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Luppolo selvatico negli USA: Hop Farm Brewing

Hop Farm è il birrificio-fattoria dove si coltiva luppolo selvatico.

Hop Farm Brewing Company è un birrificio a conduzione famigliare ubicato a Pittsburgh, in Pennsylvania, specializzato nella produzione di luppolo selvatico. L’ho incontrato durante il mio viaggio a caccia di birra artigianale negli USA. Un birrificio che descriverei “a km 0”: possiede un terreno agricolo di proprietà, localizzato nel raggio di 40 miglia, di ben 400 ettari. Si tratta infatti di un birrificio-fattoria che produce gli stessi luppoli impiegati in produzione. Quelli prodotti sinora sono Sorachi Ace, Comet (Giant) e T-Mark (nano).

Da fattoria a brewpub sotto il segno del luppolo.

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Hop Farm Brewing apre per iniziativa del birraio-fattore Matt Gouwen nel 2013 come negozio di rivendita di growler – il contenitore birrario da asporto tipico degli Stati Uniti – ma nel tempo è cresciuto ed è diventato un vero e proprio birrificio. Anzi brewpub, visto che c’è anche la cucina. E non una cucina qualunque, perché lo stesso terreno agricolo da cui proviene il luppolo selvatico produce anche verdure ed erbe officinali (pomodori, basilico, lavanda) impiegate in cucina. Non solo. I malti esausti vengono impiegati come foraggio per i bovini da macello, gli stessi dai quali si producono gli hamburger. Quello di Matt è un amore smisurato che va oltre il cibo: nella sua ricerca del buono è arrivato persino in Italia per procurarsi della ‘nduja calabrese.

Galeotta fu la campagna.

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Matt ha un passato da videomaker ma all’età di 20 anni trova nell’homebrewing la soluzione alla legge che impedisce il consumo di alcolici sotto i 21 anni. Erede di una stirpe di fattori, eredita dal nonno e dal bisnonno la passione per la campagna. E siccome la birra è un prodotto agricolo, la ovvia soluzione per unire i due mondi è dedicarsi alla coltivazione di luppolo selvatico. Ritengo di avere avuto una grande fortuna nel conoscerlo, per due motivi: il primo è che mi sono confrontato con una persona alla quale piace mangiare e il bere – lo considero un ottimo precursore della qualità produttiva -; il secondo è che Hop Farm Brewing è stato tra i miei primi tre birrifici preferiti degli Stati Uniti.

Un impianto di dimensioni consistenti ma ancora dall’importante contributo umano.

Il birrificio è costituito da un impianto da 10 barili a fiamma diretta, modello Specific Mechanical System. In cantina ci sono invece 3 fermentatori da 10 barili, 1 da 20 e 1 da 30, per un totale di 100 barili tondi tondi.  corredo vi sono altri 5 tini da 10 barili utilizzati per la maturazione. Ma il carattere tradizionale non induca in errore: Hop Farm è stato il primo birrificio artigianale a produrre birra in lattina nella città di Pittsburgh ma ha volutamente deciso di farla da parte, concentrandosi sui fusti.

Che l’assaggio abbia inizio!

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Il birrificio produce esclusivamente birre ad alta fermentazione. Ovviamente il luppolo selvatico è il vanto e il marchio di fabbrica del birrificio, ma a dirla tutta Matt è apprezzato per il suo lavoro sulle birre acide. Ne ho assaggiata qualcuna e devo ammettere che sa il fatto suo. Ecco di seguito tutto quello che ho assaggiato.

Arancia Rossa, Berliner Weisse, 3.8% ABV: il contributo aromatico dell’arancia rossa è modesto, messo in secondo piano dalla più intensa acidità lattica. Una piccola divagazione acetica ricorda il profumo delle mele Granny Smith. E’ invece in bocca che l’arancia si fa sentire appieno. Il gusto è aspro ma ben bilanciato dalla delicata acidità dei lattobacilli, lasciando spazio anche al sottofondo di pane fragrante.

Provision Saison, 5.4% ABV: si tratta di una birra sperimentale prodotta con la dichiarata intenzione di omaggiare la birra considerata archetipo dello stile, la Saison Dupont, di cui ne sono stati recuperati i lieviti dal fondo delle bottiglie. Naso ricco di frumento, tante, tantissime spezie (coriandolo, pepe) ed esteri fruttati (banana). In bocca è semplicemente deliziosa: grano, pane, resa vivace dalla carbonazione. Retrolfatto speziato e retrogusto amaro di curaçao. Birra facilissima da bere il cui valore aggiunto sono appunto le spezie.

Birra sperimentale in stile New England IPA prodotta con Guave e pepe nero: birra dal corredo aromatico leggermente funky (frutta matura). Carbonazione assente, spezie, pepe in particolare. Una birra ancora acerba nonostante l’aroma più che maturo, con un buon potenziale di crescita. Credo che la versione finale dell’esperimento sia stata la birra chiamata Guava Lava, una New England IPA.

Wet Hopped Cream Ale (Cascade, Chinook), 4.5% ABV: naso fresco dall’odore di erba appena tagliata, con profumi di pane a fare da corredo. Anche in bocca il luppolo selvatico fa la differenza, affiancando i malti e creando un connubio croccante da una parte ed erbaceo dall’altra.

Small Crop Session IPA, 4.1% ABV: il naso esalta il luppolo impiagato (Mosaic) in tutte le sue sfumature, lasciandogli quasi il monopolio. Sue le note citriche con divagazioni floreali (lavanda). Il sapore è delicato, la carbonazione sottile e il calcio amaro dei luppoli (erbaceo, pompelmo) intenso. Finale amaro persistente e retrogusto aspro.

Hop Farm IPA, 6.5% ABV: un’altra birra luppolata, pur meno intensa della precedente. Sembra l’ennesima bomba di luppolo ma in bocca cambia completamente registro. La breve escursione gustativa favorisce la rincorsa amara, che arriva di botto per poi lentamente dissiparsi, lasciando un filo sottile nel retrogusto.

Hop Dreams, Black IPA, 7.5% ABV: resinoso è il carattere che maggiormente caratterizza il parterre di luppoli impiegati. Eppure sono i malti a prevalere. In bocca dominano cacao e cioccolato, per una percezione tostata di buona intensità. I luppoli rimangono in parallelo, ricordando il cioccolato alla menta o un liquore balsamico dall’alcol pressoché impercettibile.

Nitro IPA, 6.5% ABV (Italian Roaster): profumo di caffè espresso con sfumature di caffè in chicchi. La birra è nera ma l’anima è verde, perché oltre l’aroma del caffè c’è quello dei chicchi non tostati. In bocca è morbidissima, cremosa, resa tale dalla mescita a carboazoto che favorisce la formazione di una densa schiuma color cappuccino. Caffè dominante anche in bocca, qui in versione bevanda al caffè (Brasilena) e suggestioni di liquore al caffè. Una birra monotematica ma non monocorde, che farà felici gli amanti del caffè e derivati.

C’è sempre qualcosa di buono dove c’è luppolo selvativo e Hop Farm Brewing è stata una delle migliori tappe del mio viaggio birrario. A Matt e alla sua squadra un grande – è il caso di dirlo – in bocca al luppolo!

Dove: 5601 Butler St, Pittsburgh, PA 15201, Stati Uniti

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