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Settimana della Birra Artigianale: Manerba Brewery

Seconda giornata della mia Settimana della Birra Artigianale, in visita a Manerba Brewery.

Dopo la prima parte della giornata dedicata alla visita al Birrificio Indipendente Elav, che ha dato l’input alla mia Settimana della Birra Artigianale. Ma è nulla in confronto a quanto successo la sera a Manerba, presso Manerba Brewery. Sia il locale che il birrificio sono di chiara impronta tedesca, richiamando perfettamente l’immagine dei biergarten visti a Tuebingen: spazi enormi (a partire dal camion che offre il suo benvenuto, che probabilmente chiamare tir rende meglio l’idea), sia all’esterno che all’interno, clienti di qualsiasi età ed estrazione sociale. Un luogo decisamente turistico.

Ci offre il suo caloroso benvenuto Francesco, titolare del birrificio. Proveniente da una famiglia di viticoltori (tenuta Avanzi, visibile avvicinandosi al birrificio), ha ereditato l’amore per l’attività agricola, i prodotti della terra, la produzione, avvicinandosi però al mondo birrario. Molto giovane, ma con un buon curriculum alle spalle, mostra di avere le idee chiare sul futuro della Manerba Brewery, della quale parla proprio come se fosse un figlio. Ha intenzioni decisamente “ostili”, visto che insiste nel volermi fare assaggiare l’intera gamma delle birre. Ecco perché ho bevuto tanto, ma tanto tanto…Non era colpa mia!

settimana-della-birra-artigianale-manerba-brewery-birramoriamociBeviamo, discutiamo a lungo senza renderci assolutamente conto dello scorrere del tempo, ordiniamo da mangiare (giusto per offrire una base solida a tutta la birra che abbiamo nel frattempo mandato giù) e, nel frattempo, ci invita a visitare l’impianto. Non potevo chiedere di meglio! Per me, che sono ancora recente a questo mondo, visitare l’impianto della Manerba Brewery è stato uno shock: le dimensioni complessive sono di 3200 hl annui, con tini di ammostamento e, soprattutto, un corridoio saturo di fermentatori, di dimensioni che dire consistenti è dire poco. Non lo conosco, ma sembra un prodigio della meccanina, è un Kaspar Schulz (sembra il primo in Italia). Lavora con 20 ettolitri per cotta: 11 tank da 26 ettolitri, 1 serving-tank da 20 ettolitri, 3 serbatoi di maturazione da 40 ettolitri. Il tutto in un ambiente molto ordinato, pulito, permeato dall’odore dei malti, inserito in una splendida cornice di vetro, che rende visibile l’impianto sia dall’esterno che dall’interno del locale. Semplicemente fan-ta-sti-co!

Francesco mi presenta i birrai, Alfredo e Ricky, rispettivamente mente e cuore delle birre Manerba. Incredibilmanerba-brewerye come le birre riflettano il carattere di chi (le birre) le fa: li ho praticamente ritrovati all’interno dei bicchieri! E’ un discorso che vale per sia per Elav che per Manerba, ma si può estendere a tutti i birrai che ho finora personalmente conosciuto. Vi racconterò nei prossimi giorni quello che ho avuto modo di mangiare: piatti a base di carne a iosa, bianca e rossa, con abbondante contorno di patatine. Il tutto, ovviamente, ad un livello qualitativo della cucina decisamente più elevato, a partire dalle birre, che costituiscono un eccellente corredo al menù.

La serata, ormai lontana da discorsi “impegnativi”, ma piuttosto prodiga di risate, (ahimè) finisce, ma non prima di darsi un caloroso saluto, un arrivederci più che altro, ed una promessa: trovarsi nuovamente assieme di fronte al bancone, a bere. In un modo o nell’altro, siamo rientrati a casa. Mi stendo sul letto e, tempo due minuti, sono letteralmente collassato. Che giornata!

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