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Taras Boulba De la Senne Belgian Blond Ale

Taras Boulba è una Belgian Blonde Ale dal grande carattere.

Taras Boulba è uno degli esemplari di punta della Brasserie De la Senne – la stessa che firma capolavori come Zinnebir. Il birrificio nasce nel 2005 nelle vesti di beer firm, dall’idea di due giovani con un diverso background, uniti dalla passione per la birra. Loro sono Yvan de Baets, ex musicista jazz (tromba) e autore di un saggio sulle Saison nel libro Farmhouse Ales di Phil Marowski, e Bernard Leboucq.

Il loro incontro avviene nel 2002 in occasione della seconda edizione della “Zinneke Parade” a Bruxelles. Nel 2003 decidono di aprire il proprio birrificio nel comune belga di Sint-Pieters-Leeuw, situato nelle Fiandre (Brabante Fiammingo) a Sud-Est di Bruxelles, in un vecchio edificio adibito a deposito di proprietà della Brasserie Moriau, chiamandolo “Sint Pieters Brouwerij”.

Il successo delle prime birre è lo stimolo giusto per aprire un birrificio più grande, stavolta nella propria città, Bruxelles. Il cambio arriva davvero e sarà totale: nasce il nome Brasserie de la Senne, riferimento al fiume che attraversa la città e che sottolinea l’orgoglio di essere cittadini della capitale.

Purtroppo subentrano un po’ di incidenti di percorso. Il trasferimento, che avrebbe dovuto impiegare non più del tempo necessario al trasloco, diventa più travagliato di un parto. Prima gli errori bancari, poi le beghe burocratiche, poi la ricerca di finanziamenti, infine i movimenti tellurici nel vialetto del birrificio e persino il furto del computer di Yvan, dove assieme ai documenti progettuali sono conservate alcune ricette. Insomma, un vero disastro.

Il duo non si lascia scoraggiare e corre ai ripari, rifugiandosi presso gli amici di De Ranke, nella Vallonia occidentale, da quelli di De Proef, nella cittadina di Lochristi nel Nord del Belgio, e infine da Thiriez nel Nord della Francia, dove oltre a commissionare la birra e affittare i fermentatori potevano occuparsi direttamente di mettere le mani sull’impianto.

Il travaglio termina il 22 dicembre 2010, quando viene ufficialmente inaugurato il nuovo birrificio, ubicato in un enorme capannone ed equipaggiato con un impianto da 20 HL nel quartiere periferico di Bruxelles chiamato Molenbeek-Saint- Jean.

Assieme alla costanza qualitativa, prerogativa del birrificio, le etichette sono il marchio di fabbrica, curante internamente da Jean Goovaerts, cugino di Bernard. E’ una delle creature della nuova Bruxelles e frutto della nuova generazione di birrifici belgi, che non disdegnano la tradizione ma possiedono una mentalità più aperta dei loro predecessori, che li porta a guardarsi intorno e a sentirsi liberi di sperimentare.

La birra di oggi, Taras Boulba, fa il verso alla (quasi) omonima opera letteraria di Gogol e all’antagonismo tra polacchi, cosacchi e Taras Bul’ba. Antagonismo che viene eloquentemente rappresentato dall’etichetta, dove un irato signore sta per gettare un barile addosso a un altro, intimandogli dello stupido.

Bottiglia da 33 cl, 4.5% ABV, lotto del 21 agosto 2019, in vendita anche su Cantina della Birra (10% di sconto usando il codice “birramoriamoci10”).

Aspetto

Oro carico con accenni d’arancio. Dall’aspetto velato traspare la vivace carbonazione. Dominata da schiuma pannosa, compatta, indissolubile. 

Aroma

Il naso è suggestivo, seppur nella sua intensità moderata. La luppolatura infonde un bilanciato apporto di note floreali, fruttate ed erbacee, persino leggermente speziate, come si deve a una luppolatura del Vecchio Mondo. Tuttavia è difficile individuare la linea di demarcazione tra luppoli e lievito, anche quest’ultimo molto caratterizzante.

La frutta ricorda pera e pesca a pasta bianca, leggera nettarina e un guizzo citrico d’arancia. L’erbaceo è rude e terroso, quasi di radice, coadiuvato dal floreale con note di gelsomino, zagara e tiglio. Lo speziato, pepato, rappresenta il sottofondo assieme a suggestioni di curaçao. Malti quasi assenti, fanno eccezioni sfumature di fieno e miele.

Gusto

Corpo medio/leggero, carbonazione decisa e vivace che si fa sentire non appena fatto ingresso in bocca, stuzzicando la lingua. La sensazione tattile è piacevolmente leggera, senza sconfinare nella consistenza watery. L’ingresso lascia ancora qualche barlume di dolcezza, con note di cereali e miele d’arancio. Ma già a metà sorso è lapalissiano che la birra ha carattere amaro. Erbaceo, ripulente, quasi vegetale (cicoria), persino leggermente terroso – ma forse è suggestione della componente pepata. Lentamente vira verso l’aspro della buccia d’arancia e del pompelmo, che caratterizzano finale e retrogusto, anche leggermente zesty (lime), dal forte potereripulente. Chiude decisamente secca. Frollino nel retrogusto.

Taras Boulba: conclusioni.

Taras Boulba si conferma in linea con le prestazioni del birrificio De la Senne. Una birra relativamente facile da bere, sbarazzina al pungo giusto e piuttosto amara. Poi c’è il lievito, rustico come solo in Belgio accade, che “sporca” e si fa notare. Ma l’effetto finale non dispiace, anzi!

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