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Nicola Grande (Nix): Birrificio Etnia

L’intervista di oggi è dedicata a un Grande, di nome e di fatto. Nicola Grande (detto Nix) è il talentuoso birraio del Birrificio Etnia.

Nicola Grande ne è la dimostrazione: la birra è buona perché lo sono anche le persone che la fanno. Oggi ne ho avuta la conferma. Lo posso dire? Lo dico? Ma sì, dai: devo ammettere che Nicola Grande (per gli amici Nix) è un figo pazzesco! Non ti preoccupare: preferisco le femminee curve ai ricciolini. Ma sono in grado di riconoscere una persona dotata di carisma. E Nix ne ha da vendere. Non solo: ad ascoltare quello che si sente in giro anche le sue birre prodotte al Birrificio Etnia sono delle bombe.

Degustare una birra ha come fine la ricerca del piacere.

Benvenuto su Birramoriamoci, caro Nicola. O preferisci Nix? No aspetta, non è questa la domanda! Le tue origini sono pugliesi. Da buon calabrese sono alquanto curioso: come e perché un meridionale è finito a produrre birra in Nord Italia?

Va bene Nicola, restiamo sul tradizionale.
In realtà al nord ero finito per fare un altro lavoro. Poi, quando proprio non me lo aspettavo, mi è capitata l’opportunità di mettermi alla prova con la professione da birraio.

Lo ammetto: mi sono fatto “i fatti tuoi”. Ti chiedo scusa, ma è nella mia indole curiosa cercare di scoprire il pelo nell’uovo. Eppure di te ho trovato poco. Della tua formazione brassicola, per esempio, non so niente. Mi vuoi raccontare com’è iniziato il tuo viaggio nel mondo della birra artigianale?

Ho studiato Chimica industriale alle superiori per poi continuare con Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Sin dall’ora iniziavo con le mie prime esperienze di birrificazione casalinga, con pentoloni e mestoli nelle più svariate cantine di Castellana Grotte. Nel 2000 mi son trasferito a Milano per fare però un altro lavoro: il grafico web.
La passione per la birra albergava in me sin dai tempi del diploma e non mi ha mai abbandonato, tanto che ho proseguito con corsi di homebrewing e di degustazione. Insomma, la passione, la perseveranza e molti anni di esperienza con le pentole mi han portato sin qui.

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Nicola in versione Breaking Bad

Hai la possibilità di osservare l’attuale fermento nazionale da un punto di vista privilegiato. Perché sei birraio ma anche perché vivi nel suo epicentro, la Lombardia. E se ti chiedessi di giudicare la situazione della birra artigianale meridionale? Anzi, ti metto alla prova: fai un confronto tra le due latitudini!

Quando mi trasferii a Milano conobbi subito realtà come Birrificio Lambrate, Birrificio Italiano e Baladin. All’epoca mi sembrava di essere su un altro pianeta, ad esser sincero.
Ma nel cosro degli anni le cose son cambiate molto, tanto che non mi sembra più che ci sia un divario così ampio fra la realtà birraria del sud e quella del nord.
Sembrerà banale ma non vedo grosse differenze tra le due latitudini.

Detto in quattro parole: Sono quello che bevo.

Il tuo recente turnover – passaggio dal Birrificio Settimo al Birrificio Etnia – ha scosso l’opinione pubblica birraria. Non mi va di riaprire una ferita, ma la tua esperienza potrebbe essere utile ad altri birrai: che hai imparato da questo cambio di maglia?

Nessuna ferita, anzi. E’ stata una grande esperienza. E’ stata la prima esperienza ed è stata fondamentale per la mia formazione. Ho imparato molte cose sia in sala cottura che fuori, perciò è una cosa che consiglierei a chiunque voglia iniziare.
Il fatto di poter vedere e seguire direttamente tutte le fasi della produzione è impagabile e formativo. Poi però arriva il momento di cambiare. Ma questo accade un po’ ovunque.

E’ iniziata l’avventura col Birrificio Etnia. Al momento producete due birre, entrambe muscolosissime, e una terza più soft. Mi sembra che abbiate le idee chiare sul percorso produttivo da seguire. Ti va di anticiparmi qualcosa?

Le birre attualmente in produzione sono: Blond, Double Blanche e Double IPA.
Il percorso produttivo iniziale segue l’idea di fare birre complesse e di puntare al food pairing e alla ristorazione come target iniziale, ma non in maniera esclusiva, anche perché già dalle prime uscite abbiamo pareri molto favorevoli circa l’ottima bevibilità, nonostante le gradazioni alcoliche possano far pensare il contrario.
La cosa che ci caratterizza è la costante selezione delle migliori materie prime presenti sul mercato, la scelta dei luppoli più freschi e dei lieviti migliori.
Insomma, la qualità prima di tutto.
Non appena sistemate le faccende burocratiche e tecniche a Pavia partiremo con tre nuove birre dal packaging “più easy”. Ti anticipo che saranno tre Pale Ale: una British, una American e una Pacific.

Domanda jolly: qual è il tuo luppolo preferito, e perché?

Il Bobek (SLO). E’ un luppolo molto versatile e caratterizza le birre in modo netto ma non fastidioso. Generalmente mi piacciono molto i luppoli sloveni e sin dal 2012 ne ho fatto largo uso. E adesso continuo.

Domanda bonus: prossimo taglio di capelli?

Fra un anno. Forse.

Nicola Grande è un birraio di poche parole. Preferisce che siano le birre a parlare per lui. E a giudicare dai rumors pare che queste birre stiano “raccontando” grandissime storie.

Conoscevi già Nicola Grande? Hai provato le sue vecchie produzioni? E delle birre del Birrificio Etnia cosa te ne pare?

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