luppoli inizia la caccia

Luppoli: inizia la stagione della caccia

Tutti pazzi per le birre stracariche di luppoli americani ma poi si esagera e i luppoli finiscono. E adesso?

Chi non ama la birra farcita di luppoli statunitensi alzi la mano. Scommetto che anche tu, caro birramorato, gli hai strizzato l’occhio più volte. Ebbene, sulle ali del vento viaggiano voci provenienti da oltreoceano. Pare che un terremoto stia scuotendo il mercato della birra artigianale. Un mercato in cui domanda e consumi sono crescenti ma la produzione è rimasta al palo. E i coltivatori lanciano l’allarme: siamo a corto di luppolo.

La chiamano ‘Hop shortage’.

A dichiararlo sono i produttori a stelle e strisce localizzati nella Yakima Valley, area che da sola rappresenta ben il 75% della produzione americana. Luppoli ricchi di aromi e sapori fruttati. Luppli arroganti e un po’ sbruffoni, insomma, ma modaioli come pochi. E così com’è vero che l’uomo ribelle è fascinoso, anche questi luppoli hanno fatto strage di palati. E adesso il grido di allarme di chi li produce.

Ok, siamo a corto di luppoli americani. Che fare?

Scuola economica insegna: quando la domanda supera l’offerta i prezzi sono destinati a impennarsi. Una bella batosta per chi produce birra. Le birre maggiormente penalizzate saranno APA e A-IPA. Cosa può succedere in una situazione del genere? Vi sono diversi scenari possibili. La vicinanza stilistica potrebbe suggerire un ritorno alle IPA vecchia maniera, ovvero quelle fatte con “monotoni” luppoli inglesi. E’ la soluzione più quotata ma non la più semplice: per farlo bisogna adattare la ricetta. E questo per un birraio significa rimettersi in discussione. C’è chi dice che è facile essere birrai caricando le birre di IBU (unità d’amaro) e Plato (grado zuccherino, indicatore del grado alcolico finale). Sarà ben più difficile creare buone birre senza poter contare sul fascino intrigante e sul potere “coprente” di luppoli di siffatta intensità e ricchezza.

In alternativa? Spazio alla creatività!

Spostare l’accento dal luppolo ai malti è un’altra papabile soluzione. Ma si dice che l’uomo fa di necessità virtù. In questo caso sono sicuro che anche fantasia e creatività subirebbero una brusca impennata. Cosa succederebbe se una caratteristica che da sempre contraddistingue i birrai nostrani cadesse in mano ai birrai a stelle e strisce? Grande Giove! Personalmente non ci vedo nulla di male ma bisogna stare attenti: contagio e ossessione-compulsione sono dietro l’angolo. La ricerca creativa rischia di trasformarsi nella corsa al “famolo strano”. Un film già visto in Italia, per fortuna con scarsi risultati.

Quale che sia lo scenario futuro dei luppoli americani una cosa è certa: la stagione della caccia è aperta.

Cosa ne pensi della crisi dei luppoli? quale degli scenari ipotizzati si concretizzerà? oppure hai un tuo personale scenario in testa? Parliamone!

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