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Pollo al curry: ricetta e abbinamento

Il pollo al curry è una ricetta versatile e con la birra ci si può divertire tanto.

Pollo al curry, che meraviglia! Tutti lo conoscono, pochi lo hanno potuto assaggiare in versione originale. Mi ritengo fortunato a essere uno di quei pochi. Il mio viaggio in sudest asiatico mi ha fatto conoscere un pollo al curry strepitoso per poi scoprire che, esattamente come il curry, di versioni ne esistono a bizzeffe.

La mia versione preferita è quella Thailandese, che fa del gioco di contrasti agrodolci e del latte di cocco i suoi punti di forza. Questa ricetta ne segue l’esempio, sebbene poi segua l’interpretazione personale. Ah, ovviamente ogni ricetta asiatica che si rispetti richiede una bella porzione di riso in bianco in accompagnamento, rigorosamente Basmati . Il risultato è un piatto unico spet-ta-co-la-re!

Ingredienti per 4 persone

  • 320 gr di riso Basmati (ho utilizzato Riso Passiu Aromatico, disponibile su EvoItalyFood)
  • 500 gr di petto di pollo tagliato a cubetti
  • 3 cucchiaini di curry (indiano)
  • 3 cucchiaini di curcuma
  • 1 decilitro di brodo vegetale
  • 50 gr di farina (ho utilizzato per la prima volta quella di Amaranto di Antica Tenuta Giovanna, disponibile tramite EvoItalyFood)
  • 1 cipolla
  • 1 vasetto da 125 ml di yogurt bianco cremoso
  • pepe e olio evo q.b.

Preparazione

In una planetaria versare farina e spezie, mescolando con cura fino a che non si ottiene un colore omogeneo. Dopodiché, mentre la cipolla tagliata finemente soffrigge, aggiungere il petto di pollo tagliato a cubetti nella planetaria. Occorre mescolare affinché la farina possa aderire su tutta la superficie. Quindi smettere di fare soffrire la cipolla, aggiungendo del liquido (acqua, vino o birra), e alzare la fiamma.

Nella stessa padella versare il pollo, lasciando nella planetaria la farina in eccesso – servirà successivamente. Rosolare il pollo, senza eccessi. In questa ricetta non occorre ricreare l’effetto Maillard, ovvero caramellare la carne. Occorre solo attaccare la farina al pollo e creare una sottile crosta. A pollo pronto abbassare la fiamma e versare il brodo che, parimenti a un risotto, dovrà vedere il pollo annegare appena.

Mentre il brodo bolle versare la farina a pioggia, evitando di formare grumi, e mescolare ripetutamente. Alla fine coprire la padella con un coperchio e lasciare cuore con leggero bollore per 25 minuti, avendo cura di mescolare ogni tanto ed eventualmente aggiungere altro brodo.

Il segreto del pollo al curry, assieme alla qualità e all’origine dei suoi ingredienti, è la consistenza: se troppo liquida occorre ulteriore farina, se troppo solida occorre altro brodo. Il tempo è maestro e solo la cucina e gli assaggi insegneranno la perfetta consistenza. Poi, una volta raggiunta la consistenza ideale, si aggiunge l’ingrediente segreto. Per molti è il latte di cocco, con cui è facile stupire i sensi degli invitati impreparati. Per me è lo yogurt bianco fatto in casa. L’ho utilizzato come ripiego in assenza di latte di cocco. E indovina un po’? Non sono più tornato indietro!

Se la cottura è andata a buon fine i cubetti di pollo saranno così teneri da sciogliersi in bocca. Ovviamente se il pollo fosse nostrano col cavolo che sarebbe così tenero!

Per arricchire la ricetta è possibile utilizzare i peperoni verdi, aggiungendo un sacco di freschezza al piatto. Ugualmente possono contribuire, per colori, profumi e sapori, l’onnipresente prezzemolo oppure il suo corrispondente asiatico, il coriandolo.

Non dovrebbe mai mancare il peperoncino, perché il curry deve essere piccante. Errato! Esistono tanti curry e ognuno ha la sua piccantezza, pertanto si passa da versioni leggere a molto più aggressive. La verità è che se il vostro speziale di fiducia è veramente indiano non c’è bisogno di peperoncino: il curry sarà già piccante a sufficienza.

Per la stessa ragione ho preferito continuare a usare lo yogurt anziché il latte di cocco: il mild curry Thailandese è troppo pacato, pertanto ne ho ricreato uno più piccante – il latte in genere spegne la piccantezza.

Pollo al curry: abbinamento consigliato.

Quando si tratta di cucina asiatica, in particolare indiana, si pensa subito alla birra più “indiana” di tutte: la IPA. L’abbinamento ha un nesso storico, visto che in Inghilterra, terra gastronomica di nessuno, il curry è diventato piatto nazionale. Ma la India Pale Ale non è sempre azzeccata – l’amaro esalta il piccante, rischiando di innescare un incendio. Trovo pertanto che una dolce a appena tostata Dark Mild serva meglio lo scopo.

Consapevole di questo trucchetto è possibile giostrare a piacimento sulla tipologia di curry impiegato. Perché il curry non esiste, esistono i curry. E stavolta, al classico speziato curry indiano, ho preferito un curry thai agrodolce, con aggiunta di latte di cocco e succo di lime. Stavolta una American IPA calza a pennello e io ho scelto Mr Magic di Evoqe Brewing.

Si tratta di una birra senza glutine che non ha nulla da invidiare alle birre tradizionali. Anzi, ritengo sia una delle birre più buone del birrificio: semplice ed efficace. E in questo abbinamento svolge appieno il suo compito.

Abbraccia sia gli amidi del riso che la leggera tostatura del pollo, creando il tappeto dell’intera esperienza gustativa. Poi bilancia la tendenza dolce del piatto con la decisa amarezza. Infine ne potenzia la rinfrescante speziatura, esaltandone il fascino esotico. Buon appetito!

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