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Varietà di luppolo: il ninja Sorachi Ace

Non solo shuriken e kunai. In Giappone i ninja hanno un’arma segreta: il Sorachi Ace!

Il Sorachi Ace è un luppolo che viene da lontano, molto lontano. Nientepopopodimeno che dal Paese del Sollevante. Il suo particolarissimo profilo organolettico ha fatto sì che non rimanesse confinato al Giappone ma si diffondesse a macchia d’olio in tutto il mondo. Anche se, a dire la verità, è stata la “fame” a dargli una mano.

Non tutto il male viene per nuocere: il Sorachi Ace nasce dalla crisi.

Correva l’anno 2008. Un anno disastroso per le teste di luppolo, reso tristemente famoso dalla “crisi del luppolo”. Lo scarso raccolto annuale e la contemporanea esigenza di disporre di luppoli dall’alto potenziale amaro, super equipaggiati di alfa-acidi, portò i birrai a mettersi in viaggio alla ricerca di nuove varietà di luppolo. Raggiunsero così nuove terre. Una di queste fu il Giappone, patria di ninja, sake e Sorachi Ace.

Il Sorachi Ace nasce nell’omonima prefettura di Hokkaido.

E’ frutto delle ricerche condotte dal birrificio Sapporo a fine anni ’70. Complice il riserbo tipico della cultura nipponica, il Sorachi Ace è stato per lungo tempo segretamente custodito. Venne commercializzato solo nel 1984 – esclusivamente in Giappone e Cina – senza avere grande successo. “Troppo strano”, dicevano. Finché un bel giorno non venne un certo Darren Gamache, coltivatore presso la Virgil Gamache Farms di Washington. Il furbone si “mise in tasca” il Sorachi Ace e se lo portò con sé negli States per coltivarlo in proprio.

E’ figlio di un triangolo amoroso.

Il Sorachi Ace non è purosangue. Nasce dall’unione tra l’inglese Brewer’s Gold, il ceco Saaz e la varietà maschile del giapponese Beikei No. 2.  E’ stato un luppolo molto corteggiato negli anni passati. Questo lo ha reso difficilmente reperibile e oltremodo costoso. Oggi non è più così sexy e la domanda riesce a incontrare l’offerta con maggiore facilità.

Il suo profilo è unico, paragonabile a una spremuta di limone.

Cos’è che rende il Sorachi Ace così particolare? Innanzitutto la copiosa presenza di limoni. Dopodiché ci sono fiori bianchi e il famoso tè giapponese. Infine le spezie: aneto e coriandolo con una punta di bubblegum. E’ quindi un luppolo straordinariamente estroverso, una fresca estate sotto forma di verde cono. Sembra essere fatto apposta per le birre straluppolate (IPA) ma se la cava alla grande anche con Saison e birre di frumento. Viene impiegato prevalentemente come luppolo da amaro ma il suo carattere esuberante non gli preclude l’aroma. Pare lavori molto bene anche in late e dry-hopping, soprattutto se si vuole ottenere un “effetto macedonia”.

Tutti hanno punti deboli, anche i ninja. Ma questi valorosi guerrieri possiedono virtù straordinarie: con grande coraggio hanno affrontato la crisi e hanno trasformato il Sorachi Ace nell’arma segreta giapponese.

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