luppoleto camuno intervista

Luppoleto Camuno: intervista “verde”

Luppoleto Camuno è il nome di un giovane e ambizioso progetto. Di cosa si occupa? Chiediamolo agli interessati!

Conosci il progetto Luppoleto Camuno? no?!? Beh, tranquillo, neanche io. O perlomeno non lo conoscevo fino a poco fa. Perché tra l’inizio della stagione della caccia al luppolo e la crescente installazione di luppoleti italiani, mi sono posto una domanda esistenziale: ha senso parlare di un luppoleto in Italia? quali chance ha la produzione italiana di competere con le produzioni della Yakima Valley americana, l’Hallertau tedesco, il Kent inglese e la Boemia cecoslovacca? Apparentemente nessuna. Anzi, una: la qualità.

Un semplice gruppo di amici con un lungo e ambizioso progetto.

Luppoleto Camuno, in provincia di Brescia, è una Società Agricola capitanata da cinque amici. Non è l’unica realtà del genere presente nel Belpaese. Contro tutto e contro tutti, anche contro le condizioni climatiche non propriamente favorevoli, il popolo birrario italiano si è messo in testa di prodursi il luppolo in autonomia e non c’è verso di fargli cambiare idea. Tuttavia, date le scarse dimensioni delle aree coltivabili e la ridotta resa, è quasi certo che queste coltivazioni non possono soddisfare la produzione in larga scala. Mi immagino piuttosto una produzione di supporto piuttosto che di autosostentamento, una sorta di level-up delle attuali coltivazioni di luppolo made in Italy.

Luppoleto Camuno is growning Hops in Camonica Valley.

La maggioranza dei luppoleti italiani sono la manifestazione dei singoli birrifici artigianali che vogliono levarsi la soddisfazione di produrre una birra con luppolo fresco. Ma si tratta di produzioni homemade, prive di un orientamento strategico. Anche in merito a questo mi sono chiesto: è possibile dare vita a un luppoleto con specifiche tecniche e organolettiche ben precise? I quesiti aumentano ma le risposte latitano. Ho pensato dunque di risalire alla fonte. Ed ecco che entra in gioco il Luppoleto Camuno. Ho intervistato Luca Zenti, uno dei soci. Vuoi sapere cosa ci siamo detti? Seguimi!

Ciao Luca e benvenuto su Birramoriamoci. Dicci un po’: quali sono le concrete possibilità che l’Italia possa sviluppare una produzione autoctona di luppoli?

Per noi è fondamentale fare una distinzione tra piante nobili e specie autoctone. Le piante nobili hanno caratteristiche ben definite, anche se piantate lontane dalla loro terra di origine, variano di molto le loro caratteristiche. Le varietà autoctone, devono passare per una lunga selezione, fatta di analisi di alfa e beta acidi. Per cui è necessaria un’attenta e lunga ricerca.

Stiamo quindi parlando di coltivazioni di supporto oppure di vero e proprio autosostentamento?

Molti birrifici lamentano la poca disponibilità di luppolo e soprattutto la scarsa qualità. E’ infatti opinione di molti che il mercato Italiano sia destinato a luppoli di seconda scelta. Vediamo il luppolo italiano come un luppolo di qualità, ben diverso da coltivazioni intensive con raccolta meccanizzata, dove il cono viene percosso perdendo la luppolina e dove spesso nel processo di pelletizzazione finiscono parti della pianta (gambi e foglie). L’Italia è il paese della qualità, la tendenza è una continua ricerca e informazione per ciò che si mangia e si beve. A questo punto cos’è l’autosostentamento? la quantità o la qualità?

Hai confrontato qualità e quantità. Qual è la direzione che vuole intraprendere il Luppoleto Camuno?

Da poco coltivato in italia, e già alcune aziende si stanno avvicinando a un modello industriale tedesco. Luppoleto Camuno è ben distante da questa filosofia, la ricerca della qualità è la nostra unica prospettiva. La nostra garanzia è la trasparenza, il nostro monito è “usa e consuma se sai chi lo produce”. Luppoleto camuno apre le porte a visitatori, condivide foto, per rendere in qualche modo partecipe il consumatore. Seguendo la nostra etica abbiamo deciso di non seguire la strada del BIO. Niente diciture BIO, nessuna certificazione di qualità, solo la nostra passione a fare da garanzia al prodotto.

Vi state preparando a una massiccia opera di condivisione culturale, insomma. Qual è il vostro pubblico ideale?

Da appassionati ci rivolgiamo ad altri appassionati, perlomeno coloro i quali sono continuamente alla ricerca della qualità. Non devono essere necessariamente esperti o professionisti, anzi. Un homebrewer o una persona che inizia un percorso alla scoperta della birra artigianale, è una persona aperta e curiosa, che sorseggiando una birra al Bar ha cominciato a domandarsi cosa stava bevendo e da cosa questa è composta. Questo è esattamente il pubblico al quale ci rivolgiamo, in questo momento storico dove il consumismo ha sempre meno spazio.

Luppoleto fa rima con vigneto. E’ possibile applicare ai luppoli un concetto tipico del mondo vitivinicolo, ovvero il terroir?

E’ ancora presto per rispondere a questa domanda. Probabilmente alcune varietà avranno una produzione maggiore in determinati territori, ma magari varietà con meno resa raggiungono caratteristiche uniche e ricercate. A questo punto sono io a farti una domanda: vale la pena fossilizzarsi sulle varietà più produttive?

Bella domanda! Fosse per me, che sono curioso come una scimmia, non bisogna mai porsi limiti. Ma qui subentrano variabili esogene e bisogna per forza adattarsi. Riuscirà il Luppoleto Camuno a portare a termine la sua missione?

Conoscevi il progetto Luppoleto Camuno? Cosa ne pensi della produzione italiana di luppoli: concetto praticabile o sogno velleitario?

0 Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Check Also

intervista renzo losi black barrels

Renzo Losi: Black Barrels e maturità a suon di botti

Renzo Losi, birraio di Black Barrels, è il padre delle birre affinate in legno. Black Barrels è ...