thornbridge serpent brooklyn brewery

Thornbridge Serpent Sour Ale Brooklyn Alliance

Thornbridge Serpent è una Sour Ale fermentata con lieviti da sidro.

Thornbridge Serpent è una birra molto, molto particolare. Il perché sta essenzialmente in una cosa: la fermentazione con lieviti da sidro. Di comune accordo tra l’inglese Thornbridge e l’americana Brooklyn Brewery, l’intenzione era quella di catturare l’essenza del territorio – il cosiddetto terroir osannato dal mondo del vino. Tutto qui? Beh, la birra in questione è molto più complessa. Di base è una Belgian Strong Ale, la stessa utilizzata per produrre le altre acide della casa (Love Among the Ruins e Days of Cration). La birra viene successivamente messa a maturare in botti ex Four Roses (Bourbon) per oltre un anno assieme ai lieviti da sidro. Dopodiché viene sottoposta a priming (aggiunta di zucchero) e imbottigliata, dando così vita a un’ulteriore fermentazione in bottiglia.

Bottiglia da 75 cl, 9.5% abv, lotto con best before date 2020.

Schiuma

Generosa alla mescita ma di bassa persistenza; trama fine e compatta, colore e aspetto pannosi.

Colore

Tra il dorato e l’aranciato, con sfumature del secondo tipo; aspetto opaco.

Aroma

Basta versarla nel bicchiere per sentire a distanza l’esplosione dei suoi aromi. Alla mente arrivano immagini di champagne e sidro. L’aroma spicca per intensità e freschezza, anticipando la presenza di bollicine. L’acido è il sentore prevalente, leggermente lattico (yogurt, primo sale) ma prevalentemente acetico (sidro, aceto di vino bianco). Thornbridge Serpent si compone di vino bianco, vino bianco liquoroso (Martini) e frutta (melone giallo, uva spina, mela verde Granny Smith). Che freschezza! Il corpo è palesemente diversa ed è qui che si percepisce il passaggio in botti di Bourbon (legno, cantina, cartone bagnato, petali di rosa, alcol etilico). Il cuore è leggermente maltato, con sfumature di grano e fieno. Vinosa.

Gusto

La prima sorsata rivela un’anima complessa. Thorndge Serpent è però una birra pulita e costruita in maniera modulare. “Dissezionarla” è relativamente facile. L’impressione è che nella stessa birra convivano due anime. La prima è una bevanda rinfrescante, a metà tra il succo e il cocktail tropicale. La seconda è quella di vera birra, alcol compreso. Un alcol che però non esce mai fuori dagli schemi, rimanendo in sordina. All’ingresso si percepisce l’attacco di acido lattico (yogurt, primo sale) che rapidamente vira verso l’intensa corposità del vino bianco. La freschezza, unita alla carica etilica, inebria il palato. Contemporaneamente vanno facendosi spazio le note acetiche (aceto di vino) e quelle liquorose (Bourbon), il cui tepore warming si piazza sulla bocca dello stomaco. Carbonazione piuttosto flebile nonostante le premesse, corpo medio e mouthfeel tondeggiante che anticipa qualche morso apro. Finale secco e ripulente nel quale l’alcol dichiara guerra a qualsiasi traccia di sporco residuo. La sensazione è leggermente aspra e frizzante, simile a un Brachetto. Solo a questo punto, subdolamente, arriva il contraccolpo etilico, del quale sarà la testa il principale bersaglio. Retrolfatto di Martini, retrogusto di Vermouth. Micidiale.

Fermentare una birra con lieviti da sidro è cosa alquanto strana. Ma quando si tratta di birra artigianale tutto è concesso. Soprattutto se il risultato è delizioso come questa Thornbridge Serpent. Standing ovation!

Conoscevi la Thornbridge Serpent? Cosa te ne pare?

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