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Manchester pub walks: di pinta in pinta

0101Manchester pub walks. Ovvero come un addio al celibato diventa la scusa per girare i pub della città. Ecco quali ho visitato e cosa ho bevuto.

Sto scrivendo dalle confortevoli e rassicuranti ura domestiche, le quali mi hanno accolto dopo una full immersion lunga un’intera settimana nella birra artigianale inglese. Confortevoli e rassicuranti… bé, di sicuro lo sono, ma dopo tutto quello che ho vissuto e tutto il popò di deliziosa birra che ho bevuto mi sembra niente più che un triste esilio. Prima Manchester, dove un addio al celibato si è trasformato in un mini tour per i pub della città; poi Londra, dove assieme ho partecipato a tre diversi eventi in soli cinque giorni. E’ giunto il momento di rivivere quei felici momenti. Partiamo dalle origini. Ma non prima di aver stappato una birra commemorativa. Hai stappato la tua? Bene, andiamo!

Prima tappa: Manchester. Le pinte vanno giù come acqua.

Prima tappa obbligata al Piccadilly tap, punto di partenza e di arrivo di ogni pubs tour nella città di Manchester. Trovarlo è facile: esci dalla stazione, giri letteralmente l’angolo e sei arrivato. Ad aprire le danze ci ha pensato una Jasmine Green Tea della Tickety Brew, una Session Ale da 3,8% abv che fa dell’omonimo tè il suo elemento peculiare – in aggiunta a luppoli Perle e Phoenix. Il risultato è meno godibile di quanto la bassa gradazione possa fare immaginare: il tè aggiunge freschezza e amarezza ma la sua asprezza ne riduce abbondantemente la godibilità complessiva. Senza contare l’approccio abbastanza inusuale per una birra.  A merenda è stata la volta della Smoked Porter della locale Runaway Brewery. Prima di ordinarla credevo che l’abbinamento tra bistecca e birra affumicata sarebbe stato perfetto ma è risultato meno vincente del previsto: birra gradevolissima in purezza ma qui penalizzata dal corpo un po’ fiacco, messo ko da una bisteccona da 300 grammi.

Altro giro altra corsa: Black Jack Pub.

E’ il pub dell’omonimo birrificio cittadino. Qui mi sono lasciato tentare dalla loro Stout. L’ho gradita più di quanto non fosse stato con la Smoked Porter precedente. A discapito del riferimento stilistico la birra è risultata più morbida e vellutata di quanto non potessi pensare. Il giro continua al Port Street Beer House a sorsi di Halcyon, Imperial IPA da 7,4% abv della Thornbridge Brewery. L’inizio e la fine. L’alfa e l’omega. Non si può lasciare Manchester senza passare nuovamente per il Piccadilly Tap. Questa volta tocca alla Blood Weiser della Off Beat, una strana Wheat con l’aggiunta di succo d’arancia. Il mio disperato tentativo di trovare una birra di frumento decente qui in UK continua ma fallisce miserabilmente anche in questa occasione. Una birra gradevole e interessante, dove l’arancia incontra il frumento e lo accompagna mano nella mano, risultando freschissima ed equilibrata. Tutto bene se non fosse che la croccantezza che personalmente desidero in una birra di frumento è risultata praticamente assente.

Il mio primo Manchester pub walks si è concluso senza troppi danni. Del resto sapevo bene che il giorno dopo sarebbe iniziata una full immersion lunga un’intera settimana nella birra artigianale londinese. Non uno, non due ma bene tre eventi mi aspettavano nella City. Curioso di sapere di quali si tratta? Aspetta e vedrai!

Ti è già capitato di bere in qualcuno di questi pub a Manchester? hai bevuto qualcuna delle birre menzionate? quali altri locali e birre mi suggerisci?

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