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Greystones: la casa, il terrazzo, la sala concerti

The Greystones è il più importante pub di casa Thornbridge. Pub e sala concerti, tutto al piano inferiore.

Penso al The Greystones e mi viene la malinconia. A questo locale ci sono particolarmente affezionato. Del resto è stato la mia casa per ben due volte, entrambe per conto della Thornbridge Brewery. E in quanto casa l’ho vissuto in maniera, come rifugio al quale tornare piuttosto che come un pub dove andare semplicemente a bere.

The Greystones: al piano di sopra casa, al piano di sotto pub.

La conformazione su due piani fa sì che il Greystones abbia il duplice aspetto di pub (piano terra) e di alloggio (piano superiore). E io ho vissuto al piano di sopra per circa 8 mesi complessivamente. Praticamente mi bastava scendere le scale per trovarmi all’interno del pub. La comodità di accesso ha reso le mie incursioni al bancone molto frequenti, praticamente quotidiane.

Ma non è solo un discorso di quantità: al The Greystones si beve di qualità.

La selezione birraria è tra le più interessanti di tutta Sheffield, nonostante il focus sia quasi esclusivamente sulle birre a marchio Thornbridge. Anche in questo caso la possibilità di poter contare su una fornitura diretta da parte del birrificio è garanzia di birre in stato di grazia. Il pub si trova in posizione collinare, in piena area residenziale, in cima alla strada di cui porta il nome (Greystones Road). Da qui consente di ammirare l’intera città. Grandi vetrate rendono l’ambiente interno molto luminoso, dandogli un tocco romantico. L’ambiente è caldo, l’arredamento è a metà tra il moderno e il tradizionale. Un beer garden, il caminetto, persino il pianoforte. C’è praticamente tutto quello che un avventore possa desiderare. E ovviamente c’è la birra.

Vivere sopra un pub: pro e contro.

Vivere sopra un pub fa figo. Ma una cosa è raccontarlo, una cosa è viverlo: bisogna mettere in conto che l’ambiente non è dei più tranquilli. Le pareti non sono sufficienti a bloccare il baccano del piano inferiore. Ma le cose più strambe sono le incursioni sporadiche degli avventori al piano di sotto in cerca del bagno. Per converso il Greystones ha dalla sua un paio di assi nella manica. Se il chiasso diventa insopportabile e si ha voglia di evadere, basta andare sul terrazzo. Qui è nascosto un piccolo beer garden riservato agli inquilini, con tanto di forno a gas per dare vita a sontuosi barbecue.

The Backroom, la vera anima del The Greystones.

Se però si parla di Greystones bisogna necessariamente parlare della The Backroom. E’ il nome della sala concerti situata all’interno del pub, il suo vero punto di forza. Il locale si è sempre positivamente distinto per la qualità della selezione musicale e per la quantità di artisti nazionali e internazionali ospitati. Con una programmazione pressoché quotidiana, il Greystones è diventato una meta obbligatoria per gli amanti della musica underground e indie.

Dulcis in fundo al The Greystones si mangia pure.

Come se non bastasse il The Greystones offre anche da mangiare. Non sto parlando del solito menù inglese a base di fish&chips, sandwich e pie. Sto parlando di veri e propri food truck (camioncini del cibo da strada), ciascuno con la propria offerta, ospitati nel beer garden antistante secondo un calendario programmato. Questo fa sì che il locale si trasformi in uno street food festival a cadenza settimanale. L’appuntamento più atteso è quello del venerdì, giorno in cui il The Greystones ospita la pizza della Nether Edge Pizza Company. Beh, chiamarla pizza è ambizioso – stiamo parlando di panetti congelati e impasto steso coi rulli meccanici, risultando sottile come una soletta e croccante come un biscotto – ma è certamente un’offerta sfiziosa che contribuisce ad animare il pub.

E la birra? C’è lo zampino di Thornbridge.

All’ingresso è il bancone a dare il benvenuto, sviluppandosi lungo l’intera sala principale. E’ equipaggiato con 6 vie di birra alla spina – di cui 1 esclusivamente destinata alla Guinness – e 8 handpump. Così come per ogni altro locale della famiglia Thornbridge, anche al The Greystones sono sempre disponibili le birre di bandiera del birrificio (Jaipur, Wild Swan, Lord Marples e Brother Rabbit), mentre le altre vie vengono continuamente fatte ruotare. Ma non è raro trovare anche le birre di altre brewery amiche. Ne ho assaggiate diverse. Eccole!

Kill Your Darlings, Vienna Lager by Thornbridge Brewery, 5% abv

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Schiuma sottile, ocra. Colore bruno, quasi tonaca di frate, con sfumature ambrate. Al naso regna il caramello, denso e dolcissimo, leggermente bruciacchiato, corredato da sfumature di malti tostati quali cioccolato al latte, amaro al caffè e un principio di sciroppo di liquirizia. Sembra di avere sotto al naso una barretta di Twix (snack). Il percorso gustativo è in sintonia con l’aroma. Sul fronte maltato ci sono sia note chiare (crosta di pane, biscotto) che scure (caramello, zucchero candito bruno, cioccolato fondente e fondo di caffè). Retrolfatto di canna da zucchero (Rum), retrogusto di pane tostato. Da parte di Thornbridge è l’ennesima prova di forza in quanto a basse fermentazioni.

Thornbridge Burgen Collabs, Dark Sour, 5.6% abv

Si tratta di una birra collaborativa realizzata col birrificio austriaco Collabs Brewery. Una scelta perfetta trattandosi di uno stile austriaco. Schiuma cremosa e nocciola, colore ebano con riflessi cola. All’aroma svettano le prugne. Il loro è un aroma selvaggio e al contempo pulito. Il cammino prosegue con ceto e succo di mela, deviando sul sentiero dell’ossidazione (salmastro, Madeira, Sherry). I malti ci sono ma solo in seconda battuta. La prima sorsata saporita e offre un excursus sensoriale di rara bontà: dall’acido al dolce e ritorno. Accompagnano le note della frutta (prugna, uva sultanina). Finale astringente che prosciuga le pareti boccali di qualunque traccia residua. Retrolfatto la cui ossidazione sembra essere confezionata come un regalo di Natale.

Thornbridge Windle New World Pale Ale, 6.2% abv (a pompa)

 

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Schiuma densa e cremosa, perlacea. Colore oro appena velato. Al naso è un’esplosione di frutti tropicali. In testa l’ananas, a seguire mango, frutto della passione, kiwi, banana acerba, melone. Il cuore è ancora fruttato, questa volta di pesca. Fa da cornice una gradevolissima nota da forno in attività. La frutta tropicale è la firma anche in bocca, sebbene alla dolcezza aromatica si sostituisca l’asprezza gustativa. Il tutto sostenuto da un impianto maltato solido e croccante. A deglutizione avvenuta la situazione si capovolge: fuori il dolce, dentro l’amaro. Retrogusto aspro di agrumi (pompelmo, curaçao).

Versa, Weizen by Thornbridge Brewery, 5% abv

Schiuma cremosa e persistente. Colore oro antico con sfumature paglierino e aspetto stranamente limpido. Al naso l’impronta del lievito Weizen è chiara e l’esecuzione da manuale: banana, bubble-gum e chiodi di garofano, corpo acidulo di frumento, arancia candita, miele millefiori, cuore di vaniglia. Il tutto a un interessante livello di intensità. In bocca la prima cosa che si percepiscono sono le bollicine. Corpo medio, mouthfeel morbido e rotondo. Il gusto corrisponde pienamente con l’aroma. Ingresso di frumento seguito da frappè alla banana, chiodi di garofano, frollino, pasta frolla, miele di arancio. Finale secco, asciutto e ripulente, con la compagnia di fenoli (chiodi di garofano) e leggeri alcoli (vaniglia). Retrolfatto di acetone, retrogusto di pane di grano. Buona ma avara di emozioni.

Il Greystones è un gran bel pub. La selezione birraria è curata direttamente dalla Thornbridge Brewery e si abbina perfettamente a un’offerta musicale di respiro internazionale. Il risultato è un luogo dove mettere domicilio a occhi chiusi.

Conoscevi il Greystones? Quali altri pub hai visitato di casa Thornbridge?

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