Yokai: conclusioni.

Dimenticate la solita birra. Wild Beer Yokai è un cocktail saporito, un piatto gourmet, un’esperienza sensoriale. La definirei una Blanche nipponica, dove lo yuzu sostituisce la buccia d’arancia amara mentre il pepe Sichuan fa le veci del coriandolo. Da bere con gusto.

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