assaggi birrificio sagrin

Sorseggiando: Birrificio Sagrin

Ricevo e recensisco le birre del Birrificio Sagrin. Quattro in tutto: BunPat Rossa (American Brown Ale) e Chiara (APA), Samos (IGA) e Livertin (DIPA).

Ebbi il piacere di conoscere per la prima volta il Birrificio Sagrin di Calamandrana (AT) parlando delle ultime aperture italiane. Oggi mi limito a dirti che il progetto di Matteo (“Billy” Billia e Giuseppe Luci ha finalmente attecchito e sta iniziando a carburare. Lo avevo lasciato con tre birre. Se n’è aggiunta un’altra, una American Pale Ale chiamata BunPat Chiara prodotta con malto Pils, frumento e luppoli americani. Non ho idea del perché le “sorelle” BunPat si chiamino così rispetto alle altre due ma immagino si tratti di una distinzione anche merceologica tra birre di facile fruizione e birre un po’ più impegnative. A ogni modo, meno chiacchiere e più fatti. E’ giunto il momento di bere!

Sagrin BunPat Rossa (BPR), American Brown Ale, 4,5% abv.

Schiuma a grana fine con pochissime divagazioni di media dimensione. Aspetto di panna montata e colore beige, media persistenza e buona aderenza. Colore ramato carico, quasi rubino, con riflessi ambrati e aspetto opalescente. Aroma di buona intensità e di eccezionale armonia, equa commistione di note maltate e tostate. Inizio copiosamente dolce (crosta di pane, caramello, biscotto farina di castagne) dal quale emergono fragili tostature (caffè d’orzo, fave di cacao, fondente a media intensità) più una vaga reminiscenza di frutti rossi. Il tutto impreziosito dall’eco dei luppoli (resina, aghi di pino), che proviene da lontano ma è ancor chiaramente distinguibile. In bocca è vivace, di corpo medio e mouthfeel esile. E’ una birra easy ma zeppa di sapori. Si parte dalla crosta di pane spalmato di caramello e miele di melata di bosco. Si passa poi alle note tostate, con presenza di orzo, caffè e una traccia di cioccolato. Retrolfatto che lascia intravedere una vena etilica, retrogusto che privilegia il mix amaro, sia da tostature che da luppoli (erbaceo e vago sentore balsamico). Birra facilissima da bere ma che ti lascia molto soddisfatto.

Sagrin BunPat Chiara (BPC), APA (American Pale Ale), 4,5% abv.

Bianchissima schiuma a grana fine dall’aspetto pannoso, inflessibile a un dito di altezza. Colore paglierino con riflessi verdognoli, aspetto lattiginoso e presenza di bollicine in risalita. Aroma intenso e delizioso, nel quale emerge la spavalderia dei luppoli americani: tanta frutta e tantissimi agrumi. Ma il risultato è in qualche modo qualcosa di addomesticato. Un bouquet olfattivo nel quale l’arroganza dei luppoli a stelle e strisce è stata messa a bada e della quale restano pulizia e dolcezza zuccherina. L’ananas è la nota di testa, affiancata da kiwi e banana. Il corpo è quello di un succo ACE con punte di scorza d’arancia, pesca sciroppata e albicocca, mentre la nota di cuore è la pera in polpa. La presenza dei malti è marginale e limitata all’intermezzo: mollica di pane, miele di arancio e caramella gommosa alla frutta. La tendenza fruttata si ripresenta in bocca, qui ancora più fresca e vivacemente carbonata. E’ un cocktail alla frutta tropicale (ananas, kiwi). I malti (pane, cereali, miele di acacia) fanno da zerbino. Corpo da medio a leggero. Retrolfatto fruttato (arancia), retrogusto di crosta di pane. Chiusura secca con un residuo di frutta in polpa.

Sagrin Samos, IGA (Italian Grape Ale), 5,5% abv.

Alla mescita si forma un dito di schiuma avorio a trama mista, poco persistente. Colore aranciato con riflessi ambrati, aspetto opalescente. L’aroma è contemporaneamente intenso e delicato. L’aroma è una texture di note fruttate, che si succedono in una fitta trama armonica. C’è molta polpa, quasi palpabile. Ad aprire le danze è la frutta tropicale (ananas, mango, kiwi), incalzata dal leggero sentore acidulo del frumento. Più una cospicua presenza di pesca a pasta arancio e albicocca. Immediatamente a seguire uva bianca, pera, melone. Non manca un tocco zesty a base di scorza d’arancia amara e bergamotto. I malti sono una tenue suggestione (pane, cereali, miele d’arancio). L’ingresso in bocca lascia esplodere l’abbondante carbonazione ed emergere un corpo pieno e voluttuoso, aiutato da una sensazione tattile scorrevole. Le note fruttate sono qui più morbide e polpose rispetto al naso: melone, ananas, arancia. Maggiore l’intensità delle note maltose (pane, cereali, leggero biscotto, miele d’arancio, frumento). Retrolfatto di bubbblegum, retrogusto di pane.

Sagrin Livertis, DIPA (Double India Pale Ale), 8,5% abv.

Schiuma grossolana di colore beige, saponososa ed evanescente. Colore brunastro (prugna) con riflessi rubino. Aspetto opalescente. L’impatto olfattivo è di notevole intensità ma soprattutto di una carica etilica disarmante. L’alcolicità la percepisci subito. Insieme a lei c’è tanto altro: dalle note maltose (pane, caramello, zucchero di canna) a quelle tostate (cioccolato fondente a media intensità), fino ad arrivare alla commistione di liquore, legno e frutta rossa sotto spirito (mon sheri). In sottofondo c’è anche unasuggestione di torba, assieme alle decise note di luppoli: resina e infuso alcolico alle erbe. Intensa al naso, intensa in bocca. Un sorso è un avvertimento a berne con moderazione, ché già si affaccia la presenza etilica. Ma allo stesso tempo è un invito a tuffarcisi dentro, tanto è la ricchezza gustativa. Carbonazione scarsa, corpo medio, mouthfeel leggero e scorrevole. In bocca si ripete la magia anticipata al naso. Si inizia con caramello, pasta frolla e frutta secca (mandorla amara), nocciolo di pesca e tanta frutta sotto spirito (ciliegia). L’amaro è evidente, erbaceo e vagamente balsamico, riconducibile a un amaro alle erbe. Nel frattempo in bocca va lentamente diffondendosi l’abbondante tepore warming, focalizzato alla base della gola, già solleticata da una vena terrosa. Retrolfatto di mandorla amara, retrogusto al whisky. Chiude secca e abbastanza attenuata, lasciandoti lì a godere dell’ebrezza etilica.

Sono davvero rimasto soddisfatto da questi assaggi. Quattro birre, una meglio dell’altra, con BunPat Chiara e Samos nella mia personale prima fila. Sono birre che hanno un’identità precisa, originali ma non ostentate. Se dovessi dirti cosa contraddistingue il Birrificio Sagrin ti direi che è l’uso oculato dei luppoli. Il risultato è quello di birre profumatissime ma che in bocca lasciano tanto spazio al sapore dei malti.

Ringrazio Matteo Billia per avermi inviato questo campione assaggio. Conosci anche tu il Birrificio Sagrin? quali birre hai provato?

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