tsjeeses dark belgian strong struise

Tsjeeses Dark Belgian Strong Ale Struise

Tsjeeses è una birra in stile Dark Belgian Strong Ale ma a dire la verità in lei c’è anche lo spirito del Natale.

Per dare vita a Tsjeeses ci sono voluti nientepopodimeno che cinque anni. Non tanto per affinare la ricetta (si tratta di una Dark Belgian Strong Ale con un occhio ammiccante alle Kerstbier), quanto piuttosto per trovarle un nome adatto. Dopo il nome è arrivata l’etichetta, che raffigura una caricatura disegnata da Urbain, birraio e fondatore della De Struise Brouwers. Un disegno a sua volta ispirato dalle innumerevoli Tsjeeses bevute dallo stesso Urbain.

Un nome che non ha senso.

Tsjeeses è un termine di per sé senza senso. Vagamente può essere foneticamente associato a una sensazione di stupore. Tuttavia i più maliziosi ci hanno visto una straordinaria somiglianza col suono della parola “Jesus”. Una somiglianza a dire la verità esistente anche di fatto, visto che il disegno iniziale sembra essere la raffigurazione di un Gesù sotto l’effetto di stupefacenti. Ma non indugiamo oltre sul senso di questa birra e passiamo alla sostanza. Tsjeeses è la birra base, dalla quale nascono tre versioni affinate in botti di quercia (vergine, ex Bourbon ed ex Porto).

Bottiglia da 33 cl, 10% abv, lotto 31550615.

Potete trovare la recensione originale su Birre ad Arte.

Schiuma

Generosa durante la mescita ma di scarsa persistenza; trama fine, aspetto pannoso e colore beige.

Colore

Tra il bruno e il rubino, di aspetto opalescente.

Aroma

Hai presente i profumi del panettone? Bene. L’aroma di questa Tsjeeses è praticamente identico. C’è tutta la fragranza del re dei dolci da forno natalizi. Non solo. L’intensità aromatica è tale che pare di avercelo in mano, ‘sto panettone. La tentazione di morderlo è fortissima. Desisto e vado avanti. Panettone dicevamo. Assieme ai profumi della pasta lievitata ci sono i classici sentori di canditi e uva sultanina. In testa c’è la velleità alcolica dell’Amaretto, avvisaglia di un tenore etilico che sarebbe un errore madornale sottovalutare. Il corpo è dolcissimo, matrimonio d’intenti tra i prodotti da forno e la frutta. Frollino, pasta frolla, pan di spagna, babà napoletano, zucchero candito bruno, caramello, caramella mou, miele millefiori. A seguire c’è la frutta, anch’essa affogata nello zucchero per un effetto sciroppo: pesca, melone e albicocca. Marginale speziatura a base di banana secca, chiodi di garofano e vanillina. A chiudere ci pensano le velleità della frutta secca (mandorla dolce) e suggestioni salmastre (Madeira). Panettone.

Gusto

Tsjeeses si conferma opulenta anche in bocca. Il primo sorso, infatti, scarica in bocca cofanate di zuccheri. L’intensità è allo stesso livello dell’aroma, con la differenza che qui la fragranza del panettone scarseggia. Al suo posto ci sono descrittori maltati più “convenzionali”: biscotto, caramello, zucchero candito, miele, pesca sciroppata e croissant con cuore d’albicocca. Insomma, 50 sfumature di arancio. Finale sia attenuato dal lievito che secco di alcol. Tepore warming che risale lungo il cavo orale provocando l’involontario abbandono dei sensi. Carbonazione presente, corpo da medio a pieno e mouthfeel velvety. Retrolfatto di Amaretto Disaronno. Avvolgente.

Abbondante come una pin-up ai tempi della tv in bianco&nero, calda e confortante come solo una madre amorevole sa essere. Tsjeeses ha i muscoli di una Dark Belgian Strong Ale e (parzialmente) la speziatura di una Kerst. Ma il suo vero punto di forza è l’alcol, piacevolissimo. Un suo sorso è una condanna a un oblio etilico.

Conoscevi Tsjeeses? Quali altre birre hai bevuto di De Struise?

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