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Rabat e Tallinn Baltic Porter Blond Brothers Birra Bellazzi

Rabat e Tallinn è una Baltic Porter in cui l’aggiunta di datteri arricchisce una base di caffè e liquirizia.

Sono tanti gli elementi in campo in questa Rabat e Tallinn. Innanzitutto lo stile. Siamo di fronte a una Baltic Porter, birra scura di origine inglese ma d’interpretazione Baltica. Storicamente veniva fermentata facendo ricorso a un lievito a bassa fermentazione. E sono proprio le basse temperature ad arrotondare il carattere spigoloso insito nei malti scuri, avvicinandone il profilo organolettico a quello di una Schwarzbier.

Poi c’è il nome: perché Rabat e Tallinn? Tallinn è una città estone, nei paesi baltici, mentre Rabat invece si trova in Marocco, nel continente africano. Cosa hanno in comune queste due città così distanti? Di fatto niente. Un po’ come la collabrewation tra Birra Bellazzi e Blond Brothers, in arte Brotherazzi. Si tratta infatti di una collaborazione tra i due birrifici, una birra “a 8 mani”, tante quante quelle dei protagonisti dell’etichetta.

Ed è proprio l’etichetta a dare l’ultimo indizio per decodificare questa birra, che prevede l‘aggiunta di datteri africani in bollitura. E i datteri provengono dalla città di Rabat. Mistero risolto. Non è la prima collaborazione tra i due birrifici e a giudicare dal nome d’arte ritengo neppure l’ultima.

Bottiglia da 33 cl, 6.5% ABV, lotto 01/20.

Aspetto

Colore ebano con riflessi bruni; aspetto scuro, opaco anche in controluce. Schiuma modesta, cremosa, colore nocciola, che rapidamente si assottiglia sino a risultare poco più di anello a bordo bicchiere.

Aroma

Avvicinare il naso al bicchiere è sufficiente per percepire la complessità olfattiva nascosta sotto un profilo di media intensità. Rabat e Tallinn è una birra che non grida, sussurra. Avvicinatevi ad ascoltare: sentirete una storia fatta di pane scuro, biscotto gelato al cacao, toffee, cioccolato al latte, brownie. Una Schwarzbier invero, ma potenziata.

In mezzo alle coccole dei malti passa una sottile vena torrefatta, che assieme al cacao adduce alla liquirizia in sciroppo e alla bevanda al caffè. Nel cuore c’è la frutta scura, dove i datteri giocano un ruolo importante. Assieme a loro prugna disidratata, uvetta e more. Parte in sordina ma cresce assieme alle temperature il carattere pseudo-alcolico, che ricorda i profumi liquorosi di un vino Porto, con appena una traccia di microossidazioni (salsa Worcester).

Gusto

Corpo pieno, carbonazione leggera, sensazione tattile vellutata e cremosa, persino leggermente oleosa. Al suo passaggio la birra lascia il cavo orale coperto da una sottile patina densa di zuccheri, sciropposa. Eppure non v’è stucchevolezza. A bilanciare ci pensa l’alcol, apparentemente superiore a quanto dichiarato in etichetta. Ma anche i malti scuri, forieri di amarezze tostate e leggera acidità rinfrescante, giocano la loro parte.

La successione cromatica prevede toffee, cola, liquirizia, cioccolato al latte e bevanda al caffè, mentre a fare le coccole ci pensano pane nero e biscotto al cacao. Metà sorso e subentrano gli zuccheri caramellati, palpabili, quasi masticabili, che ben ricordano i datteri. Suggestioni di confettura ai frutti di bosco e sentori di prugne disidratate. Vaghe tantazioni marsalate e acidulità rinfrescante da caffè. Finale secco, piacevolmente etilico. Retrogusto di cioccolato fondente a media percentuale, retrolfatto di datteri.

Rabat e Tallinn: conclusioni.

Rabat e Tallinn centra l’obiettivo. Lo stile da Baltic Porter le calza a pennello, i datteri le danno un piglio in più. Una piccola licenza poetica che non pregiudica la ricetta, anzi la arricchisce. Con mano cauta, che forse potrebbe osare qualche dattero in più.

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