Schonramer Grunhopfen Pils

Schonramer Grunhopfen Pils è una birra tedesca in stile Pilsner. La caratteristica luppolatura le conferisce un bouquet fresco e ricco di esteri.

Schonramer Grunhopfen PilsTorniamo in Germania, con uno stile non proprio tipicamente tedesco ma decisamente estivo e, quindi, rinfrescante. Ecco una cara Pilsner, la Schonramer Grunhopfen Pils dell’omonimo birrificio bavarese, fondato nel 1780. Una pilsner che si caratterizza per un buon profilo aromatico, decisamente fruttato, concentrato su note di frutta tropicale. Pluripremiata all’European Beer Star per tre anni di seguito, 2009, 2010 e 2011, nella categoria German-Style Pilsner, rispettivamente con oro, argento e bronzo.
Bottiglia da 33 cl, 5,0% abv, 11,9 Plato, 40 EBC.

Etichetta

Minimale, ma d’effetto, l’etichetta riesce a catturare l’attenzione con la sola presenza del logo. Il carattere utilizzato le conferisce un’alone intrigante. Buona la scelta dei colori, nulla la parte descrittiva.

Colore

Di colore giallo paglierino, leggermente pallido, con riflessi dorati, e dal corpo completamente limpido. Placida, quasi nulla la fermentazione interna.

Schiuma

Cappello di schiuma bello e invitante, alto in sede di spillatura, dalla buona persistenza al bicchiere. Trama molto fine, compatta, dall’aspetto morbido e pannoso, di uno splendido colore bianco vivido.

Aroma

Il naso è l’aspetto che più mi ha affascinato di questa pilsner. Soprattutto per l’elegante presenza di frutta tropicale, più vicina ad una bitter. L’impatto è fresco e ricco di frutta: pompelmo innanzitutto, poi melograno, ma anche scorza d’arancia e mandarino. Una leggera frizzantezza è ancora data dalla speziatura del luppolo, che le conferisce una traccia di resina e aghi di pino. A fine corsa arriva una ventata di morbidezza, determinata da note di malto biscotto e leggero caramello. L’aroma si è rivelato nel complesso pulito, ma non molto intenso.

Gusto

L’ingresso è abbastanza tondo, seguito da un passaggio consistente e da un ingoio scorrevole ma presente. Scarsa la carbonazione, buona invece la persistenza amarostica, prolungata e caratterizzata da una discreta astringenza citrica, che le permette di chiudere rinfrescando la gola. I sentori sono inizialmente gli stessi percepiti al naso, ma rispetto all’aroma, il gusto delude per la minore pulizia: pompelmo, lime, melograno, scorza d’arancia e, in chiusura, un taglio di erbacei resinosi del luppolo.

Questa Pils tedesca si contraddistingue rispetto alle cugine boeme per la maggiore presenza di dolci note maltose. Ciò non toglie che quando si tratta di questo tipo di bassa fermentazione rimane sempre una questione di equilibrio tra malti e luppoli. E la Grunhopfen è un funambolo niente male.

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