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Gruit per birra: il luppolo contro la Chiesa

Prima era il Gruit, poi il luppolo e la birra come la conosciamo. Ma il Gruit per birra era tosto e il luppolo dovette lottare duro. Anche contro il clero.

Ho iniziato a raccontarti del Gruit tra gli ingredienti della birra, soffermandomi sulle sue inusuali proprietà afrodisiache e psicotrope. Oggi torniamo nuovamente indietro nel tempo per scoprire che l’avvento del luppolo in sostituzione del Gruit non è stato privo di battaglie.

Il luppolo è stato uno spartiacque della storia birraria.

Proprietà stabilizzanti e conservanti oltre che amaricanti. Il luppolo è perfetto per la produzione di birra. Sarà questo a determinare una progressiva scomparsa del Gruit per birra al punto che oggi, per come la conosciamo, la birra non potrebbe esistere senza luppolo.

Ma il verde cono dovette combattere duramente. Fin dalla sua prima menzione (Physica Sacra, libro di Hildegard von Bingen, 1150 circa), il suo impiego nella produzione birraria fu ampiamente ostacolato. Attorno al Gruit per birra, infatti, ruotava uno spaventoso giro di interessi economici: leggi, decreti e diritti di proprietà regale, materiale medico. Perfino editti religiosi la cui violazione era punita severamente.

La produzione di Gruit era privilegio esclusivo del clero.

Il Gruit costituiva un vero e proprio monopolio ecclesiastico, fonte di grandi entrate. Ma leggi e impedimenti vari non sono bastati a preservare l’egemonia del Gruit. Tra luppolo e Gruit fu una dura lotta durata circa 200 anni – il luppolo iniziò a essere utilizzato solo all’inizio del XIV secolo, prima in Boemia e poi in Germania e Olanda. Alla fine sappiamo tutti com’è andata. Nel 1516, in Baviera, verrà promulgato il Reinheitsgebot, famoso Editto di Purezza tedesco. Una curiosa coincidenza: il luppolo viene ufficialmente riconosciuto come ingrediente della birra nello stesso periodo in cui Martin Lutero venne scomunicato dalla chiesa cattolica (1520). Sarà un caso? Eccheccaso!

Il Gruit per birra sembrava dunque destinato all’estinzione.

Fortuna volle che alcune sacche di resistenza rimanessero attive. Finché, a partire dalla fine degli anni ’90, alcuni birrai appartenenti al movimento craft statunitense ed europeo iniziarono a mostrare un rinnovato interesse nei confronti della birra prodotta senza il luppolo. Perfino ggi la creatività dei birrai non manca di celebrare questo antico miscuglio.

E’ solo grazie al sapore per la tradizione che sono sopravvissuti numerosi stili birrari. Il Gruit è uno di questi. Oggi, per fortuna, vi sono sono molti esempi, in Italia e nel mondo. La speranza è che, pur rimanendo uno stile di nicchia, rimanga sempre qualche esemplare da assaggiare, studiare e tramandare.

Conoscevi la storia del gruit per birra? cosa ne pensi del suo impiego nella produzione birraria?

Crediti

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