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Stags Head: l’atmosfera, il conservatorio e la cucina

Lo Stags Head è un affascinante pub di quartiere. Nella sua offerta, oltre alle birre, ci sono cucina e intimità.

The Stags Head è un altro dei pub di proprietà della Thornbridge Brewery disseminati per la città di Sheffield (Spouth Yorkshire, Inghilterra). Lo si trova su una strada secondaria, poco distante dal centro cittadino. Attorno gli regna la pace: altissimi alberi, un beer garden e un immenso parco giochi per bambini. Se si vuole descrivere lo Stags Head con un aggettivo direi che friendly (‘amichevole’) è il termine perfetto. Assetati avventori, famiglie con bambini, anziani in cerca di ristoro. Allo Stags Head c’è posto per tutti. E siccome i frequentatori del pub sono di diversa estrazione e genere anche l’offerta è multidisciplinare. La birra è in prima linea ma anche la cucina ricopre un ruolo importante.

Al pub come al ristorante. O quasi.

Ogni pub di casa Thornbridge ha la sua caratteristica distintiva. Il Greystones, per esempio, ha la sala concerti. Lo Stags Head, invece, ha una cucina di tutto rispetto. Il menù comprende portate di ogni tipo. Ci sono i classici inglesi (fish&chips, pie), c’è il classicone (burger), c’è anche il Sunday Roast della domenica. Ma ci sono anche primi piatti, insalate e dolci che strizzano l’occhio alla ristorazione. Basta guardare la presentazione nel piatto per rendersene conto.

All’interno nasconde una perla: il conservatorio.

Tra tutti i pub di Sheffield visitati lo Stags Head è uno di quelli che mi ha lasciato più colpito in termini di ambiente e arredamento. Le corna del cervo – Stag’s Head significa ‘testa del cervo’ – regnano ovunque e il teschio esposto nella sala principale è quasi grottesco. Per fortuna passa quasi inosservato in mezzo a un ambiente intimo e pulito, caldo e confortevole. Tra tutti gli elementi il legno regna sovrano: scuro, massiccio, lucido.

Il locale è munito di due ingressi. C’è quello fronte strada che affaccia direttamente sul bancone; e c’è quello sul retro che dà sul conservatorio. Il conservatorio è la sala interna più bella del pub: simile a una serra, circondata da grandi vetrate e affacciata sul beer garden, tappezzata su un lato da carta da parati con l’immagine del cervo. Il risultato è stupendo e diventa splendido nelle (rare) giornate di sole.

La birra è sempre una garanzia.

Vale lo stesso discorso fatto per il The Greystones: la birra è quasi tutta a marchio Thornbridge. Mi riferisco sia alle vie alla spina (7) che alle handpump (6). Qui è più unico che raro trovare birre ospiti, eccezion fatta per le immancabili Lager e i sidri di tipo premium. C’è però tanta attenzione per la qualità del servizio e chi cerca una buona birra non rimarrà deluso.

Hopton, English Pale Ale by Thornbridge Brewery, 4.2% abv (spillata a bomba)

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Schiuma consistente, di aspetto cremoso e colore panna. Colore oro antico con sfumature dorate. Il naso racchiude tanto in poco. Una birra dichiaratamente inglese che come tale si comporta. Composta ed equilibrata ma dotata di un bel caratterino. Testa erbacea, abbondante cuore maltato che tradisce un leggero burroso (DMS). In bocca ha consistenza tattile che rasenta l’acquosità. In bocca è l’esatta copia dell’analisi olfattiva, con la differenza che qui i malti raggiungono la fragranza. E sono loro a dare a questa Hopton il tocco vincente, vincendo all’ultimo secondo un’accanita partita con l’erbaceo. Struttura semplice ma esecuzione prodigiosa.

Otter’s Tears, Well Hopped Pale Ale by Thornbridge Brewery, 6% abv (spillata a pompa)

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Schiuma cremosa, colore avorio, persistente e poco aderente. Colore oro carico con sfumature dorate; aspetto limpido. La “buona luppolatura” dichiarata in etichetta non è ingannevole: i luppoli ci sono eccome! Ne viene fuori tanta frutta a un delicato erbaceo (prato inglese) su un letto di malti. In bocca ha carattere da vendere. Primo tempo di cereali e pasta frolla e  secondo tempo di polpa d’arancia e pesca. Lentamente emerge l’aspro da frutta in scorza, che alla lunga prenderà il sopravvento. Carbonazione nulla, corpo da medio a leggero e mouthfeel rotondo. Finale amaro in cui l’erbaceo viene esasperato da un lieve tepore warming alla bocca dello stomaco. Retrolfatto di vino liquoroso (Martini Bianco), retrogusto di pane fragrante.

Made North, Bitter by Thornbridge Brewery, 3.8% abv (spillata a pompa)

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Schiuma fine e cremosa, persistente e aderente. Nel bicchiere si presenta con un insolito colore oro antico sfumato di verde e aspetto “sporco”. Al naso spiccano i malti, tostato e nocciolato, con un corredo erbaceo di luppoli inglesi. Sfumatura di DMS che quasi quasi se ne sarebbe sentita la mancanza. In bocca è senza bollicine, gustosa e dal finale abbastanza attenuato. Ben presto quella che sembrava una bevuta dolce si farà piacevolmente amara, chiudendo delicatamente tostata. Nel mezzo c’è un tappeto di malti chiari composta da mollica di pane, frollino e cracker. Retrolfatto di curaçao (liquore), retrogusto erbaceo e tostato assieme.

Ci sono pub e pub. Lo Stags Head è un Pub con la P maiuscola, a partire dall’atmosfera. Qui la birra artigianale offre ai suoi avventori un piacevole ristoro. Se poi dovessi avere bisogno di cibo solido la sua cucina saprà soddisfare ogni tuo desiderio.

E tu sei mai stato allo Stags Head?

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