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Mc Cherry Draco’s Cave Irish Red Ale Barrel aged

Mc Cherry è una Irish Red Ale elevata in botti di rovere per 9 mesi con aggiunta ciliegie. La firma è quella di Draco’s Cave.

Con l’assaggio di Mc Cherry ritorna sul blog il birrificio Draco’s Cave. Un birrificio atipico a dire la verità: l’impianto di produzione non esiste ma al suo posto c’è una bottaia. All’interno di meandri oscuri vengono custodite botti di origine eterogenea, già utilizzate oppure ancora vergini.

E’ Marco Giannasso, un po’ custode del tempo, un po’ guerriero vichingo in un mondo medioevale fatto di draghi sputafuoco, a sottoporre le sue creature a un duro allenamento: un lungo viaggio su una chiatta di legno, spesso insieme a selvaggi della risma di brettanomyces e batteri indigeni, talvolta con solo frutta fresca a fare da nutrimento. Solo le più forti raggiungono l’imbottigliamento, pronte ad affrontare il degustatore più esigente con un quinto elemento: il legno.

E la birra? Di base una Irish Red Ale, affinata per 9 mesi in barrique con aggiunta di ciliegie, da cui il nome.

Bottiglia da 33 cl, 7% ABV, lotto 05/19.

Aspetto

Affascinante rubino scuro, apparentemente opaco ma limpido se osservato in controluce, attraversato da venature violette. In testa forma un discreto cappello di schiuma rosata, poco persistente.

Aroma

Certamente ciliegie ma anche”selvaggi” brettanomyces. Le suggestioni acetiche coprono un ampio raggio, spaziando dal succo di ciliegie al sidro di mele, all’uvetta, con suggestioni di aceto di malto e succo di mele Fuji. I bretta sono compagni di viaggio discreti: cuoio e leggera pelle di salame. Molto più intense e pungenti le note terrose, di acre polvere e legno. Elegante sì ma a modo suo: come una cantina umida abbandonata alle cure del tempo. Malti quasi assenti tranne una lontana eco di caramella mou, biscotto gelato e biscotto inglese all’uvetta (scone).

Gusto

Corpo medio/pieno, carbonazione elevata, sensazione tattile morbida e pungente al tempo stesso. Decisa e caparbia sul fronte acetico, spronato dalle ciliegie che rappresentano alfa e omega di una birra dall’ampia escursione gustativa.

Materia maltata più intensa e consistente, foriera di una vaga tendenza dolce: frolla, brioche e biscotto gelato. Nessuna fragranza coinvolta. Dopodiché subentra l’intensa vena acetica, ripulendo qualsiasi traccia di dolcezza. Al suo posto si insinuano memorie di vino rosso, aceto di malto, sidro e succo di ciliegie. Stavolta nessun “animale” è stato maltrattato, di legno, tempo e bretta residuano carta da gioco e cuoio. Pelle di salame blandamente nel retronasale. Un guizzo di spezie dà il giusto pepe a questa birra, che mantiene un’invidiabile sobrietà. Niente legno, nessuna cantina umida o polverosa. Solo un filo di tepore etilico e vino liquoroso (Marsala) a cui abbandonarsi.

Mc Cherry: conclusioni

Il drago è una creatura mitologica assai complessa, indecifrabile all’uomo. Le creature di Marco Giannasso sono della medesima fattura. Eppure possiedono una singolare grazia che le eleva da rettili orripilanti a rispettabili divinità, scese in terra con un fine: condurre l’umana specie all’ebbra felicità. Mc Cherry ci riesce, offrendo una personale interpretazione di acidità, relativamente complessa e senza estremi.

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  • Gusto
3.9
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