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Love Among the Ruins Thornbridge Brewery

Love Among The Ruins è una birra acida ma non estrema, aromatizzata alle ciliegie.

Love Among the Ruins è una delle ultime nate – sebbene non proprio recentissima – di casa Thornbridge. Nell’ultimo anno il birrificio si è addentrato nel pericoloso mondo delle birra acida. E a dirla tutte ne è riemerso alla grande, portando a casa importanti trofei. Il maggior successo è stato in occasione della World Beer Cup 2016, dove ha conquistato oro e argento nella medesima categoria: Wood and Barrel Aged Sour Beer.

Love Among the Ruins è proprio la prima classificata.

Ceppo di lievito belga, maturazione di un anno in botti di vino rosso (Borgogna) e addizione di ciliegie. Non solo: ci sono anche brettanomiceti, lattobacilli e pedicocchi per aggiungere acidità e complessità. E’ una birra che sulla carta si presenta alla grande, forte del favore sia del pubblico che della critica. La stappo però con il dubbio. Lo stesso che mi attanaglia ogni volta che ho tra le mani una bottiglia da cantina: è il giusto momento di stapparla? La risposta è: questione di gusti. Nel mio caso l’acido preferisco berlo a piccole dosi, per cui berla in gioventù va a mio favore. Tuttavia qua ci sono di mezzo i brettanomiceti, i quali iniziano a far sentire il loro effetto (funky, cuoio, stalla, descrittori tipici di questo lievito selvaggio) solo a distanza di tempo. Sono quindi consapevole di rinunciare a una parte importante del suo corredo organolettico.

Bottiglia da 37,5 cl, 7% abv, lotto con scadenza 01/06/2021 (vintage 2016).

Schiuma

Discreta durante la mescita, a riposo si assottiglia sino a diventare superficiale; trama fine e compatta, colore beige e aspetto cremoso.

Colore

Versandola pare rosé ma nel bicchiere colmo è di un bel borgogna carico, quasi bruno, con sfumature rubino; aspetto opaco e frizzantezza interna copiosa.

Aroma

Alle narici è eloquente l’acidità. La cosa interessante è che lo stesso acido assume atteggiamento composto, educato. E’ una birra che ha grande carattere, sia chiaro. Tuttavia il suo acido non è lasciato “libero di razzolare nell’aia” come accade alle versioni più ruspanti dello stile. Qui, insomma, il selvaggio è stato domato. L’intensità è notevole, così come l’ampiezza del bouquet aromatico. A livello di descrittori ce ne stanno a bizzeffe e provare a riconoscerli tutti è oltremodo divertente. In testa ci sono aromi acetici (aceto di mela). Il corpo presenta un acetico più moderato, direi lattico (yogurt). La botte apporta note legnose e sottilissime sfumature affumicate. L’impianto maltoso è più suggestione che resto: focaccia, pane rustico, cracker e fieno. Il cuore batte forte e riverbera emozioni. E’ rosso, passionale: ciliegia macerata che evolve in Sherry. In mezzo le sfumature ossidate che ricordano il Marsala. Passionale.

Gusto

Mettere in bocca una birra acida fa sempre un po’ paura. Love Among the Ruins non sfugge al terrore. Dopo un po’ di titubanza finalmente la sorseggio… E niente: de-li-zio-sa. E’ una birra che scorre via velocemente, elargendo emozioni senza affondare il coltello nella gola. Quasi non pare una birra acida. L’inizio è piuttosto dolce, ricco di polpa di ciliegia,quasi gelatinosa. A darle man forte è il malto, qui molto meno rustico che al naso: pane, cereali, grano. Sfiziosissimo il sottofondo a cavallo tra l’alcol e l’affumicato che accompagna l’intera. Il carattere acido assume le tinte calde e ossidate di un Marsala o un Porto. Finale perfettamente attenuato, nel quale è evidente il contributo – e dunque il pasteggio – offerto dai diversi lieviti e batteri impiegati. Retrolfatto di vino rosso liquoroso (Martini), retrogusto di aceto di vino rosso. Cupido.

La freschezza dell’acido senza le conseguenti smorfie di dolore. Love Among The Ruins potrebbe non garbare agli amanti dell’acido a tutti i costi, ma per chi vi si avvicina per la prima volta farà battere il cuore.

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