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Simone Cantoni: poeta della birra

Simone Cantoni è giornalista e cicerone birrario. E’ colpa sua se la birra ha una schiuma paffuta. Non per nulla lo chiamano “il poeta della birra”.

Durante la mia vacanza a Pisa ho avuto modo di parlare con quattro birrai diversi. Dico io: non uno – e sottolineo uno – di loro NON mi ha menzionato tale poliedrico giornalista e rodato cervoisier. C’è perfino chi lo chiama “il poeta della birra”. Devo confessarti che ero curioso di conoscerlo, e non poco. Poi ho scoperto che lavora proprio a Pisa, a allora ho sfacciatamente deciso di andare a importunarlo.

E conosciamolo, questo fantomatico Simone Cantoni!

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E’ un piacere conoscerti, Simone. Leggo con piacere le tue recensioni birrarie su Fermento Birra, e oggi ho finalmente la possibilità di dirtelo a quattr’occhi: le tue recensioni sono fantastiche! Hai questa straordinaria capacità di parlare di birra senza parlare di birra. La nostra amata bevanda passa quasi in secondo piano, sommersa dalla pomposa – ma divertentissima – retorica che la sorregge. Insomma: non sono recensioni, sono poesie!

E’ bello sapere che c’è qualcuno che apprezza il mio modo di scrivere e raccontare la birra. Questo particolare “stile” è sicuramente frutto dei miei pregressi studi in lettere. Potremmo invece discutere sul titolo che mi hanno appioppato. E’ “colpa” di quel simpaticone di Luca Giaccone, col quale collaboro alla redazione del magazine. Purtroppo, a differenza delle orribili accise che tutti noi tristemente conosciamo, sulla presa per il culo non hanno ancora messo una tassa.

So che inizialmente avevi abbracciato “il lato oscuro della forza”. Simone Cantoni nasce sommelier di vino, mentre ti sei in corso d’opera riscoperto amante della birra artigianale. Perché questo cambiamento di rotta?

Bé, sicuramente il gusto ha giocato un ruolo importante. Tuttavia, ciò che maggiormente ha determinato questa metamorfosi è stato l’ambiente che ruota attorno al mondo della birra. Un ambiente umano. Il vino è troppo elitario, nella forma, nei gesti e nei modi. Insomma, non faceva proprio al caso mio. Lo vedi come sono vestito? pensi che se ci fossimo occupati di vino mi sarei fatto trovare in questa comoda mise – una tuta? L’ambiente della birra non è incravattato, e questo già basta a renderlo affascinante. Tuttavia non rimpiango l’esperienza a contatto col mondo del vino. Mi ha consentito di avvicinarmi alla birra artigianale per vie traverse, attingendo a risorse e acquisendo competenze molto più facilmente di quanto la birra al tempo non concedesse.

Sei perfino sommelier di formaggi. Forse non sai che hai davanti un ragazzetto che sbava davanti alle mistiche potenzialità degli abbinamenti birre-formaggi. Peccato che di formaggi non ne capisco una cippa! Mi dai qualche dritta?

Devo esserti sincero: sarei bugiardo a dire di essere un assaggiatore di formaggi. Ho seguito un corso, sufficiente perché ne tenessi uno a mia volta assieme alla collega Margherita Mattei. Non ho assi nella manica, né posso svelarti tecnicismi, semplicemente perché non li conosco. Posso però consigliarti il mio stesso approccio, applicato anche al mondo brassicolo: un approccio fatto di gioco, di scoperta.

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Hai di certo la possibilità di tastare il polso del settore molto più di quanto possa farlo io giù in Calabria. Su quali nomi della birra artigianale italiana scommetteresti?

Ci sono numerose realtà birrarie interessanti. Su questo non ci piove. Tra le tante punterei a occhi chiusi sui giovani ragazzi di The Wall. Qui a Viareggio ci sta il Birrificio degli Archi, che dopo l’ingresso del nuovo birraio ha radicalmente cambiato identità. E poi c’è un gruppo di ragazzi che sono sicuro farà parlare molto bene di sé. Mi riferisco all’abruzzese Monsters Factory & Co. Esatto, sono proprio quelli della Zombie IPA.

Buono a sapersi! Continuano a tempestarti di chiamate e messaggi. Credo sia esaurito il tempo a ma disposizione. Ti avverto: ormai per me sei quello della schiuma “paffuta”. Non so come ti suona questa cosa, ma fidati: è un complimento. Speriamo di vederci presto con più calma.

Ahahah, questa è buona! Stanne certo. Se fai un giro da queste parti all’inizio di Maggio ci sarà il festival birrario che sto organizzando, Il Senso della Birra. E ti anticipo che quest’anno sarà una bomba. Sono tutto un fermento! Ci saranno meno birrifici dell’anno scorso, è vero, ma è stata una scelta improntata sulla qualità. Tra i locali ci saranno La Petrognola, Archi, Brùton e Forte, mentre tra i nazionali Birrificio Italiano, MC-77, Birra Perugia, Birrificio dell’Aspide e l’ottimo Birrificio Rurale. Ci sarà da bere di gusto!

Ebbravo Simone Cantoni! Che vuoi che ti dica? Sono subito andato a controllare sul sito della migliore compagnia aerea low cost del mondo. Insomma, ci sto pensando seriamente. E tu che dici, lo facciamo un salto a Il Senso della Birra?

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