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Lichtenhainer: il ritorno della leggerezza

Lichtenhainer è un antico stile birrario che unisce acido e affumicato.

Lichtenhainer, più facile da bere che da pronunciare. Questo particolarissimo stile birrario è parente delle Berliner Weisse. Un parente meno fortunato, probabilmente. Entrambi gli stili hanno rischiato la scomparsa, entrambi sono sopravvissute. Con la differenza che oggi le Berliner Weisse stanno vivendo una nuova primavera mentre le Lichtenhainer sono praticamente sconosciute.

Complicata di nome, ancora più complicata di fatto.

Lo scioglilingua non ti è bastato? Beh, sappi che la strada per raggiungere Lichtenhainer è tutta in salita. Ed è una strada lastricata di acido e affumicato: sono loro gli elementi caratterizzanti di questo insolito stile birrario. Due anime complesse, due caratteri forti costretti a convivere. Il risultato è inevitabilmente inusuale, certamente non adatto a tutti i palati. Per fortuna ci pensano bollicine e attenuazione a dare sollievo. Considerando poi la gradazione alcolica da peso piuma bisogna dire che le Lichtenhainer sono delle vere birre ammazzasete.

Il nome deriva dalla località natia.

E’ un classico della birra tedesca: il nome prende spunto dalla località di origine. In questo caso si tratta di Lichtenhainer nella Turingia, uno dei più piccoli stati federati (Bundesländer) nel centro della Germania. Si tratta di un aggregato di villaggi (Wöllnitz, Ziegenhain, Ammerbach, Winzerla), ciascuno dei quali in passato era dedito alla produzione della sua Lichtenhainer. La città ha raggiunto il massimo splendore alla fine degli anni ’80, quando la sua birra attirava orde di curiosi da tutta la Germania. Poi è iniziato il rapido declino e la quasi totale scomparsa.

Per fortuna oggi i birrai sono i nuovi Indiana Jones.

Il crescente interesse mondiale nei confronti della birra artigianale spinge i birrai ad addentrarsi in territori inesplorati. Studiano e si documentano con fare ardito. Alla fine, gira che ti rigira, tirano fuori da vecchi libri polverosi stili birrari morti e sepolti. E’ il caso delle Leichtenhainer, delle quali sono disponibili pochissime informazioni. E pochissimi esemplari: in tutto il mondo le birre appartenenti a questo stile si contano sulle dita delle mani. Ma gli amanti del genere possono tirare un sospiro di sollievo: il crescente interesse verso stili tradizionali e ormai perduti ha fatto sì che sempre più persone si cimentassero nella produzione di questo stile.

Da un lato Berliner Weisse, dall’altro Grätzer.

Di fatto la Leichtenhaniner è la Berliner Weisse precedente al 1840. La differenza non è però solo cronologica: mentre nelle Berliner Weisse l’aggiunta di lattobacilli avviene in fermentazione primaria, per le Lichtenhainer accade in seconda fermentazione o addirittura in maturazione. In più c’è l’affumicatura. E in questo si denota la somiglianza con un altro stile molto tradizionale e molto poco diffuso: le polacche Grätzer (o  Grodziskie), birre prodotte con 100% malto di frumento affumicato. E’ proprio per sottolineare questi due elementi distintivi che vengono spesso chiamate rauch-berliner. Affumicato e acido è una combo devastante. Non c’è da stupirsi se non hanno mai fatto presa sui consumatori. Fanno da corredo un lievito poco caratterizzante – ci sono già un bel po’ di ingredienti in gioco per complicare le cose -, poco alcol (tra i 3 e i 4.5 gradi alcolemici) e pochissimo amaro (meno di 15 IBU e luppoli “impersonali”).

Resta aperta la questione frumento.

Simili ma diverse dalle Berliner Weisse, altrettanto le Lichtenhainer prendono le distanze dalle Grätzer: niente malto di frumento, solo malto d’orzo. Tuttavia sulla tradizionale composizione della ricetta rimane il mistero. Alcune fonti (Moderne Braumethoden di Adalbert Johannes Olberg, 1927) sostengono che la ricetta debba comporsi per due terzi di malto d’orzo più un terzo di malto di frumento. Altre ancora (Handbuch der Fabrikation Obergäriger Biere di Alwin Kulitscher, 1904) si parlano di Lichtenhainer come di una birra “prodotta con il 50% di malto di frumento e il 50% di malto d’orzo, di cui uno dei due affumicato”. Insomma, sulla versione tradizionale rimane il beneficio del dubbio e questo permette ai birrai di sbizzarrirsi con la creatività.

Riuscire a reperire un esemplare è un’impresa ma la rarità rende la sfida entusiasmante. Armati di coraggio e parti all’avventura: le Lichtenhainer sono un misterioso tesoro tutto da scoprire. E soprattutto da bere.

Conoscevi le Lichtenhainer? Ne hai bevuta qualcuna?

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