oxford porter shotover brewing company

Oxford Porter Shotover Brewing

Oxford Porter by Shotover Brewing, una birra colorita che non tralascia la durezza dei malti scuri.

Oxford Porter chiude il poker firmato Shotover Brewing. Del birrificio inglese localizzato a Oxford (Oxfordshire, Inghilterra) ho in passato assaggiato la celebrativa John Henry, le portabandiera Scholar e Prospect, quindi la godereccia Trinity. Mancava solo la meno famosa della famiglia, la Oxford Porter, brassata su base stagionale con l’appropinquarsi del periodo natalizio. Bill grist composto da ben 7 malti (tra cui frumento) più una percentuale di avena, mentre il parterre di luppoli è 100% made in England (Challenger, Fuggle, Golding).

Bottiglia da 50 cl, 5% abv, lotto con scadenza Gennaio 2017.

Schiuma

Generosa in fase di mescita, aderente ma poco persistente; trama fine e compatta, aspetto cremoso e colore beige.

Colore

Ebano dai riflessi rubino, aspetto opaco.

Aroma

Il profilo aromatico colpisce immediatamente per l’intensità dei suoi profumi neri. Si percepisce distintamente la dolcezza della liquirizia in sciroppo, che costituisce la testa aromatica. Il corpo sfoggia malti tostati, con note di pane nero, toffee, datteri, pan di spagna, biscotto, cioccolato al latte, vaniglia. Sempre nel pieno del percorso olfattivo ai malti si affiancano i luppoli, con note di frutta rossa a picciolo: prugna disidratata, ciliegia, amarena. Il cuore è invece una sorpresa verde: leggero sentore erbaceo e balsamico di bosco. Aroma variopinto e sfizioso. Tricolore.

Gusto

La prima sorsata è interamente a favore dei malti scuri, presenti da inizio a fine sorsata. Pane, toffee e cioccolato al latte. La consistenza tattile ne gradisce la presenza, risultando particolarmente morbida e avvolgente. Prosegue così fino al post-deglutizione, dove invece arrivano le note nere tanto attese, tostate e leggermente torrefatte, graffianti e un peletto astringenti. Caffè e del cacao in polvere in testa, abbracciati sotto il segno della liquirizia, qui in versione mentine. Tracce di chinotto e Maraschino suggeriscono la presenza di una gradazione alcolica non proprio da peso piuma. Carbonazione delicata, corpo medio, mouthfeel setoso. Retrolfatto di Sherry, retrogusto di pane tostato e liquirizia in radice. In bocca è meno variopinta rispetto al naso ma ben pulita e definita.Graziosa.

Amaro mascolino, astringente ma senza graffi. Personalmente è questo quello che mi aspetto bevendo una Porter. Oxford Porter è un po’ più gentile ma non dimentica le radici stilistiche e risulta stuzzicante.

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3.8
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