Via Priula Dubec Doppelbock

Dubec è la birra in stile Doppelbock del birrificio Via Priula di S. Pellegrino Terme, Bergamo. Dedicata al caprone, simbolo dello stile e animale locale.

Via Priula DubecIl Birrificio Via Priula di S.Pellegrino Terme, provincia di Bergamo, ha un’appassionante storia da raccontare a chiunque sia tanto curioso e oltremodo paziente da ascoltarla, lasciandosi coinvolgere dalla passione e dalla “follia” che permea i suoi protagonisti.

La mente del progetto è Giovanni Fumagalli, amante della birra a tutto tondo e esperto homebrewer (ben 15 anni di pratica sulle cotte casalinghe prima della realizzazione del birrificio), da sempre interessato alla produzione e al perfezionamento delle proprie ricette, vere e proprie “creature”, piuttosto che al consumo. Di quello ha lasciato tranquillamente se ne occupassero i suoi fedeli clienti!

Col tempo il suo entusiasmo calamita nuovi compagni d’avventura: si aggiungono Marco Orfino, Mauro Zilli e Serenella Lancini. Numerose le partecipazioni ai concorsi per domozimurghi, con risultati incoraggianti: quinto posto nel 2009 a Piozzo per “Una birra per l’estate”, settimo al “The Dome” di Nembro. Sarà poi primo posto nel 2010 nuovamente a Piozzo con una versione rivisitata della Gonzo Imperial Porter della Flying Dog a spingere Giovanni e compagni al “grande salto”, ovvero la realizzazione di un proprio birrificio.

In realtà la fase di sperimentazione durerà parecchio: solo nel 2012 i soci si convinceranno ad acquistare locale e impianti produttivi, appoggiandosi nel frattempo ai vicini amici del Birrificio Babb della Bassa Bresciana, fino al momento in cui si renderanno conto delle potenzialità delle loro birre. Una menzione a parte merita sicuramente il logo del birrificio, il quale trae ispirazione  da un vecchio volantino del 900, realizzato da Ermanno Bonapace, nonno di Giovanni, farmacista (produsse l’elisir Bacio, nome assegnato ad una delle birre, e la famosa Magnesia), nonchè fotografo. Per la veste grafica delle etichette, invece, importante il contributo con le illustrazioni di Stefano Torriani, amico del gruppo e disegnatore naturalistico.

Al momento sono 6 le birre prodotte, tutto l’anno: 4 ad alta fermentazione (Bacio, Rosa!, Morosa e Camoz)  2 a bassa (Loertis e Dubec). La Dubec è proprio la birra che vi racconto oggi. Si tratta di una birra in stile Doppelbock, non filtrata, non pastorizzata e non rifermentata in bottiglia. L’etichetta ci spiega l’origine del nome: “Ol Bec è il caprone in terra bergamasca, chiamato in Germania Bock, simbolo dell’omonima birra. La Doppelbock è la versione più alcolica dello stile, e in bergamasco diventa una Du Bec. Dedicata alla razza tipica, quella della Capra Orobica, dal pelo lungo e dalle enormi corna”. I malti utilizzati sono Pils, Vienna, Monaco, Cara-Monaco e Chocolate, mentre i luppoli sono Magnum, Hallertau Hersbrucker e Styrian Golding. Lievito WS-34/70.

Colore ambra, intenso e profondo, con riflessi rame. Corpo piuttosto opaco, lascia trasparire una fermentazione interna lenta e controllata.

Schiuma di media altezza, trama fine e compatta, consistenza cremosa, che mi ha ricordato tanto la schiuma del caffè, anche per via del colore beige. Buona persistenza, in particolare lungo i bordi. A riposo prolungato scompare, lasciando comunque un pizzo nel bicchiere.

Aroma dall’impatto dolce e suavemente liquoroso, lontano da forti e stordenti affondi etilici. Sono presenti malto biscottato, frutta secca (mandorla), torrefatti del malto e tostature dell’orzo, cioccolato, un fruttato frizzante e pungente (ciliegia). Ottimo aroma, ricco, variegato ed estremamente pulito, oltrechè caldo.

Dubec perde un po’ di punti al gusto, con un imbocco non particolarmentboe consistente ma tondo, passaggio pieno e ingoio abboccato, con residuo di biscotto che appaga il palato. La sete non è però altrettanto mitigata da una persistenza amarostica di media durata ma bassa, appena percettibile intensità. Bassa carbonazione e alcool, discreto (7,5%) ma ben nascosto (emerge man mano che la birra è lasciata a riposo), ne garantiscono l’elevata facilità di beva. Il profilo è sproporzionatamente dolce, equilibrato solo sul finale dall’amaro, comunque meno entusiasmante del naso.

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