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Saison Dupont: verticale 2012 VS 2014

Saison Dupont, un pezzo di storia in formato 33 cl. L’ho messa alla prova, realizzando una degustazione verticale: 2012 VS 2014. Chi vincerà?

La Saison Dupont è un vero e proprio emblema birrario. Leader (o quasi) dell’omonima categoria stilistica di origine belga, ha rappresentato – e rappresenta tuttora – una birra di eccezionale spessore, simbolo di un credo birrario legato ai crismi della “vecchia scuola”. Stappo questa bottiglia con venerando rispetto, conscio di avere tra le mani un pezzo di storia brassicola. Per celebrarla al meglio, pur consapevole che quello delle Saison non è uno stile che si presta benissimo allo scopo, ci butto giù una degustazione in verticale. Ti spiego: si prendono annate diverse della medesima etichetta, per vedere come matura nel tempo. Esattamente come si fa col vino. Qui abbiamo due versioni, 2012 e 2014, per cui stiamo confrontando una maturazione di 3 anni contro una di appena 12 mesi. Ringrazio Dario di IperDrink che mi ha fornito la più giovane delle due. Bottiglia da 33 cl, 6,5% abv.

Versione 2012, lotto 1222B.

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Colore dorato acceso e riflessi rame. Corpo leggermente opaco, vivace e copiosa frizzantezza interna. Schiuma esuberante; bisogna essere cauti per evitare che trabocchi dal bicchiere. Densa e compatta, dall’aspetto pannoso, colore bianco vivido.

Impatto olfattivo intenso e fragrante al tempo stesso – una vera delizia per l’olfatto. La Saison Dupont è schietta e sincera, senza troppi fronzoli, mostrandosi per quello che è veramente: una birra rinfrescante, seducente, perfetta per le giornate afose. Le note di testa formano un bel mix a cavallo tra il fruttato e il floreale: pompelmo rosa, pesca a pasta bianca, melone retato, banana acerba, leggera scorzetta d’arancia, albicocca, mela fuji. Una carezza etilica (liquorosa) costituisce l’elegante intermezzo prima del seguito maltato, con note di pane bianco (crosta e mollica), frumento, cereali, mou, leggero biscotto al burro. Più defilate le note di frutta candita, nocciolo di pesca e prugna disidrata che, insieme a ciliegie sotto spirito, chiudono in maniera eccelsa un percorso olfattivo da standing ovation.

L’ingresso in bocca è abbondantemente scorrevole, lasciando intravedere una consistenza watery che ne accresce la capacità di beva. Ma soprattutto evidenti sono le bollicine. Inizio morbido e rotondo, un po’ meno consistente il passaggio. La birra arriva tonda fino a metà corsa, poi si apre e letteralmente “esplode” in una bomba agrumata, quasi citrica, ricca di note aspre e amarognole, fruttate e luppoline. Vivace carbonatazione, corpo medio. Il gusto è sempre caratterizzato da una carezza etilica – un velo appena. Al pari dell’aroma, anche in bocca le prime note sono quelle fruttate, qui persino più intense: ananas, pompelmo, curaçao, lime, arancia, pesca. Subito dopo nocciolo di pesca, pane bianco, miele di acacia, mou. Retrogusto che parte dolce (camomilla) e poi lentamente vira verso l’amaro, passando per l’asprezza della frutta prima (arancia, lime, nocciolo di pesca) e per quella luppolina dopo (resina, pepe, cardamomo).

La versione 2012 della Saison Dupont mostra che questa birra ha un potenziale d’invecchiamento ragguardevole, riuscendo non solo ad arricchire il suo bouquet olfattivo-gustativo ma anche a mantenere un’ottima capacità di beva.

Versione 2014, lotto 14307B.

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Colore dorato appena opaco, “sporcato” dall’abbondante presenza di lievito. I riflessi sono color oro, e la frizzantezza è turbolentissima. La schiuma non è particolarmente generosa né persistente. Anzi, rapidamente si assottiglia sino a divenire superficiale. Trama fine e compatta, aspetto e colore pannosi.

La prima sniffata è di quelle che ammaliano, e allora non puoi fare altro che distenderti e lasciarti andare. C’è un po’ di tutto: note maltose, agrumate, floreali. Ma soprattutto c’è armonia e femminea eleganza, che rendono il bouquet olfattivo un esemplare raro. A impreziosire il tutto appena uno spruzzo di profumo che riporta note alcoliche, etiliche, vagamente riconducibili all’acetone. Buona intensità. Le note di testa sono quelle dei malti, con crosta e mollica di pane di grano, pasta frolla, fiori d’arancio, mou. Poi è la volta dei profumi fruttati, agrumati in particolare: buccia d’arancia, mandarino e un tocco di lime invero, ma anche banana acerba, ananas e pesca a pasta bianca. Più defilate, ma sicuramente non sottotono, le note floreali, di fiori di campo, rose bianche e appena appena un accento di garofani – o magari chiodi di garofano. In chiusura una carezza etiliche ripulisce tutto. E’ il tempo di passare a saggiarla!

In bocca conferma le aspettative maturate durante l’analisi olfattiva. E’ una signora birra, nel senso di femminile piuttosto che importante, e come tale unisce grazia, seduzione ed eleganza. Scende giù senza neanche grandissima facilità, invitando a una bevuta più pacata che seriale, ma appaga e invita a saggiarla a fondo, per poi invitarti a prendere un altro sorso. L’ingresso è leggermente ruvido nel principio, dove spicca un mix di carbonatazione e di aprigno zesty. Meglio il seguito, dove le note maltose prendono il sopravvento. Avvolgenti, golose, regalano una sensazione boccale di pienezza, dalla consistenza tipo mollica di pane. La fine è il principio, nel senso che si ritorna sui binari aspri, intensi. Rispetto al naso, sono loro a prevalere: lime, pompelmo, buccia d’arancia. Arriva un velo di uva spina, e poi finalmente pane, miele d’acacia, pesca a pasta gialla. La carbonatazione è considerevole, e penalizza un po’ il livello di pulizia. Nel retrogusto c’è la medesima traccia etilica percepita al naso, che offre un leggero tepore warming all’altezza della gola – unica parziale avvisaglia di una gradazione non proprio session – e tanto zesty, dato dall’incontro tra il lime, il cedro e la buccia d’arancia.

La versione 2014 è decisamente più elegante, prediligendo la sobrietà all’opulenza. La preferirei se volessi bere qualcosa di snello e rinfrescante, mentre la lascerei invecchiare se volessi una birra da sorseggiare con più metodicità.

Opinione generale? La Saison Dupont è una birra che sa il fatto suo. Tuttavia il suo punto di forza è anche il suo tallone d’Achille: troppa grazia, troppa eleganza per essere una Saison. Qui di rustico, di ruspante c’è poco. Niente acre della terra, polvere, fieno o spezie, bensì tanta frutta e un po’ di calore. Insomma, se vuoi una birra da bere con piacere l’hai trovata, ma le emozioni che giocoforza cacciano via le Saison di razza te le puoi sognare. Lei è ruffiana, e se non stai attento ti incastra.

Chiudo ringraziando ancora IperDrink per avermi inviato la bottiglia versione 2014 che mi ha consentito, pur in piccolo, di sperimentare il piacere della mia prima degustazione in verticale.

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