milk stout left hand brewing

Milk Stout Left Hand Brewing

Il birrificio americano Left Hand brassa una cremosissima Milk Stout e ci induce a farci colazione.

Milk Stout secondo il birrificio Left Hand. Quello di oggi si preannuncia un assaggio più che mai delizioso. Non sono una persona golosa ma quando si tratta di Milk Stout – che poco ci manca affinché finiscano nella mia dieta a colazione – sono un po’ di parte. Trovo sorprendente la possibilità di ammorbidire una birra notoriamente spigolosa come una Stout aggiungendovi materiale non fermentiscibile (lattosio). Così come credo sia una sfida riuscire a renderla beverina senza inciampare in stucchevoli ostacoli.

In quel di Colorado la sfida hanno deciso di prenderla di petto. Per affrontarla hanno schierato in campo un fottio di malti (Pale 2-row, Crystal, Munich), con teste di serie quali orzo tostato e fiocchi d’orzo, d’avena e di cioccolato. Come se non bastasse c’è una retroguardia di luppoli da prima classe, composta dal “nobile” Magnum e dal Golding (versione americana). Ovviamente c’è anche il lattosio, senza il quale una Milk Stout non avrebbe senso di esistere.

Bottiglia da 33 cl, 6% abv, imbottigliata il 26/10/2015.

Schiuma

Sottile, poco più di un filo; trama fine, aspetto cremoso, colore nocciola; persistente e aderente.

Colore

Ebano con leggere sfumature cola in controluce; aspetto quasi opaco.

Aroma

Il principio è una vera bomba eccitante al caffè. Questa Milk Stout è fedele a quanto dichiarato in etichetta: distante da astringenze e durezze tipiche dei malti tostati, si schiera a favore di morbidezza. E’ merito del lattosio, zucchero non fermentiscibile contro il quale nulla possono i lieviti e che aggiunge dolcezza e rotondità al prodotto finito. Per onore di cronaca devo ammettere che questa bottiglia è un po’ datata e il peso dell’età si inizia a fare sentire. Il giocattolo, infatti, si è rotto: il presunto profilo aromatico morbido e avvolgente è diventato la casa dell’alcol (whisky torbato) e del salmastro (Marsala). Nero rimane invece il corpo: cioccolato al latte, caffè, toffee, vaniglia, biscotto al cacao, torba. C’è anche della frutta rossa, in particolare amarena e uva sultanina. Il cuore è delicatamente affumicato (speck). In là con l’età.

Gusto

In bocca è molto più suggestiva di quanto il già ottimo naso non lasciasse immaginare. A dire la verità il peso dell’età non risparmia neanche il gusto ma in questo caso Milk Stout mantiene ancora tutta la potenza aromatica della giovinezza. Quello che è accaduto è che le note risultano confuse, probabilmente meno pulite di quanto fossero tempo addietro. L’ingresso è leggermente watery. Si fa appena tempo a rendersene conto che già arrivano le tostature a incalzare. I malti sono qui molto più pronunciati che al naso: pane nero, leggero caramello, toffee e pane bianco tostato. Decisamente colorato il bouquet gustativo, di nero e rosso. Ci sono cioccolato fondente, cola, caffè freddo, liquirizia in sciroppo e una sfumatura di chinotto. Ciliegie sotto spirito e una leggera ossidazione suggeriscono note di Sherry. L’affumicatura percepita al naso si ripresenta in bocca sotto forma di rumore di sottofondo, accompagnando l’intera sorsata senza mai uscire fuori dai ranghi. Carbonazione presente, corpo da medio a pieno, mouthfeel vellutato. Retrolfatto di a base di frutta secca (nocciole tostate), retrogusto di toast. Splendida.

Siore e siori, che birra! Milk Stout di Left Hand è subdola come poche: prima accarezza il palato ma poi, quando meno te lo aspetti, riversa in bocca carriolate di malti tostati. Zeppa di sapori e alcolicamente neanche troppo sbarazzina, eppure va giù che è una bellezza.

  • Aspetto
  • Aroma
  • Gusto
4.1
Sending
User Review
0 (0 votes)

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

noiz blackground oatmeal stout

Noiz Blackground Oatmeal Stout

Altra birra, NOIZ Blackground, altra corsa: ritorna sul blog il birrificio riminese NOIZ. Dopo i ...