helvia birrificio il mastio

Helvia Golden Ale Birrificio Il Mastio

Helvia è la Golden Ale del Birrificio Il Mastio. Vocazione erbacea e corpo snello per una birra da bere senza pensieri.

Helvia è una parola di origini latine e significa ‘bionda’, inteso come di capigliatura bionda. Un nome perfetto per la (Italian) Golden Ale del Birrificio Il Mastio. Non è la prima birra del birrificio. Anzi, visti gli ottimi pregressi (Rifle, Road 77, Abbadia Chiara, Montelago Litha) qui le aspettative si sono alzate un po’. Senza contare che è stata recentemente premiata dalla Guida alle Birre Slow Food 2017 come “Birra Quotidiana”.

Al birrificio la considerano una “ottima compagna di ogni momento” ma se proprio si vuole la chicca è suggerita in abbinamento a “basilico fresco, spaghetti alle vongole, carni bianche e zucchine saltate in padella”, oppure ancora pizza Margherita con prosciutto e rucola.

Bottiglia da 33 cl, 4.7% abv, lotto 591630.

Schiuma

Forma un cappello alto un dito e lì rimane per sempre; trama fine, compatta, colore e aspetto pannosi.

Colore

Aranciato con sfumature dorate; aspetto limpido e tenue ma prolissa frizzantezza.

Aroma

Al naso danno il benvenuto le dolci carezze dei malti, gentili e femminei. In testa c’è il miele di acacia, seguito da un corpo che spazia tra frollino, pane e pasta frolla. Un leggero fruttato (pera, tè alla pesca, succo d’arancia) lascia intuire quanto si rinverrà successivamente nel cuore, che batte al profumo di melone retato. I luppoli non le mancano mentre le manca la nota erbacea. Graziosa.

Gusto

La prima sorsata è galvanizzante e mette alla luce un impianto gustativo ben strutturato. Ci sono gli zuccheri, la frutta, i malti e i luppoli. Andiamo con ordine. All’ingresso, una volta dissipate le bollicine, si sentono una caterva di zuccheri (pane e miele ma anche zucchero nudo e crudo). Ad accrescere la percezione zuccherina ci pensa la frutta, dominante nelle sfumature di arancio (melone, pesca, arancia). Parimenti al naso anche in bocca si tinge un pizzichino di verde (succo di pera). Dopodiché lascia ai luppoli la possibilità di sbizzarrirsi. Saranno loro a riversare in bocca un amaro erbaceo, deciso. Non c’è grandissima pulizia, anzi. A tratti prevalgono gli zuccheri, altre il biscotto. Nel mezzo c’è l’erbaceo a fare da arbitro superpartes: lui ci prova a mettere ordine imponendosi di forza, non sapendo così di creare ulteriore confusione. Carbonazione decisa, corpo medio e mouthfeel tondeggiante. Finale asciutto e ripulente che lascia la bocca piacevolmente stuzzicata da una persistenza erbacea e delicatamente speziata sulla lingua. Retrogusto sottile, erbaceo. Retrolfatto di Irish Mist (Whisky al miele). Ha steccato.

Per essere una Golden Ale sa che deve spingere il pedale dell’amaro, chiamando in causa l’erbaceo. Al naso non gli riesce benissimo mentre in bocca c’è qualche baruffa. Helvia ha probabilmente vissuto giorni in bottiglia migliori.

E tu hai mai assaggiato questa Helvia? Cosa te ne pare?

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