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Thornbridge Wild Raven Black IPA

Thornbridge Wild Raven è la Black IPA che coniuga sapientemente amaro da tostature e da luppoli.

Con la Thornbridge Wild Raven entra ufficialmente nel blog il genere Black IPA. All’anagrafe il suo nome era originariamente Thornbridge Raven. Successivamente, a partire dal 2013, è stata chiamata Wild Raven (selvaggia), per poterla distinguere da un’altra birra commercializzata col medesimo nome.

Prodotta per la prima volta in occasione del Chesterfield CAMRA Festival, questa ricetta è stata rivista dal birraio James Kemp (primo premio al New Zealand Home Brewing Champion nel 2008), che ha iniziato a brassare presso Thornbridge (Inghilterra) nello stesso anno, per poi da ultimo diventare un birraio “freelance”.

In ricetta malti Maris Otter, Black Patent e Chocolate, luppoli Nelson Sauvin, Centennial e Sorachi Ace. Migliore IPA 2012 e 2013 al World Beer Awards. Considerando il felice ricordo, ancora vivido, della Thornbridge Kipling, le premesse non potevano essere migliori.
Bottiglia da 50 cl, 6,6% abv.

 

Colore

Colore ebano, quasi completamente nero, con riflessi cola. Aspetto impenetrabile e carbonazione impercettibile.

Schiuma

Schiuma gioconda, maestosa, tre dita d’altezza, assume forma vulcanica man mano che si assottiglia. Buona persistenza, eccezionale aderenza al bicchiere. Trama fine, aspetto pannoso, colore beige.

Aroma

Si parte in pompa magna, con un naso imponente, intenso e ben definito. Un tripudio di sensazioni, partendo da quelle fresche ed erbacee del luppolo, passando attraverso quelle maltate per tramontare verso un morbido e goloso finale di cremoso cioccolato. L’impianto luppolato è evidente, tipicamente IPA, con note agrumate di pompelmo e ananas, ma anche uva spina e leggera arancia. Pane nero, toffee, caramello, zucchero candito, introducono ad un seguito di delicato malto tostato: cioccolato, fave di cacao, orzo, liquirizia. Retrolfatto luppolato, questa volta con note di resina e aghi di pino.

Gusto

Imbocco consistente, morbido, tondeggiante, seguito da passaggio un peletto watery con un seguito che ritorna corposo ed un finale avvolgente, dove il luppolo è ancora protagonista, regalando un buon livello generale di secchezza, dissetante, ripulendo la bocca e riassetandola nuovamente. Gusto strutturato e bilanciato nelle sue componenti, non è certo semplice trovare un tale livello di pulizia ed equilibrio tra le note amare del luppolo e quelli dolci e tostate dei malti scuri. Carbonazione media, amaro intenso ma non aggressivo, persistente, ben equilibrato dall’acidità del caffè, tipico dei malti scuri. Pane nero e toffee, caffè e liquirizia, cioccolato e resina, il gusto prosegue in linea retta rispetto all’aroma senza tuttavia annoiare.

Thornbridge Wild Raven: conclusioni.

Le Black IPA non erano il mio stile preferito. Thornbridge Wild Raven è riuscita a convertirmi. Una birra eccezionale, studiata e ben riuscita: sapiente connubio di amaro, acidulo e dolce, per un gioco di equilibrio da applausi. Mezzo litro scompare dal bicchiere in meno di cinque minuti. E ho detto tutto.

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3 commenti

  1. bellissimo il cappello di schiuma. gran bella “spillata” 🙂

  2. Scegliendo questa per far conoscenza con lo stile…..beh 😉 😉 hai scelto mooolto bene !!!

  3. L’ho trovata presso un beer shop, non potevo farmela sfuggire!

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