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Masanielli Caserta: nel regno di Francesco Martucci

I Masanielli Caserta è il regno della pizza e Francesco Martucci è il suo re.

Sono tornato alla pizzeria I Masanielli Caserta. Dopo due anni la situazione è completamente cambiata. Se prima poteva ancora essere una pizzeria come tutte le altre – sebbene già allora il weekend la fila iniziava alle ore 19:00 – adesso è un locale prestigioso dove la pizza è elevata al livello di pizza gourmet. Non si tratta infatti della classica pizza napoletana, sebbene Margherita e Marinara sono parte integrante del menù. Questa pizza è frutto di attento lavoro sugli impasti, ricerca di ingredienti di qualità e abbinamenti studiati a tavolino.

I Masanielli Caserta non è la solita pizzeria.

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4 pomodori in 3 consistenze: pomodoro ciliegino “semi-dried”, datterino giallo, datterino rosso confit e pomodoro lampadina secco aggiunto a fine cottura, alla base la mozzarella e sopra, a crudo, il primo sale a cubetti

Più che una pizzeria è un piccolo tempio del gusto, dove l’avventore vive un’esperienza gastronomica a tuttotondo. Basta entrare nel locale per rendersene conto: immediatamente si riceve l’attenzione dei camerieri. Dopo l’apertura nella nuova location da 250 coperti e soprattutto sull’onda della fama di Francesco Martucci, uno dei migliori pizzaioli al mondo – pizzaiolo dell’anno 2017 secondo 50 Top Pizza – temevo che non sarebbe stato facile trovare posto a sedere.

Avevo letto di attese chilometriche, più simili a un pellegrinaggio verso un luogo di fede piuttosto che alla fila di ingresso in una pizzeria. Per fortuna ho visitato il locale in tarda serata e mi sono accomodato praticamente subito. Non chiedermi pertanto se vale la pena attendere ore perché non so risponderti. Però ti assicuro che, una volta dentro, l’esperienza gastronomica è di alto livello.

 Dettagli ma non solo: anche il servizio fa la differenza.

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Alletterata Live: crema di cipolla Giarratana, mozzarella di bufala campana DOP, olive infornate, Capuliato di pomodoro, tonno di Pisciotta, olio EVO Terra Félix

Il servizio è il punto di forza de I Masanielli Caserta. I numeri del personale di sala si sprecano: dal ricevimento al bar, mentre in sala i camerieri schizzano da un tavolo all’altro per servire i commensali. Si fa fatica ad alzare la mano che la richiesta è già esaudita. In compenso niente fiato sul collo, come potrebbe accadere in un ristorante.

Ecco – vale anche per la birra artigianale -, condivido il voler dare dignità al prodotto, però ritengo sbagliato alterarne l’identità. Alla pizzeria I Masanielli sono bravi a mantenere la pizza un prodotto popolare, accessibile a tutti. Si passa in scioltezza da raffinate argomentazioni sulla pizza a conversazioni più dozzinali. E quando si tratta di intrattenere il pubblico i campani hanno una marcia in più. Insomma, il servizio è certamente un punto di forza.

Ambiente ricercato senza eccessi.

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Sostanza Casertana: pomodoro riccio, mozzarella di bufala DOP caseificio Il Casolare, salsiccia di suino grigio Albeisa a punta di coltello e olio EVO Konè di Benedetta Cipriani

Un’unica grande sala, luminosa, dal design contemporaneo; tavoli apparecchiati in maniera semplice ma curata; il lungo bancone da bar e gli scaffali sui quali sono esposte bottiglie di vino, birra, olio e barattoli di pomodoro e conserve di prima scelta; una cucina-laboratorio da far invidia a molti ristoranti stellati. Stonano i detergenti spray posti in fondo alla sala ma comunque in vista.

Se però non si vuole cercare il pelo nell’uovo bisogna ammettere che, prima ancora che all’arredamento, l’attenzione è tutta per “il ring”, dove il pizzaiolo Francesco Martucci in persona “ammacca” le sue pizze. Dall’alto della sua postazione di comando tiene sotto controllo l’intera sala, assicurandosi che i suoi ospiti abbiano gradito. La cucina a vista è un belvedere e vale anche per una pizzeria, a patto di non sollevare nuvole di farina.

Ricerca maniacale degli ingredienti e un impasto segreto.

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Camouflage eau de parfum: pesto di basilico, crema di olive e ‘nduja calabrese

La nuova sede rispecchia l’evoluzione di Francesco Martucci come pizzaiolo. La pizzeria I Masanielli lavora con due forni più uno isolato per le pizze senza glutine e ben 17 celle frigo – per conservare a temperatura ottimale tutti gli ingredienti. Nella parte posteriore, lontano da occhi indiscreti, c’è la camera dei segreti, dove Francesco Martucci nasconde il suo segretissimo impasto e il cui accesso è consentito solo a due fedelissimi – l’ingresso è protetto da una password.

Veniamo al piatto forte: la pizza.

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Tartufo secondo Martucci: fior di latte, Blue di capra, burro di Normandia, tartufo nero

Il menù segue le stagioni e le pizze vengono riviste ogni due mesi, così come i vini e le birre proposte in abbinamento. Assieme alla comitiva che mi accompagnava abbiamo deciso di darci dentro e mettere a tacere la dieta. Siamo partiti da un antipasto a base di pizza fritta, dalla classica Montanarina alle più audaci Genovese e Amatriciana – l’ultima la mia preferita. Dopodiché 10 pizze per 8 persone sono state sufficienti per dire basta.

Sono partito da una pizza relativamente semplice, la Sostanza Casertana, che sembra confermare le voci secondo le quali “la migliore pizza di Napoli è a Caserta”. Mi ha ricordato la “Corteccia”, una preparazione di mia madre a base di salsa di pomodoro, besciamella e carne macinata. Da qui mi sono mosso verso abbinamenti più complessi.

La Tartufo secondo Martucci paradossalmente fa passare in secondo piano proprio il tartufo, affiancato da ingredienti di prima qualità; la Camouflage eau de parfum fa del suo intenso profumo qualcosa di molto simile a un elisir; la Alletterata Live mi stupisce, prendendo le distanze dalla solita “pizza alla puttanesca” e trasformando il tonno in ingrediente pregiato.

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La 4 pomodori in 3 consistenze (pomodoro ciliegino “semi-dried”, datterino giallo, datterino rosso confit e pomodoro lampadina secco aggiunto a fine cottura, alla base la mozzarella e sopra, a crudo, il primo sale a cubetti) rende onore all’ingrediente più sottovalutato, ovvero il pomodoro; infine ‘Na vota adda Nonna (bianca con provola, papaccella in agrodolce, patate di Avezzano, cacioricotta del Cilento) è la pizza più ricca di carboidrati e quella che dà maggiore soddisfazione. Peccato non aver potuto assaggiare la pizza ai 4 Parmigiani in quanto non disponibile.

Casertana la pizza e anche la birra artigianale.

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‘Na vota adda Nonna: bianca con provola, papaccella in agrodolce, patate di Avezzano, cacioricotta del Cilento

Controcorrente rispetto al consolidato binomio pizza e birra, I Masanielli Caserta suggerisce l’abbinamento col vino. Una presa di posizione forte, che fa riflettere. Certo è anche questione d’immagine ma anche la dimostrazione che quando si tratta di birra e pizza la storia è ancora tutta da scrivere. Per fortuna alcune birre difendono il cliché. Non mi riferisco a quelle industriali alla spina, bensì alla selezione di birre artigianali campane curata da Gianluca Polini della birreria Ottavonano di Atripalda. I marchi selezionati sono Karma, Sorrento e Birrificio dell’Aspide. In menù c’è anche una birra a marchio I Masanielli, precedentemente prodotta presso White Tree e oggi dal birrificio Karma.

I Masanielli Caserta è una pizzeria dove la cura maniacale per gli impasti e la selezione degli ingredienti si sentono tutte. Questa pizza è un lusso accessibile che vale la pena concedersi ogni tanto. Il palato ringrazierà.

Hai mangiato anche tu a I Masanielli Caserta? Raccontami la tua esperienza!

Dove: Via Antonio Vivaldi, 23, 81100 Caserta CE

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