chiedi al birraio vincenzo serra

Vincenzo Serra: Birrificio dell’Aspide

Chiedi al birraio è oggi in compagnia del Birrificio dell’Aspide. Vincenzo Serra è un birraio “ruspante” che vale la pena conoscere. Vieni, te lo presento!

Bisogna ammetterlo: Vincenzo Serra è un personaggio. Un gran bel personaggio. Vincenzo Serra è il birraio del Birrificio dell’Aspide. Lo conobbi in occasione de Il Senso della Birra. Affabile, generoso ma soprattutto simpaticissimo. Uno di quelli che snocciolano aneddoti impossibili a mitraglietta. Di sicuro in un’altra vita era cabarettista. Non me ne vogliano gli altri ma fin da subito ho stravisto per lui. E’ stata una fortuna conoscerlo: quando incontro una persona del genere ho la conferma che la birra artigianale è lontana anni luce da tanti altri sterili mercati di puro business.

Nell’artigianale sono le persone a fare la differenza.

Lungi da me santificare un mestiere sì faticoso ma comunque pari ad altri. La mia intenzione è solo quella di mostrare che la differenza tra artigianale e industriale è data non solo da sapori e odori ma anche dal suo lato umano. Dal carattere che ogni birra possiede. Lo stesso del birraio, tra l’altro.

Conosci il birraio e conosci le sue birre. Credimi, funziona così.

Che piacere risentirti, Enzo! Non siamo molto distanti l’uno (Calabria) dall’altro (Campania) ma non ho ancora avuto il piacere di venire a trovarti al Birrificio dell’Aspide. A ogni modo adoro la Campania per molteplici ragioni e vi farò ritorno. E allora ci incontreremo – eccome se ci incontreremo! Domanda per rompere il ghiaccio: sono da poco trascorse Le Notti dell’Aspide? ci racconti nel dettaglio di cosa si tratta?

Ciao Matteo , che bello risentirci! Quest’anno le Notti dell’Aspide si sono trasformate nel Festival dell’Aspide, è una kermesse musicale con gruppi più o meno conosciuti faccio qualche nome Kutso, Bandabardò, 99 Posse, Mama Marjas,Levante ecc. riassumendo musica, arte, enogastronomia e un mare di birra … naturalmente la nostra.

Adesso sei un birraio a tutti gli effetti ma ci furono giorni in cui eri homebrewer. Cosa è accaduto nel mezzo? qual è stata la formazione di Vincenzo Serra e il percorso che lo ha portato al Birrificio dell’Aspide? ma soprattutto cosa c’entra l’aspide?

Troppo lunga la mia storia per condensarla in poche righe è una passione lunga 15 anni… comunque dopo aver girato mezza Europa e conosciuto birrai sanguigni e innamorati del proprio lavoro ho deciso anch’io di fare il grande passo. L’aspide è il simbolo della mia città, ma anche del rinnovamento (cambia pelle ogni stagione), rappresenta la conoscenza che si pone al di sopra della materia, nella cultura dei nativi messicani rappresenta lo sciamano… ma il nostro logo non è propriamente un serpente è una chimera tra l’aspide il simbolo della mia città e il dragone di Cracovia il simbolo della città di mia moglie e dove per diverso tempo mi sono formato in ambito birrario.

Se non ricordo male il tuo è un impianto a fiamma diretta. Il che significa che tu sei letteralmente un cuoco di malti e luppoli. Posso chiamarti Chef Enzo? A parte gli scherzi, ci spieghi in cosa si differenzia la cottura a fiamma diretta rispetto a quella a vapore?

La mia scelta è stata dettata dall’esigenza, non avevo spazio per la caldaia del vapore, e dall’esperienza, dove ho imparato erano tutti così a fiamma diretta.

Ho ancora in bocca il sapore di una fantastica Belle Saison. Ricordo una storia che racconta dell’incontro di 4 brettanomiceti, uno dei quali raccolto dalla buccia delle mele coltivate nel giardino di casa. Com’è nata l’idea di produrre una birra sì selvaggia? perché non uno, non due e neppure tre ma ben quattro bretta?

Avevo sempre in mente di fare una saison, ma più che altro una birra di fattoria e un giorno stavo passeggiando nel mio uliveto dove c’è quest’albero di cotogne e ne ho visto una con dei lieviti bellissimi sulla buccia , sono andato in birrificio ho preparato i terreni e ho sperato che ne uscisse qualcosa di buono.. tu che ne dici ? 😉

I quattro bretta per la versione special della saison? A noi piace fare le cose in grande, non ci piace fare economia… ahahah

Amo la Campania e i suoi sapori. La pizza, certamente, ma c’è un sacco di roba ‘bona: friarelli, fritti d’autore, taralli, pastiera e chi più ne ha più ne possa mangiare. Chi, più di te, può rivelarci un piatto meno noto della cucina campana ma straordinariamente buono? Ovviamente in abbinamento a una birra del Birrificio dell’Aspide.

Ma ovviamente il cacioricotta di capra cilentana semistagionato cotto alla piastra o in padella senz’olio e accompagnato dalla Belle Saison .

Domanda jolly: qual è il tuo luppolo preferito e perché?

Il mosaic … e non so perché , siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda.

Domanda bonus: sei davvero “ruspante” come dicono?

Se per ruspante intendi fare il proprio lavoro con correttezza , serietà , cercando di dare una visione personale senza inseguire le mode , il mercato e senza fare il paraculo… si sono “ruspante” … e sono contento.

Con questa intervista abbiamo avuto la conferma che Vincenzo Serra la sa lunga. Aneddoti, racconti, storie ed esperienze. E dal vivo è ancora meglio. Adesso non rimane che visitare il Birrificio dell’Aspide. Al più presto.

Conoscevi Vincenzo Serra? Hai assaggiato le birre del Birrificio dell’Aspide?

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