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Varietà di luppolo: il poliedrico Chinook

Il Chinook ha carattere accomodante: brilla in amaro ma se la cava egregiamente anche in aroma.

Continua la panoramica delle diverse varietà di luppolo coltivate in giro per il mondo: oggi ti presento il Chinook. Siamo nuovamente negli USA, Paese che di luppoli ne offre a bizzeffe. Il Chinook vede la luce in epoca abbastanza recente, nel 1985, a seguito di un programma di coltivazione portato avanti in quel di Washington dallo USDA (Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti). E’ figlio dell’unione tra la varietà inglese Petham Golding e la varietà americana sperimentale USDA 63102.

Obiettivo: ottenere una nuova varietà dall’alto potere amaricante.

Il meticciamento tra varietà di luppolo aveva uno scopo, ovvero creare una varietà in grado di soddisfare la crescente domanda di luppoli cosiddetti super-alfa. Ci sono riusciti: con un livello di alfa-acidi interessante (11-15%) il Chinook se la cava egregiamente in fase di luppolatura e contributo amaricante. Ma la vita è un continuo divenire e non bisogna mai dare niente per scontato. Nonostante le sue origini oggi il Chinook è sempre più utilizzato come luppolo da aroma. Merito del suo interessante contenuto di mircene (30%), che lo rende capace di funzionare anche in aroma. Qualcuno sostiene sia in grado di infondere persino sentori affumicati quando utilizzato in late o dry hopping.

Un dettaglio da non sottovalutare: la quantità.

Tutto molto bello ma c’è un inghippo. Il Chinook, infatti, non è una varietà di luppolo adatta ai birrai dalla “manica larga”: se utilizzato in quantità smodate tende a “degenerare”. Come risultato si avrà una birra aspra e molto poco saporita (hai presente la pipì di gatto?). Insomma, va utilizzato con parsimonia. Del Chinook statunitense esiste anche una versione neozelandese. Gli addetti ai lavori confermano la similarità delle due varietà ma noi sappiamo benissimo che, quando si parla di luppolo, il terroir è un fattore fondamentale.

Organoletticamente parlando? Pompelmo, spezie e pino.

Volendo descriverne il profilo organolettico potremmo chiamare in causa l’immancabile pompelmo e un discreto parterre di spezie, più un corredo di aghi di pino. Per semplicità viene paragonato ai “cugini” americani del nordovest (Cascade, Columbus, Centennial) ma a differenza di questi il suo profilo aromatico è meno intenso e pungente.E’ un luppolo multidisciplinare: ha buona resa in tutte le Pale Ale e IPA e non disdegna birre dalla carnagione più scura quali Porter, Stout e Barley Wine. E siccome è figlio della craft beer revolution americana si adatta particolarmente bene alle birre di stampo statunitense.

Volevano un luppolo dall’intenso amaro. Sono riusciti a ottenerlo. Poi però se ne sono stancati. Lui si è messo in gioco in aroma e ha vinto la sfida. Il Chinook è emblematico: nella vita non esiste nulla di scontato.

Conosci anche tu il Chinook? Ti piace come varietà?

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