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La Trappe Witte Trappist

La Trappe Witte Trappist, birra trappista in stile Witbier (o bière Blanche) prodotta in Olanda dall’Abbaye de Notre-Dame de Koningshoeven.

la-trappe-witte-trappist-birramoriamociEnnesimo appuntamento con le rinfrescanti Wheat Beer, ma questa volta con un ospite di eccezione. La Trappe Witte, altresì nota col nome di Koningshoeven Witte Trappist (dall’omonima brasseria olandese), è infatti l’unica blanche a livello mondiale prodotta da parte di un’abbazia trappista. Come indicato sul sito del monastero olandese, la Witte fu prodotta per la prima volta nel 2003, ma i primi esperimenti omologhi furono realizzati a partire dalla prima metà del secolo scorso. Inoltre, era un prodotto inizialmente destinato al consumo esclusivamente nei mesi estivi, vista la sua caratteristica freschezza, ma grazie al successo della ricetta, al suo apprezzamento e al riconoscimento su scala globale di questo particolare tipo di prodotto brassicolo, la sua produzione fu estesa all’intero arco dei dodici mesi.

L’abbazia di Koningshoeven ed il relativo monastero di La Trappe perse in passato il riconoscimento del logo Trappistenbier per un arco di tempo di sei anni, dal 1999 al 2005, a seguito dell’acquisizione da parte della connazionale Bavaria, perdendo di conseguenza i requisiti necessari richiesti dall’associazione internazionale trappista.
La Witte rappresenta un’esclusività per questo segmento birrario, ma tuttavia non mi è parsa all’altezza delle aspettative che vi nutrivo e che le sue origini hanno contribuito ad alimentare. Ho provato la bottiglia nel classico formato italiano da 75 cl, con tappo in sughero plastificato e griglietta metallica (stappare la bottiglia è stato alquanto eccitante, era la prima volta che mi capitava tra le mani una bottiglia con queste caratteristiche. L’etichetta suggerisce la classica temperatura di servizio, compresa quindi tra i 4-6 gradi C, con una gradazione alcolica altrettanto bassa, pari ad un 5%. La stessa sottolinea cha la Witte non è filtrata e gode di fermentazione in bottiglia (caratteristica comune a tutti i prodotti brassicoli siglati La Trappe). Birra doppio malto, principalmente frumento, e orzo per la rimanente parte, con impiego di diverse tipologie di luppolo e lievito.
Il colore è un giallo paglierino carico, mediamente torbido, con un corpo vivace di bollicine. La schiuma si presenta prominente e abbastanza alta in fase di spillatura, mentre la sua consistenza si riduce considerevolmente in fase di riposo, creando una superficie velata, sottile ma non perfettamente piatta, di un bel bianco vivido. L’aroma è fresco e lievemente fruttato, con contrastanti note agrodolci di banana e cedro. Quasi impercettibili invece le note di arancio. Più marcata invece la percezione luppolata. Il gusto è particolarmente pieno, con un corpo rotondo, di quelli che non provavo da tempo, con unica nota agre di cedro, tuttavia scarsamente persistente ed anzi estremamente scorrevole. Una tenue punta amarostica all’imbocco, con fugace dipartita e chiusura con un leggero pizzicorio palatale. Bassa persistenza amarostica.
L’ultimo sorso lascia spazio ad aromi e sapori più lievi, caratterizzati dal lievito non filtrato depositatosi sul fondo.

Nel complesso una birra discreta, ma non esaltante nè sotto il profilo estetico, nè tantomeno sotto quello olfattivo-gustativo. La combinazione tra le note agrodolci non è infatti completa, sembra quasi che non vi sia coesione tra gli ingredienti impiegati, bensì ciascun sentore resta isolato dagli altri.

Su Ratebeer  La Trappe Witte Trappist ha un modesto punteggio di 66.
Simpatica e profonda la citazione indicata sull’etichetta: “Taste the silence” è il tema della campagna pubblicitaria della produzione della trappisteria olandese. Di seguito il link del bel video pubblicitario (simpatica la scena della sposa che tenta la fuga nascondendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi).
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