P3 Brewing: arte birraria sassarese

P3 Brewing è il primo birrificio della provincia di Sassari. Il suo punto di forza? L’immagine.

Ogni giorno è una scoperta, quella di oggi si chiama P3 Brewing. Probabilmente è una frase bell’e fatta, ma questo ne sminuisce il valore. Una massima che ci ricorda quant’è importante vivere intensamente ogni giorno, capace di regalare grandi novità. Questo succede anche nel mondo birrario. Probabilmente anche per voi sarà una sorpresa scoprire che in Italia, il primato per il consumo procapite di birra va ai sardi. Ajò!

Sardegna, una regione in fermento.

Parlando della Sardegna e del fermento birrario che coinvolge l’isola, voglio introdurre il birrificio P3 Brewing, che tra l’altro è il primo birrificio della città di Sassari (SS). Un’avventura che nasce nell’agosto 2012 dalla passione di due amici con la “fissa” della birra, Giacomo Petretto e Pierpaolo Peigottu.

Tutte queste “P” vi suggeriscono qualcosa? Esatto, si tratta del nome del birrificio, che trae ispirazione proprio dal numero di volte con cui questa lettera si ripete nei nomi dei fondatori del birrificio, ed è anche un’assonanza con Petretto. Giacomo e Pierpaolo sembrano amanti degli enigmi, e anche le label birrarie ne vengono coinvolte. Ma questa è una sorpresa per la quale voglio tenervi sulle spine.

Le birre prodotte, finora tre, sono di ispirazione anglosassone, tutte ad alta fermentazione. Ciascuna può vantare un’eccezionale etichetta la cui grafica, come l’immagine del birrificio, è curata dalla Fimao Design. Il sito internet è ancora in fase di costruzione, ma non disperate: sarà presto online con “frizzanti” contenuti!

p3-brewing-speed

Partiamo “in quarta” con la birra di bandiera del birrificio. Si chiama Speed, quasi a sottolineare la sorprendente velocità con cui questa birra tende a svanire dal bicchiere. Si tratta di una Golden Ale da 5% abv, prodotta con malti pils e cara malt, luppoli Brewer’s Gold e Styrian Golding.

p3-brewing-50-nodi

La seconda nata in casa P3 è la 50Nodi. Una birra di mare, dunque, che vuole rendere omaggio alle India Pale Ale, che vedevano nell’abbondante luppolatura il mezzo per resistere ai lunghi viaggi per mare verso le colonie inglesi in India. La combinazione è di luppoli inglesi, americani e neozelandesi: Simcoe, Nelson Sauvin, Citra, Goldings, i malti Pale e Crystal. Non solo: 50 è il numero di IBU (unità di amaro) di questa birra. Devo ammettere che al birrificio ci sanno fare, coi giochi di parole.

turkunara

Infine, terza ed ultima birra della gamma, la Turkunara, versione femminile di “turkunaru” termine di origine sumera per “fiume scuro”. Scuro come il colore della birra, descritta come Imperial Stout ma che, visto il suo tenore alcolico (7% abv) potrebbe meglio classificarsi come Robust Stout. Al di fuori dagli schemi stilistici, posso affermare che questa etichetta è di una figata pazzesca! Malti Pale, Crystal, Cara Malt, Roast Barley, mentre l’inglese Fuggle è l’unico luppolo impiegato, capace di fornire un buon contributo amaricante (42 IBU).

E la sorpresa? Ogni etichetta nascone un animale: una rana nella Speed, un tricheco nella 50 Nodi e un gatto nella Turkunara. P3 Brewing e le birre in fuga dallo zoo…

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