tre fontane tripel

Tre fontane Tripel Birra dei Monaci

Tre Fontane Tripel è la prima birra trappista italiana.

Ricordo bene che quando presi per la prima volta in mano questa bottiglia di Tre Fontane ebbi qualche dubbio. Sto parlando di tanto tempo fa, quando ancora l’Abbazia non era entrata a far parte dell’Associazione Internazionale Trappista. E la sua birra si chiamava ancora Birra dei Monaci.

Il complesso abbaziale delle Tre Fontane è situato a Roma nell’antica via Laurentina. L’abbazia è circondata da alberi di eucalipto, ingrediente che caratterizza molti dei prodotti realizzati. Non conoscendola mi sono affidato all’istinto e ho deciso di portarmela a casa. L’ho poi stappata e quanto segue è quello che mi sono trovato nel bicchiere.

Bottiglia da 33 cl, 8,5% abv.

Schiuma

Cremosa e persistente, di colore bianco albume.

Colore

Oro carico tendente all’ambrato, con riflessi rame; aspetto quasi interamente limpido. Traspare una debole frizzantezza e numerose tracce di corpi in sospensione.

Aroma

Impatto olfattivo di media intensità, concentrato sulle note dei malti chiari, attraversato da una vena caramellata e impreziosito da sottili tostature. Crosta e mollica di pane, miele millefiori, biscotto, caramello, fave di cacao e soave cioccolato al latte. Infine, per non farsi mancare nulla, prugne disidratate e amarene sotto spirito. E’ il segnale di avvertimento: in questa bottiglia l’alcol non si risparmia. Oltre a indurre un gradevole tepore warming offre anche suggestioni di Amaro alle erbe (Amaro del Capo) e liquore alla liquirizia (Liquorice). Aromatica.

Gusto

Non l’avrei mai detto: nonostante al naso trasparisse la potenziale morbidezza l’ingresso in bocca è ruvido e graffiante. Sarà un’impressione? Purtroppo no: passaggio e deglutizione confermano la durezza di questa Tre Fontane. Il risultato è molto – troppo – astringente. La maltitudine non manca ma sono le tostature a prevalere,più di là che di qua col bruciacchiato. In mezzo a questo caos sensoriale il gusto non riesce a trovare pace. Da una parte è incalzato dal tostato, dall’altra è intimidito dall’alcol sbruffone. Finale caldo e prolungato, secco ma non perfettamente attenuato, con amaretto e frutta rossa sotto spirito (ciliegie e amarene). Arricchisce il tutto una buona presenza resinosa, quasi di erbe officinali. A quanto pare l’eucalipto non è solo una leggenda. Confusa.

Tre Fontane Tripel: conclusioni.

Slegata, spigolosa, assolutamente squilibrata. Questa bottiglia di Tre Fontane Tripel, al secolo Birra dei Monaci, è così maleducata che si fa fatica a mandarla giù.

Per fortuna rispetto al mio assaggio le cose sembrano essere cambiate in positivo. E allora le darò una seconda chance. Peccato che ora che è una birra trappista, paradossalmente, è più difficile reperirla.

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