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Nastro Azzurro Prime Brew Non Filtrata

Nastro Azzurro Prime Brew è la versione non filtrata e leggermente più alcolica (5.8%) della classica Nastro.

Nastro Azzurro Prime Brew nasce seguendo la scia del successo della Ichnusa e fa della non filtrazione il suo punto di forza. Bisogna ricordare che questa presunta birra italiana, i cui colori ricordano molto la nazionale di calcio, fa parte del gruppo Birra Peroni ed entrambe sono possedute dalla giapponese Asahi.

Si tratta di una International Pale Lager prodotta con mais e riso e sottoposta addirittura a doppia decozione, sebbene la versione non filtrata le vale tecnicamente il novero nella famiglia delle Keller.

Il birrificio la consiglia in abbinamento a pesce, salumi, formaggi freschi e selvaggina.

Bottiglia da 33 cl, 5.8% ABV, lotto 9 155.

Aspetto

Colore dorato scarico, limpido, a malapena velato. Bella invece la schiuma, fine, compatta e pannosa, di un bel bianco vivido. Persistente e aderente, da manuale.

Aroma

Naso dominato dallo spiacevole connotato del luppolo sottoposto a colpo di luce, che dà all’aroma altrimenti erbaceo un carattere simile alla marijuana. Al di sotto si collocano sfumature di cereali chiari, panificati principalmente, brioche, un nonniente di miele millefiori, così come il mais (DMS) che stavolta è frutto dell’impiego del cereale anziché del malto Pils. A margine un leggerissimo floreale (fiori di campo, leggero geraneo).

Gusto

Corpo medio/leggero, parzialmente watery, carbonazione medio/leggera, sensazione tattile avvolgente, morbida e rotonda, come se effettivamente ci fosse del lievito in sospensione. E dello stesso si rinviene forse un accenno di zolfo nel retrolfatto, ma nessuna vera e propria sbavatura. Gradevole il carattere maltato, debole di intensità e fiacco nella consistenza, comunque apprezzabile nelle sue sfumature di cereali, granturco, brioche. Con il protrarsi del tempo la birra inizia a mostrare l’amaro, che da un tenue erbaceo sfuma in una spiacevole astringenza. Nel frattempo nel retrolfatto ritorna il DMS, stavolta sotto forma vegetale. La secchezza apportata dal riso incrementa l’amarezza della birra ma la poca grazie dei luppoli, assieme all’astringenza, finisce con il ricordare la materia ferrosa.

Nastro Azzurro Prime Brew: conclusioni.

Nella mia mente continuano a risuonare le parole di chi mi dice che la Ichnusa non filtrata è veramente buona. La notizia deve essere arrivata alle orecchie di Heineken, che con questa Nastro Azzurro Prime Brew prova a scimmiottare l’altra industriale. Ci riesce? Sì, in peggio. Birra da dimenticare.

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4 commenti

  1. L’heineken produce gia l’ichnusa non filtrata e la conosce bene, la voce sara arrivata a peroni semmai.

  2. Grazie per la segnalazione sul refuso.

  3. Silvana Salvarani

    La birra Peroni, Nastro azzurro arrivva nel Cile da Vigna Santa Rita.
    Ora non arriva piú.
    Perché?

  4. Si tratterà di politiche commerciali o, più probabilmente, della contingente stretta logistica legata al Coronavirus.

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