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Brussels Beer Challenge 2013: successo italiano

Sono stati resi pubblici i risultati del Brussels Beer Challenge 2013. L’Italia trionfa.

Al Brussels Beer Challenge l’Italia ha dimostrato sin dal primo anno – questa è la seconda edizione – di avere tutte le carte in regola per fare bella figura. Così come l’intera manifestazione del resto. L’edizione 2013 è riuscita abbondantemente a soddisfare le alte aspettative, superando i già importanti numeri della prima edizione.

Qualche numero, giusto per rendere l’idea.

Oltre 500 birre presentate, 16 Paesi coinvolti, 40 i componenti della giuria internazionale – quest’anno sono addirittura 50. Italia presente anche in giuria, dove spiccano nomi eccellenti: Lorenzo Dabove (Kuaska), Maurizio Maestrelli, Stefano Buiatti e Davide Oltolini.

Italia di successo già dal primo anno.

Il primo anno i birrifici italiani conquistarono 11 titoli al Brussels Beer Challenge. Tra questi spiccarono i due ori assegnati al Birrificio Kamun, con la sua Nocturna (Oatmeal Stout), e a Birradamare, con ‘Na Biretta Nera (Schwarzbier). Ma se l’anno scorso i risultati sono stati di auspicio, quelli di quest’anno sono addirittura sorprendenti. Ebbene sì: l’Italia torna dal Belgio con un paniere zeppo di trofei.

Brussels Beer Challenge: ori, argenti e bronzi.

Iniziamo con le quattro medaglie d’oro, due delle quali assegnate al Birrificio del Ducato. La creatura di Giovanni Campari si conferma portabandiera dell’Italia birraria nel mondo, bissando a distanza di poco tempo i già eccellenti risultati conseguiti all’European Beer Star (EBS) 2013. Le birre premiate sono Chimera nella categoria Abbey/Trappist, e Sally Brown Baracco tra le birre aromatizzate (caffè). Accompagnano il podio i birrifici B94 e Foglie d’Erba, rispettivamente con la Terrarossa (Strong Ale) e la Hot Night at the village (Porter).

Gli ori sono importanti ma gli altri trofei non sono da meno.

Nove gli argenti: ancora Ducato con la Wedding Rauch (Rauchbier) e Foglie d’Erba con la Babél (IPA), Collesi (anch’esso reduce dal successo dell’EBS) con la sua Collesi Imper Ale Nera (Strong Dark), Castel del Monte con Costanza d’Aragona (APA), il sardo Barley con Duenna (Saison), Fiscellus Mons con Hibou (speciality beer), Bradipongo con Mafalda (Amber Ale), il brewpub Rubiu con Raìs (Bitter) e Baladin con la sua rinomata Xyauyù Barrel (Barley Wine).

Infine sei i bronzi: Foglie d’Erba con A Freewheelin’ IPA (IPA), Birrificio Indipendente Elav con Aeresis (Black Ale), Birra Perugia (altro successo dopo l’EBS) con Barley Wine (omonima categoria), Maiella (Bucefalo, categoria Export Stout, e Matthias, categoria Herb&Spice), Revelation Cat (Little Lover, categoria Milk Stout). Chiudono 7 menzioni d’onore (ancora Barley, Elav e Revelation Cat, ma anche Opus Grain, Gruit, Civale e Birranova).

Conti alla mano è andata alla grande.

Morale della favola? Dal Brussels Beer Challenge le birre italiane portano a casa “solo” 26 titoli. Il confronto col primo anno non lascia spazio a dubbi: la birra artigianale italiana ha qualità da vendere. Non solo Il successo internazionale denota una crescente propensione al confronto, anche contro realtà consolidate. Bravi: è l’atteggiamento giusto per crescere e far crescere l’intero movimento birrario italiano.

Complimenti a tutti i birrifici italiani partecipanti per gli importanti risultati ottenuti al Brussels Beer Challenge. E un grosso in bocca al luppolo per le sfide future.

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