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Panil Ambre Belgian Amber Ale Birrificio Torrechiara

Panil Ambre del Birrificio Torrechiara, una Belgian Ale alquanto particolare. Tradizione belga e creatività italiana in formato liquido.

Il birrificio parmense dal duplice nome, Birrificio Torrechiara e Birrificio Panil, firma la Panil Ambre, una Belgian Ale fruttata e beverina, la prima prodotta in casa Panil. Il nome (e le mani) del birrificio sono quelli di Renzo Losi, appassionato di birra ed homebrewer. Oggi, a distanza di oltre 20 anni dalle sue prime avventure birrarie, esercita il mestiere di birraio con l’aiuto essenziale della sua famiglia. Non nasconde uno sguardo ammiccante al mondo del vino, dal quale ha ripreso la passione per la maturazione ed affinamento in botte. Bottiglia da 75 cl, 6,5% abv.

 

Colore

Perfettamente in linea con le aspettative di colore suggerite dal nome: ambrato, vivido e lucente, appena velato. Aspetto opalescente, frizzantezza generosa, abbondante e rapida.

Schiuma

Chapeau di schiuma maestosa, abbondante, di bella presenza. Trama fine, aspetto saponoso, colore ocra. Ottima persistenza e aderenza al bicchiere.

Aroma

Al naso l’inizio è deliziosamente ricco di note dolci e zuccherine, fruttate, con un robusto contributo offerto da sentori floreali che ingentiliscono e rendono elegante il tutto. Non manca una discreta fragranza delle note maltate, ed un interessante contributo speziato, abbastanza pepato, offerto dal lavoro dei lieviti. Il percorso olfattivo inizia richiamando l’affascinante profilo della birra alle castagne: leggero affumicato con note di castagna del prete. Sensazione tenue ma ben percettibile. Subito dopo è la volta della zuccherosità, quasi marmellatosa, della frutta, che richiama l’immagine olfattiva di un succo di frutta: pera, avocado, mela, pesca (polpa e nocciolo), banana matura, kiwi. Aroma che prosegue in pompa magna, in termini di complessità piuttosto che di intensità, con un intermezzo speziato, dove si affacciano cannella e chiodi di garofano. Chiude debolmente maltata, con ulteriori richiami di torba, caramello e principi di ossidazione.

Gusto

In bocca la Panil Ambre rivela la sua essenza fruttata e beverina. L’ingresso in bocca è leggero ma tondeggiante, cui segue un passaggio molto liscio e scorrevole, abbondantemente watery. E’ solo nel finale che la birra, fino a questo momento timida, si rivela all’attento bevitore che ha saputo aspettarla, in tutta la sua pienezza. La principale forza è fornita dall’amaro, che parte praticamente da zero per realizzare un intenso e graduale crescendo, prolungato e persistente, alla fine del quale avrete la bocca dominata da sensazioni di asprezza fruttata (scorze d’arancia, lime, pesca, mandarino). Carbonazione sostenuta, corpo da medio a leggero. Anche al gusto, al pari dell’aroma, la componente maltata rimane piuttosto sottotono, spenta e marginale, con note di zucchero candito, leggero caramello, mandorla amara, mentre nel retrogusto ritornano sentori di cantina, legno e affumicato.

Panil Ambre: conclusioni.

La Panil Ambre è una Belgian Ale difficile da ricondurre univocamente allo stile. C’è tanta carne al fuoco, troppa forse. Non mancano principi di ossidazione che, sebbene tipicamente rappresenterebbero un difetto, la fanno uscire dai canoni stilistici per intraprendere un’interessante evoluzione. Osserviamo con attenzione il Birrificio Panil, sono sicuro che riserverà piacevoli (e gustose) sorprese.

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3.5
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2 commenti

  1. Giusto per precisare 🙂
    Il Birrificio Torrechiara/Panil è ancora della famiglia Losi, ma Renzo non c’è pià da Maggio 2012 ed ora ha il suo progetto Black Barrels (a Torino). Adesso il birraio di Panil dovrebbe essere ancora Andrea Lui.
    La partenza di Renzo uno spartiacque fondamentale per la storia di Panil… c’è un prima ed un dopo di… lui (il gioco di parole è inevitabile). Tra l’altro Renzo è stato tra i primi in Italia, se non il primo in assoluto, a sperimentare la maturazione in botte e le fermentazioni spontanee controllate.
    Probabilmente la partenza di Renzo ha definitivamente messo la fine su birre storiche di Panil (Barrique, Enhanced, Divina) che non ritorneranno mai più uguali a come erano.

    Non so quando sia stata imbottigliata quella che hai bevuto… dalla data (che Panil mette) dovresti vedere se è del 2012 o dopo ?
    Devo dire che hai avuto fortuna a beccare una Panil non acida… tutte quelle che ho bevuto io lo erano (anche quelle che non lo dovrebbero essere), pià o meno piacevolmente lattiche. Confronta la tua bevuta con la mia dell’Ambreè 🙂
    http://unabirralgiorno.blogspot.it/2012/11/panil-ambre.html

  2. La data di produzione è del 4/09/2012. Mi trovo d’accordo con te: non sono seriali le mie bevute del birrificio, ma per quel poco che ho mandato giù la tendenza all’acido si è effettivamente fatta sentire, o meglio, sembra quella la via intrapresa. Grazie per la precisazione!

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