john henry celebration ale

John Henry Celebration Ale

Shotover Brewing Co. firma questa John Henry Celebration Ale, dedicata all’omonimo fondatore della Brookes University of Oxford.

John Henry starà sorridendo nella tomba, felice di sapere che alla sua memoria sono state dedicate tre belle cose: un’università, un edificio e persino una birra artigianale. La birra in questione si chiama Celebration Ale, dedicata al fondatore della Brookes University of Oxford e brassata in occasione del 150esimo anno della sua fondazione. Esattamente come l’università, anche la ricetta ha 150 anni. Si tratta della ricetta di una vecchia IPA, luppolata e abbastanza alcolica, originariamente destinata alle colonie inglesi in India. La stessa trovata proprio nella biblioteca universitaria, nella sezione della National Brewing Library. A inventarla fu lo studente Ed Murray, l’allora head brewer presso la Shotover Brewing Co., lo stesso birrificio a cui oggi tocca l’onere (e l’onore) di produrre questa sua lontana parente.

Bottiglia da 50 cl, 7,1% abv, prodotta a Marzo 2015 (shelf life 5 anni).

Schiuma

Piena e consistente, fine e compatta, beige; è inoltre persistente e ben aderente.

Colore

Ramato carico con sfumature ambrate; aspetto velato.

Aroma

Il percorso olfattivo inizia in pompa magna, con sacchi di frutta sul groppone. Si percepiscono le note agrumate dei luppoli americani (buccia d’arancia, pompelmo e mandarino) ma a differenza della classica IPA qui c’è il tocco “sporco” che ricorda la firma dei ceppi di lievito belgi (banana, pesca, melone retato, curaçao, passion fruit). Né buccia, né polpa: la frutta in questione è piuttosto un mix di entrambe con l’aggiunta di spezie (pepe, anice, coriandolo in grani). Nel bouquet olfattivo anche i malti giocano la loro parte. In particolare il frumento, dal caratteristico apporto acidulo e rinfrescante. Assieme a lui ci sono pane, farina, cereali, miele di arancio e pasta frolla, più una suggestione di caramella mou. Cuore belga.

Gusto

La prima sorsata rivela un corpo più esile di quanto la gradazione alcolica potesse fare immaginare. Poche bollicine ma sufficienti a stuzzicare la lingua, sensazione tattile carezzevole finché non tira fuori le unghie. L’inizio è leggero, prevalentemente fruttato (pesca, arancia e mandarino). E’ durante il sorso che la John Henry inizia ad acquisire vigore e sapore, raggiungendo l’acme nella deglutizione. Qui esplode tutto il potenziale amaro di questa birra generosamente luppolata. Risultato? Effetto dissetante-riassetante: il palato rimane arso e bisognoso di un altro sorso. Retrogusto lungo e amaro, aspro di scorza di agrumi e leggermente piccante (pepe). Le note che si succedono sono: arancia, ananas, mandarino, pesca, pompelmo, curaçao, miele di arancio, mou, cereali, resina, pepe nero. Retrolfatto tra l’alcolico e l’aspro, effetto sour cocktail; retrogusto di pompelmo e crosta di pane. Bodybuilder.

Bomba amara, muscolosa ma non spavalda, pericolosamente beverina. John Henry ne sarebbe orgoglioso: questa birra è degna celebrazione del suo nome.

Conoscevi la storia di John Henry Brookes? e la Shotover Brewing Co.?

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