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Varietà di luppolo: il serendipico Amarillo

Amarillo è un luppolo americano che dà il meglio di sé in aroma ma se la cava bene anche in amaro.

La storia del luppolo Amarillo è curiosa assai ed è emblema del concetto di serendipità: chi cerca trova ma chi non cerca trova di più.  Esatto: l’Amarillo è frutto del caso. Nessuno lo stava cercando. Né tanto meno erano in corso incroci per dare vita a una nuova e sorprendente varietà. Ma si sa, la vita è un mistero e dova non arriva l’uomo ci pensa Madre Natura. Fu così che un bel giorno, in una piantagione di luppolo, apparve una nuova varietà di luppolo dall’insolito colore giallo.

Amarillo, ovvero ‘giallo’ in spagnolo.

Era il 1990. La Virgil Gamache Farms di Washington (USA) già coltivava la varietà di luppolo chiamata Liberty. A dire la verità la famiglia Gamache si occupava di luppoli già da un bel po’: per 80 anni aveva lavorato nella vicina Yakima Valley. Poi, un bel giorno, venne scoperta una varietà di luppolo selvatico. Darren Gamache, uno dei membri della famiglia, stava tranquillamente passeggiando nei campi quando rimase colpito da un bagliore dorato. Si avvicinò e notò che si trattava di luppolo. Osservò affascinato la pianta: non ne aveva mai vista una eguale. A contraddistinguerla erano le piccole dimensioni del cono ma soprattutto la tonalità giallognola. Prese i fiori in mano, li strofinò e ne sentì il profumo. Ne rimase inebriato. Pensò che una buona birra dovesse avere quei profumi. Il resto è storia.

Amarillo, nome in codice VGXP01.

Oggi lo conosciamo come Amarillo ma in passato era chiamato VGXP01. Questa sigla altri non è che il numero di brevetto che copre questa nuova varietà, registrato nel 2003. Il brevetto lo paragona al luppolo sloveno Buket, rispetto al quale ha un maggiore livello di alfa-acidi. Proprio grazie a tale brevetto ancora oggi la fattoria è l’unica a produrlo. Il suo profilo organolettico è fruttato, floreale, leggermente speziato e moderatamente dolce. Ha bassi livelli di coumulone e una discreta percentuale di alfa-acidi (8-11%). Il che significa che può efficacemente essere impiegato come luppolo da amaro.

Va bene in amaro ma è in aroma che si esalta.

L’Amarillo possiede uno dei più alti livelli di mircene tra tutte le varietà di luppolo. Questo gli conferisce il tanto apprezzato aroma citrico (limone, arancia, pompelmo). Qualcuno lo descrive come la versione steroizzata del Cascade, luppolo americano per antonomasia, ma viene spesso affiancato agli altri luppoli statunitensi che iniziano con la “c” (Centennial e Columbus). Spesso, proprio per estrapolare al massimo questi profumi, viene impiegato in dry-hopping. E’ ghiotto di cereali: birre di frumento in generale e Pale Ale sono le sue declinazioni preferite di birra.

La storia dell’Amarillo ci insegna che le cose più belle delle vita accadono per caso: l’amore, la vincita al superenalotto e la scoperta della nuova, prodigiosa varietà di luppolo.

Conoscevi il luppolo Amarillo? Ti piace il suo profilo?

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