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India Pale Lager. Una nuova moda sta per arrivare

Ho iniziato a leggere cose strane in Rete. Si vocifera dell’avvento di un nuovo fantomatico “stile” birrario, che pare faccia gola a tutti gli amanti – tanti – delle birre straluppolate. Qualcuno le chiama India Pale Lager. Le conosci?

Oggi come oggi – forse un po’ meno rispetto a qualche anno fa – il mondo birrario assiste a una vera e propria invasione di luppoli sotto forma di IPA, APA e affini. Non solo. Esistono una caterva di varianti:  American IPA, tutto quel popò di sotto-categorie prodotte con luppoli asiatici o neozelandesi, per non parlare di Black IPA e del loro alter ego, le White IPA – che ultimamente vanno alla grande. Tutte hanno una caratteristica comune. Anzi due: sono birre sfacciatamente votate agli aromi e all’amaro da luppolo, ma soprattutto sono tutte birre ad alta fermentazione. E se ti dicessi che esistono le – rullo di tamburi – India Pale Lager?

Dopo secoli di silenzio, il mito delle birre destinate alle colonie indiane sta per ripetersi.

Stanco degli inflazionati luppoli americani?  abbondantemente assuefatto di quelli inglesi? Se può esserti di conforto anche oltreoceano la pensano come te: il gusto del consumatore seriale di birra artigianale è passato al livello successivo. Abbisogna di nuovi stimoli, profumi e sapori. Inizialmente birrifici e relativi birrai hanno provato a tenere a freno la frenesia di questi hoppy maniac ricorrendo a dosi massicce – giusto per usare un eufemismo – di luppolo. Per un po’ di tempo ha funzionato. Adesso siamo al giro di boa. E allora l’avvento delle India Pale Lager (IPL) è inevitabile.

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Un nuovo sbarco, ma a bassa fermentazione.

Già da tempo i birrai statunitensi hanno iniziato a sperimentare nuove tecniche per produrre birre capaci di esaltare al massimo le caratteristiche aromatiche dei luppoli utilizzati. Questo è stato possibile utilizzando lieviti da alta fermentazione più “neutrali”. Ma non è bastato. Se un lievito neutrale consente di esaltare gli aromi luppolini, perché non provare direttamente coi lieviti da bassa fermentazione, famosi per la loro pulizia?

Fantasia o realtà?

Allo stato attuale è presto per dirlo. Nel continente americano – dove le sperimentazioni birrarie sono all’ordine del giorno – si è iniziato a produrre IPL a fine 2011/inizio 2012. Pian piano  sempre più birrifici hanno iniziato a inserire nella propria gamma questo particolare “stile”. A proposito: il BJCP (Beer Judge Certification Program), attualmente l’unico – o quantomeno il più importante – riferimento in materia di stili birrari, non lo riconosce ancora come tale. Di conseguenza è difficile immaginare possa attecchire nell’immediato. Ma considerando come rapidamente evolvono le cose, e aggiungendo la strana tendenza di dare spazio nei concorsi birrari a categorie prive di competitor, direi che tutto è possibile. Unica potenziale discriminante delle IPL è la generosa quantità di IBU (unità d’amaro), che al limite inferiore pareggia il conto con le IPA -valore compreso tra 45 e 70 – e supera abbondantemente il limite superiore cui ci hanno abituato le basse fermentazioni – 45 IBU nelle German Pilsner.

The best is yet to come!

Le India Pale Lager presentano due vantaggi. Il primo è che non essendo uno stile definito è ancora suscettibile di personalizzazione. Estro e creatività dei birrai troveranno pane (liquido) per i loro denti. La seconda, forse più importante, è che potrebbero assumere valenza “educativa”: da una parte possono indurre gli amanti del luppolo a spingersi oltre le solite aipiei – in alcuni casi le uniche categorie stilistiche conosciute; dall’altra parte possono indurre il consumatore industriale a un approccio meno traumatizzante alle artigianali e alla sensualità dei luppoli – una sorta di gateway beer, ma più particolarizzata.

La domanda è: prenderà piede in Italia?

A oggi, se non erro, non ci sono ancora esempi in stile. Questo può essere anche dovuto alla tendenza nostrana a privilegiare le produzioni ad alta fermentazione, mentre le basse rimangono appannaggio di pochi birrifici artigianali. Chissà che il “miracolo” non avvenga proprio in Germania, patria per eccellenza delle birre a bassa fermentazione? Se così dovesse essere, bisognerà solo capire se si tratti veramente di IPL, o piuttosto delle più convenzionali Strong Pale Lager o Imperial Pilsner. Ai posteri l’ardua sentenza.

E tu, cosa ne pensi delle India Pale Lager? sono veramente la nuova moda, o si tratta solo di vapore negli occhi?

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