the library leeds pub crawl

The Library: quando la cultura è fatta per essere bevuta

Il The Library non è una libreria: è un centro sociale dotato di mensa, dove si mangia e si beve pure.

La nuova tappa del mio pub crawl in quel di Leeds si chiama The Library. Il nome ti suggerisce qualcosa? Basta trovarselo di fronte per rendersene conto: l’ingresso sembra quello di una casa comunale, contraddistinto dal colonnato all’ingresso. E lì sopra la scritta “the library”, sentinella sul portone in legno. Lei mette definitivamente a tacere qualsiasi dubbio sull’identità del pub in questione.

Al The Library gli unici libri sono quelli della carta da parati.

L’interno è enorme, praticamente ci si perde. Non basta ripartirlo in più sale per ridurre la sensazione di enormità che si prova entrandovi. La sala nella quale mi sono accomodato sembra un piccolo salotto, circondato da quadri, poltrone, tavolini bassi e quadrati dotati di puff. Accanto la versione “sorella maggiore”. Bella l’idea dell’angolo dedicato ai feedback da parte degli utenti sotto forma di post-it. La sala grande d’ingresso si caratterizza per la presenza degli immancabili tavoli da biliardo e qualche slot machine di contorno. Il pavimento è per una parte di parquée e per l’altra in mattonato. Inoltrandosi si raggiunge una sala interna, di fronte alla cucina. E’ una via di mezzo tra una scuola (sedie e termosifoni ferrosi) e una tavola calda con cucina a vista.

Più che una libreria è un luogo di ricreazione sociale.

Il bancone si distribuisce in lungo. Vi trovano spazio ben 10 vie alla spina, suddivise tra industriali e crafty. La mia attenzone viene però catturata da altre 5 spine in posizione più defilata, questa volta 100% craft, alle quali si affiancano 4 handpump (3 birre e 1 sidro).

Mosaic Pale Ale, Adnams Brewery, 4.1% abv.

Schiuma cremosa. Colore oro antico e aspetto limpido. Il naso è una primavera, esplosione di alberi in frutto. La nota di testa è zesty (lime). Corpo ancora fruttato: buccia d’arancia,ananas, melone giallo, pesca a pasta gialla. Il malto è marginale (pane, cereali e miele millefiori). Il cuore è leggermente floreale, con sprazzi di camomilla.

In bocca è iperattiva, di corpo medio e mouthfeel abbondante. Una birra esuberante che ha da raccontare molto di più di quanto la gradazione alcolica potesse suggerire. La sorsata è felice. Si spazia velocemente dal maltato al fruttato e ritorno, con un finale ben attenuato. La presenza di zuccheri residui viene definitivamente elisa dall’aspro della buccia d’arancia. Vengono su invece i malti. Non raggiungono la fragranza ma comunque offrono l’impressione di “masticare” pane liquido. Retrolfatto di arancia e floreale di fiori di sambuco.

Atlantic, Sharp’s Brewery, 4.2% abv.

Schiuma sottile e persistente. Colore ambrato scuro prossimo al bruno e aspetto limpido. Il naso è molto Bitter. La nota di testa è di denso caramello, il corpo è pieno di malto (crosta di pane, biscotto, toast, zucchero candito, un ricordo di cacao in polvere). Il cuore è di nocciola caramellata.

La prima sorsata è leggera e assai saporita, zuccherina ma con una felice attenuazione finale che ne assorbe la maggior parte. Il finale è comunque dolce. Zero bollicine, corpo medio e mouthfeel leggero con parti acquose. Rispetto al naso il livello di intensità è decisamente minore. Qui prevalgono pane, farina, cereali e un finale di biscotto. Il fruttato è più un’impressione dell’abbondante zuccherosità (pesca, arancia) che una presenza reale. Retrolfatto di mandorla, retrogusto di pane tostato.

Wild Gravity,Bad Co. Brewery, 5.2% abv.

Schiuma densa, perlacea. Colore ramato e aspetto limpido. L’inizio del percorso olfattivo è suggestivo: è un tuffo nelle acque del Pacifico. La nota di testa è quella della salsa di pomodoro. Seguono uva spina, lime, buccia d’arancia, melone, ananas sciroppata, mango. Il cuore, contro tutti i pronostici, è quello delle arachidi.

In bocca ha misurate bollicine, corpo da medio a pieno e mouthfeel morbido e rotondo. La morbidezza generale è equilibrata da pizzicotti di vino bianco (Nelson Sauvignon). Anche in bocca si conferma la presenza dei luppoli del Pacifico (lime, ananas, mango). Il maltato è rilegato al post deglutizione, dal quale però emerge con un piacevole livello di fragranza. Retrolfatto di Martini Bianco, retrogusto di curaçao.

Limitandoti a guardarlo dall’esterno potresti pensare che il The Library è il luogo ideale per studiare. Poi entri e capisci che t’è andata male: qui l’unica cosa che potrai fare è bere.

Conoscevi Leeds? Hai già visto il The Library?

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