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Mallaskoski Black Pils

Ho portato via la Mallaskoski Black Pils per due ragioni: lo stile, non propriamente convenzionale, e perché è prodotta da un birrificio della Finlandia.

Era il lontano 1921 quando Mr. Johan Wallenius mise in piedi la propria attività di produzione di bevande. Tra queste anche la birra, commercializzata sotto il nome – ancora oggi vivente – di Kuohu. Nel 1965 la chiusura dopo diversi cambi di proprietà. Poi, nel 199, l’acquisizione e il nuovo corso. E’ questa in poche righe la storia del birrificio finlandese Mallaskoski. L’ho incontrato in occasione del Festival of Beer e mi sono lasciato incuriosire da questa Mallaskoski Black Pils. Il tappeto di luppoli utilizzati è esclusivamente tedesco: Hallertau Magnum, Perle, Hersbrucker.

Bottiglia da 33 cl, 5,5% abv, lotto

Colore

Ebano con sfumature cola. Aspetto ovviamente opaco.

Schiuma

Schiuma contenuta, di bassa altezza sia alla mescita che a riposo. Trama fine e compatta, aspetto cremoso e colore nocciola, come da manuale.

Aroma

Impatto olfattivo molto schwarz, con note maltose in evidenza e scarsa o nulla presenza verde luppolina, eccezion fatta per un leggero sottofondo balsamico che va a confondersi con lo sciroppo di liquirizia. Le note di testa sono in tutto e per tutto black: caffè, orzo, pasta di cacao, cioccolato fondente, toffee, pane nero. C’è abbondanza di dolce al cioccolato ma anche di fruit cake, con sentori di frutti rossi quali fragola e amarena. C’è del leggero caramello in chiusura, suggestioni di prugna disidratata e, come anticipato, un prolungato finale balsamico con liquirizia sciroppata. C’è poco ma buono in questa Mallaskoski Black Pils. Se la si lascia stemperare nel bicchiere non mancherà di offrire in dono anche leggere brezze affumicate (salmone), mentre nel frattempo si marca l’acidità del caffè. Tostata.

Gusto

Anche in bocca il primo sorso è meglio di quanto mi aspettassi. C’è grande equilibrio tra le componenti maltate e tostate, che si affiancano in un sontuoso duetto riuscendo ad accompagnare il fortunato bevitore in maniera leggiadra lungo l’intera sala da ballo. Prevalgono leggermente le tostature, ma è una vittoria dolce e indolore alla quale il palato non può che fare gli applausi. Ingresso tondo e avvolgente seguito da passaggio corposo e consistente. Buona carbonazione – a tratti anche eccessiva – corpo da medio a pieno. La Mallaskoski Black Pils porta in dote una buona fragranza dei malti e una discreta intensità, come si addice a una bassa fermentazione, ma soprattutto riesce a non sottomettere mai quella sfumatura luppolina nel finale che ne equilibra il sapore interamente dolce.

Finale che si divide in due parti: la prima prosegue sulla direzione già intrapresa, prolungando la percezione dolce dei malti; la seconda, a deglutizione avvenuta, inizia graffiando leggermente il palato con polvere di cacao e caffè, lasciando poi un lungo strascico di note nere e tostate. L’inizio del percorso olfattivo è un po’ ostacolato dalla carbonazione. Una volta attenuatesi le bollicine tocca a un parterre di malti composto da pane nero, toffee, orzo, liquirizia, cioccolato fondente. C’è una sfumatura di cioccolato al latte al cambio di valzer, dopodiché arrivano cacao in polvere e caffè, la cui acidità acuisce la capacità di beva e ne affila il gusto. Il retrogusto è nuovamente al sapore di caffè, qui però in chicchi, con sfumature di frutta rossa (ciliegia, prugna). Caffeina.

Mi sono dovuto ricredere. La Mallaskoski Black Pils si è rivelata davvero un piacere da bere. Ottima la componente tostata con un profilo aromatico e retro-gustativo luppolino niente male. Unico neo: note più pungenti e resinose piuttosto che balsamiche, che rischiano di gonfiare eccessivamente la componente dolce. Ma quello è gusto personale.

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3.6
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