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Porter VS Stout: sfida all’ultimo morso

Porter VS Stout e un obiettivo: determinare quale delle due birre sta meglio in abbinamento al cibo.

Dopo aver analizzato il tema birra scura e confermato che la differenza Porter VS Stout è una convenzione moderna, provo a confermare la teoria con atteggiamento pragmatico. Per assolvere allo scopo ho organizzato un testa a testa all’ultimo assaggio, abbinando dolci e formaggi. Le birre non sono state scelte in funzione dell’attinenza stilistica quanto piuttosto – come di solito avviene quando si vuole abbinare una birra – in funzione della disponibilità in frigo: Brewdog Zombie Cake Porter e Magic Rock Dark Arts Stout.

Per quanto riguarda gli abbinamenti ne ho realizzati tre e loro varianti: ciambelline al forno, due varietà di cioccolato al 72% di cacao e 4 formaggi (brie francese, scamorza affumicata, emmental e provolone). Orsù, che la battaglia abbia inizio!

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Round 1: ciambelline al forno.

Le ciambelline al forno sono una variante fragrante delle soffici ciambelle fritte americane, un’alternativa al classico biscotto da colazione o merenda. Sono dolci, zuccherate e leggermente burrose, fragranti ma non secche. Abbinare loro una birra scura mi è sembrato appropriato, per tagliare gli zuccheri residui e ricreare una sorta di colazione liquida, caffè compreso.

Proprio il caffè è stato la chiave di volta del primo round, che si è concluso a favore della Stout. Il suo carattere tostato e la leggera acidità del caffè tagliano più marcatamente gli zuccheri e il burro delle ciambelline, consentendo alla farina di emergere per sapore e fragranza. Un morso, un sorso, e vai di crunch. 1 a 0 per la Stout.

Round 2: cioccolato fondente 72%.

Qui la Porter ha pareggiato. Il 72% di cacao è una percentuale modesta ma comunque sufficiente per rendere il cioccolato abbastanza amaro. L’abbinamento con la Stout, pur trovando elementi affini, è risultato sgraziato. Al contrario la morbidezza e la cremosità della Porter hanno ammorbidito gli spigoli della tavoletta di cioccolato. E nel caso particolare devo ammettere che la vaniglia della birra è stata di grande aiuto. 1 a 1 e palla al centro.

E’ andata meglio alla Stout nel caso del secondo cioccolato, un altro 72% ma arricchito da arancia. Il vago citrico insito nel cioccolato, unitamente alla Stout, ha ricreato un piacevole effetto chinotto. La risonanza tra tostature ha consentito alle parti di annullarsi a vicenda, permettendo all’arancia di venire fuori in tutta la sua bellezza, evolvendo da aroma a vera scorza d’arancia. 2 a 1 per la Stout.

Round 3: formaggi vari.

Sui formaggi la Porter ha rischiato di fare il poker, facendo cilecca solo con il Brie. Ma andiamo per ordine.

La scamorza ha affumicatura lieve e la sua giovinezza e morbidezza meglio si integra alla Porter. Per dovere di cronaca bisogna dire che l’abbinamento ha funzionato al contrario: la nota lattica del formaggio ha messo in secondo piano le tostature della birra, consentendo alle latenti note di frutti rossi insite nei malti scuri di venire fuori. Ancora una volta situazione pari: 2 a 2.

Il brie è un formaggio secondo me straordinario e mi è dispiaciuto quando ho scoperta che nessuna delle due birre si abbini bene – in compenso spoa perfettamente l’acidità di una Orval. Volendo scegliere il male minore opto per la Stout, capace di interagire con la cremosità del formaggio ed esaltarne la nota burrosa – anche se la Porter richiama le note di sottobosco insite nel formaggio. Stout nuovamente in vantaggio: 3 a 2.

Con l’emmental la Porter pareggia i conti. Il formaggio è stato sopraffatto dal carattere della Stout, lasciando il caffè a dominare la scena. Al contrario la Porter è risultata più adatta, tirando fuori dal formaggio la sua anima nutty.

Infine il provolone. Stavolta entrambe le birre si sono rivelate buone ma a fare la differenza è stata la piccantezza del formaggio. Piccante e amaro si rafforzano a vicenda e la Stout ha rischiato di appiccare un incendio. Al contrario la Porter, che con la sua dolcezza e freschezza ha spento il focolare, ha esaltato le sfumature casearie del formaggio, incoraggiando il nuovo boccone e ribaltando il risultato all’ultimo assaggio. La sfida Porter VS Stout finisce 4 a 3.

Porter VS Stout: conclusioni.

Porter VS Stout è stata una sfida ludica, senza fondamento scientifico. Un’occasione utile per indagare sul campo gli abbinamenti e le loro sfumature. A conti fatti ha vinto la versatilità: al carattere amaro e deciso della Stout ho preferito l’accondiscendenza dolce e morbida della Porter.

Porter VS Stout: questione di fortuna oppure anche voi trovate corretto il risultato?

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