westmalle tripel

Westmalle Tripel Belgian Trappistenbier

Stappo la Westmalle Tripel e assaggio un pezzo di storia birraria: questa birra è la madre di tutte le Tripel.

Oggi mi bevo nientepopodimeno che la Westmalle Tripel. Nelle mie recensioni preferiscono non dilungarmi su convenevoli e andare dritto al punto: l’assaggio. Oggi però non posso esimermi da un breve excursus storico. Perché di fronte a me ho l’archetipo di uno stile, quello delle Tripel belghe.

La storia che ti sto per raccontare inizia nel lontano 1794.

Nel 1794 alcuni monaci francesi stavano percorrendo la strada che collega Anversa a Turnhout. Nella loro mente giace il ricordo dell’abbazia di Notre Dame, oggi sede di un altro birrificio trappista (La Trappe). La produzione birraria inizia solo nel 1802, con la nomina di Padre Bonaventura a birraio. Non fu lui, tuttavia, a partorire la ricetta della Westmalle Tripel. Il merito è di un certo Hendrik Verlinden, ingegnere birrario e proprietario del birrificio Drie Linden. Michael Jackson – il beer writer, non il cantante – lo ha difatti definito padre della prima Tripel belga prodotta nel 1932, chiamata Witkap Pater (fonte: Brew Like a Monk).

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e Westmalle, oltre a essere diventato anche lui un birrificio trappista, è diventato parte della storia birraria belga e mondiale. Le sue birre, nonostante l’età, sono ancora oggi sulla bocca di tutti. Della Westmalle Tripel ha parlato in toni entusiastici anche Jef Van Den Steen, di certo non l’ultimo arrivato in materia di degustazione birraria. E oggi finalmente tocca a me assaggiarla.

Devo un sincero grazie a IperDrink per questo assaggio “leggendario”.

Bottiglia da 33 cl, 9,5% abv.

Schiuma

Maestosa, dalla grana mista, di colore e aspetto pannosi; eterna per persistenza e aderenza.

Colore

Ambrato sbiadito con riflessi aranciati; aspetto leggermente velato e copiosa frizzantezza interna.

Aroma

Bastaavvicinare le narici all’orlo del bicchiere per sentirsi inebriati del suo splendido corredo aromatico. Suggestione o no, il suo profumo è delizioso. Fresco, freschissimo, un tripudio di frutta in polpa (melone retato, pesca a pasta gialla, ananas sciroppata, uva spina, albicocca, pera, banana secca, arancia candita), preceduta dal pronunciato profilo speziato (chiodi di garofano, anice stellato, coriandolo). Il tutto sostenuto dalla robusta impalcatura maltosa (crosta di pane, cereali, frumento, pasta frolla, miele di arancio e un alone di biscotto).

Assieme alla parte speziata, che già solletica le narici, c’è una vena etilica che timidamente emerge man mano che la birra si stempera, assumendo i connotati di un morbido Martini bianco (mandorla). Col passare del tempo le componenti fruttate e speziate passano in secondo piano, lasciando spazio alla fragranza delle note maltose (crosta di pane e biscotto) ma soprattutto alla sfumatura acetica (aceto di vino bianco). Inebriante.

Gusto

Al pari dell’aroma, assaggiarla è un po’ come raggiungere il Nirvana. Westmalle Tripel è una birra che ti “castiga” al primo sorso, ti seduce e ti ammaestra come vuole lei. La sensazione tattile è morbida, vellutata. Una carezza ricca di malto, affiancata da un gradevole tepore warming. Eppure la scorrevolezza è il suo punto di forza. Il parterre di descrittori che emergono rende la bevuta particolarmente divertente. A dare il benvenuto ci pensa la frutta, ancora una volta abbondante in polpa: melone, pesca, arancia, pera.

Subito dopo le note di crosta di pane, caramello, miele di acacia. L’alcol, già percepito al naso, raggiunge in bocca la sua vera dimensione. E’ leggermente caldo, appagante, anticipato da note di nocciolo di pesca e amaretto. Poi, una volta ammantata l’arcata palatale, regala un finale asciutto, che monda la bocca da ogni traccia residua di zuccheri. Il resto è un turbinio di spezie, in particolare un vivace pepe che solletica la base della lingua. Retrolfatto di mandorla, retrogusto di amaretto. Mistica.

Westmalle Tripel è tutto quello che si dice di lei. E anche di più. Cambiata nel corso del tempo oppure no, rimane una birra che si beve con grande emozione.

Ringrazio ancora una volta IperDrink per il campione assaggio e ti invito a dare un’occhiata al sito. E tu hai mai assaggiato la Westmalle Tripel?

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