hallstatt deity celt experience

Hallstatt Deity The Celt Experience

Hallstatt Deity, Saison al melograno prodotta dalla gallese The Celt Experience e dedicata alla città austriaca che ospitò i celti.

Hallstatt Deity è il nome della inusuale Saison brassata dalla gallese The Celt Experience. Di base è una birra di frumento belga ma rispetto alla ricetta classica prevede l’aggiunta di melograno. Viene poi fermentata con ceppi di lievito della famiglia Dupont, quindi sottoposta a maturazione per due anni. Hallstatt è il nome dell’omonimo comune austriaco, mentre deity sta per ‘divinità’. Il collegamento risiede in un antico insediamento celtico nella medesima città, a quei tempi (tra l’800 e il 600 aC) popolata da druidi e antichi spiriti.

Bottiglia da 33 cl, 6.6% abv, lotto 711.

Schiuma

Un paio di dita, trama fine e compatta, colore perlaceo e aspetto cremoso; media persistenza e ottima aderenza.

Colore

Ambrato luminoso con sfumature aranciate; aspetto opalescente.

Aroma

L’inizio del percorso olfattivo è suggestivo. L’impronta è evidentemente acida ma c’è una felice presenza di frutta a pasta arancio, sia in polpa che in buccia, piuttosto zuccherina. L’acido è delicato, quasi femmineo. Hallstatt Deity quasi si vergogna a mostrare la presenza dei lieviti selvaggi, che rimangono in un cantuccio. Prestando attenzione li si può sentire sussurrare: yogurt, cuoio, stalla, arancia ammuffita. Una punta di frizzantezza lascia intravedere le bollicine di uno champagne. La componente fruttata è gradevole, molto ruffiana: esoticità da melone retato e papaya, ananas sciroppata, saporitissima pesca a pasta gialla, confettura d’albicocca e un accenno di curaçao. Malti in retroguardia (mollica di pane, cereali, fieno). Aroma variopinto ma altalenante nell’intensità delle sue sfumature. Scostante.

Gusto

Fa’ attenzione: il primo sorso è un affondo acido. Hillstatt Deity parte in attacco ma ritorna subito in posizione difensiva. Questa birra ha carattere e non si vergogna di mostrarlo. Ma l’affondo è pur sempre sferrato con uno stiletto e quindi è troppo debole per colpire il palato. Le note prevalenti sono fruttate. Evidente alcolicità di sottofondo e un minimo di calore. E’ come se nella stessa birra convivessero due anime, simbiotiche ma contemporaneamente indipendenti. Da una parte la frutta (ananas, banana acerba, pesca a pasta arancio, melone retato; dall’altra convivono il sapore aspro di agrume (arancia) e  quello astringente dell’acido (prosecco). Corpo da medio a pieno, carbonazione modesta, mouthfeel morbido con una leggera astringenza nel post-deglutizione. Chiude secca, aspra di buccia di lime e astringente, completamente ripulente. Retrolfatto etilico (Disaronno), retrogusto secco di nocciolo di pesca. Raccoglitutto.

Più Farmhouse che Saison, Hallstatt Deity ha un carattere molto funky. E’ riuscita a trovare un ottimo equilibrio tra l’acidità dissetante e la facilità di beva.

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3.4
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