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Raccolta luppolo: una buona annata?

La raccolta luppolo è influenzata dalle condizioni climatiche. Anche la birra ha dunque una sua “annata”?

E’ stata una buona annata per la raccolta luppolo? La domanda potrebbe avere senso parlando di vino ma non certamente di birra. In verità ti dico: un senso ce l’ha eccome. Che si tratti di vino o birra il discorso non cambia: non ci saranno mai due annate uguali. Ogni anno ha le sue stagioni, le quali a loro volta condizionano il ciclo produttivo e la raccolta luppolo. Solo i nasi e i palati più raffinati potranno notarlo ma i luppoli, a parità di ricetta, presentano sfumature organolettiche diverse riconducibili all’annata in questione.

Il periodo di raccolta luppolo è di vitale importanza.

L’obiettivo è ottimizzare il numero di coni raccolti in stato di grazia. Non esiste un periodo assoluto, in quanto il periodo del raccolto è variabile a seconda della varietà in questione. In linea generale si colloca tra i mesi di Agosto e Settembre. Per capire se la raccolta luppolo può cominciare basta osservarne le infiorescenze: la presenza di luppolina e i suoi caratteristici profumi sono un semaforo verde. Ma la vista non basta. Ci vuole anche il tatto: si prende il cono e lo si sfrega tra le mani. Ci si rende conto che è maturo quando risulta asciutto e la sua luppolina, oltre a essere appiccicosa, ha un odore intenso. Non bisogna far passare troppo tempo altrimenti ci si trova tra le mani un luppolo troppo maturo, secco, facilmente riconoscibile dal colore che passa dal verde alle tonalità di giallo.

Il clima estivo è un buon indicatore della resa.

Freddo e pioggia anche nei mesi più caldi non giovano al nostro caro amico luppolo, che verrà su alquanto scombussolato. Omogeneità delle condizioni atmosferiche, escursioni termiche più equilibrate e temperature non eccessivamente bollenti, invece, determineranno una maturazione graduale e una resa ottimale. Il caso del vino è eloquente: i migliori raccolti sono celebrati dal millesimo, ovvero vini di qualità superiore prodotti con un’elevata percentuale di vino (almeno 85%) di una determinata annata.

Non solo estate: anche la fase di crescita è suscettibile al tempo meteorologico.

Sono gli studi a dirlo: la resa dei luppoli dipende dalle condizioni climatiche anche durante il periodo della crescita. Le dinamiche coinvolte sono diverse: crescita, dimensioni dei coni e quantità di alfa e beta-acidi. Questi ultimi due sono in competizione: in condizioni di stress la pianta può favorire la sintesi preferenziale di alfa-acidi – sintetizzati per primi – rispetto ai beta-acidi. L’aumento generalizzato delle temperature ha un impatto negativo su tutte queste variabili. I più pessimisti hanno già iniziato a fare allarmismo: il cambiamento climatico potrebbe determinare un progressivo spostamento delle regioni coltivabili. Perché questa migrazione avvenga con successo è però necessaria una linea d’azione coordinata, che tenga conto sia delle condizioni necessarie affinché le piante si adattino ai nuovi terreni, sia dei tempi affinché raggiungano la massima resa.

Si apre così il dibattito: il luppolo ha una sua “annata”?

La questione è semplice: se la resa della raccolta luppolo cambia di anno in anno possiamo parlare di “annata” del luppolo alla stessa stregua del vino? Sia beninteso che per resa non si intende solo la quantità ma anche la qualità. E maggiore qualità potrebbe tradursi in un minore tasso di utilizzo. Il che significherebbe un notevole risparmio in bolletta.

Tante domande e poche risposte ma una cosa è certa: la raccolta luppolo cambia di anno in anno. Parlare di annata, concetto principe del mondo vitivinicolo, potrebbe avere senso anche quando si tratta di birra.

Secondo te è giusto parlare di annata della birra? quali altri fattori influenzano la raccolta luppolo?

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