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The Fenton: il folk, il bancone e il bar nel bar

The Fenton nasconde dituttounpo’: musica folk, birra e bar nascosti nel garage.

Dopo l’ormeggio al Dry Dock il mio pub crawl a Leeds continua con il The Fenton. Tutta un’altra storia! L’atmosfera è quella di un vero pub inglese: acciaccato ma affascinante, col carisma di chi ha la saggezza dell’esperienza. All’interno è ancora più fantastico: musica a palla – robetta tranquilla: folk irlandese – e arredamento che ricorda un college.

Il The Fenton ti dà il benvenuto nella perdizione.

Il locale è un pub inglese purosangue: ambiente caldo e accogliente, affollato fin dalle prime ore pomeridiane. C’è tutto ciò che serve per renderlo affascinante: pavimento a scacchi, legno come elemento dominante (tavoli, sedie e anche il pavimento di alcune sale), luci calde. Ma soprattutto il bancone a forma di “U” che si sviluppa in ben tre diverse sale.

The Fenton è uno ma gli ambienti sono tanti.

Di sale ce ne sono per tutti i gusti. C’è l’ingresso, che ti offre il benvenuto con un bancone equipaggiato a 14 birre alla spina (crafty e industriali), 4 cask più 3 sidri a pompa. Il tutto impreziosito dalle immancabili sedute “da baita” in legno coperto di tessuto. Ovviamente non manca il caminetto, il tocco in più del vero pub inglese. Più di uno a dire la verità – sebbene gli altri siano spudoratamente falsi. Una sala interna funge da sala giochi: freccette e tavolo da biliardo. Infine il beer garden, che è però poco garden e molto urbano, comunque eccezionale.

In questo pub tutto ammicca alla gioventù.

Basta scendere le scale (o anche andare al bagno) per tuffarsi tra orde di murales colorati. Al primo piano sotto terra è stato ritagliato un angolo fuori dal mondo, tempio della convivialità benedetto dalla luce del sole. Proprio qui, quando credi di aver ormai visto tutto, ti trovi di fronte un garage con la saracinesca sollevata, all’interno del quale è stato ritagliato un piccolo bar. Un bar nel bar, chiamato Felsiki Bar. Spettacolo! Ultimato il mio girovagare è giunto il momento di bere. Orsù, si dia inizio alle danze.

The Fenton, Ridgeside Brewing, Bitter, 3.5% abv.

Denso e cremoso cappello di schiuma colore ocra; poco alto ma tanto persistente. Colore leggermente più chiaro rispetto a una Bitter: al classico ramato si sostituisce un aranciato con riflessi oro antico; aspetto limpido. Anche il naso è Bitter solo in parte. Ci sono malti (crosta di pane, biscotto, cereali, miele di arancio), caramello e una vaga suggestione di frutta secca (noce). Il cuore è quello di un caffè d’orzo. In bocca è piatta, di corpo da medio a leggero e mouthfeel super leggero, graffiante a tratti per effetto delle tostature. Infine c’è quel nutty che tanto piace in una Bitter. Per il resto, deriva acquosa a parte, c’è quanto anticipato al naso: pane, cereali, leggero biscotto. Intermezzo caramellato con tracce di zucchero candito introducono al finale ripulente, ben attenuato, nel quale prevalgono le note di pane tostato e nocciola. A rimpolpare l’amaro ci pensano il chinotto e il fondo di caffè. Retrolfatto di pane, retrogusto nocciolato.

New World IPA, Northern Monk, 6.2% abv.

Schiuma bassa e densa, cremosa, colore beige e resistente. Colore ambrato con riflessi ramati, di aspetto limpido. Il naso è un tuffo nell’Oceano Pacifico: ananas sciroppata e vino bianco (più sfumature liquorose di Martini). Il corpo è vagamente maltato: pane, miele di acacia e cereali. Il cuore ritorna a surfare sulle onde dell’Oceano con sentori di uva spina. In bocca è piatta, di corpo medio e mouthfeel per metà velvety e metà pungente, aspro e zesty. A differenza dell’aroma qui l’incipit è maltato: pane, cereali, pasta frolla, miele di acacia, butterscotch. Al contempo va facendosi spazio un leggero floreale di camomilla, che verso il finale divaga verso l’acidulo del succo di pomodoro. Raggiunge la pienezza in fase di deglutizione, autodistruggendosi per fare spazio all’amaro erbaceo dei luppoli, impreziosito dallo zesty del limone. Retrolfatto di uva spina. Una birra emozionante, da amare sorso dopo sorso. Unico neo la leggera presenza di alcol sporca il finale.

Apparentemente è un pub inglese come tanti altri. In realtà c’è più di un motivo per visitare il The Fenton: ambiente giovanile, musica underground, bar nascosti nel sottoscala. Ma il motivo più importante di tutti rimane uno: la birra.

Hai mai visitato Leeds? Conoscevi già il The Fenton?

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