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Geco Scarfiun Fruit Beer

Scarfiun – il nome è quello dell’omonima varietà di ciliegia – è una birra artigianale italiana aromatizzata alla frutta, prodotta dal Birrificio Geco.

La volta scorsa mi sono “sciroppato” la Scires del Birrificio Italiano. Non mi ha dato – mea culpa – grandi soddisfazioni. Oggi tocca a un’altra birra prodotta con l’utilizzo di ciliegie. Cosa succederà stavolta? Dopo una caterva di tempo torno a parlare del Birrificio Geco di Cornaredo (MI). Poca la distanza che separa gli impianti produttivi da Bareggio, il “paese delle ciliegie”. E’ ovvia cosa, dunque, concepire una ricetta che esalti questo ingrediente. Anche il nome è – perdona la licenza poetica – “frutto del frutto”: Scarfiun indica una varietà di ciliegia a pasta chiara, qui mischiata assieme ad altre tre tipologie a pasta rossa. Nove mesi di maturazione in botti di legno. Et voilà: la Scarfiun è servita!

Bottiglia da 33 cl, 7,5% abv, lotto 7911.

Colore

Stupendo il colore: rosso, vivido e lucente, omogeneo nelle sfumature. L’aspetto è opalescente: non consente di vedere oltre metà del bicchiere, ma tanto basta per notare l’abbondante presenza di corpi in sospensione.

Schiuma

Schiuma praticamente inesistente. Fa eccezione una leggera traccia biancastra lungo i bordi, dalla trama grossolana e dal colore albume.

Aroma

Basta stappare la bottiglia per sentire un grande aroma acetico. Non dura molto. Il profumo di ciliegie si fa presto strada per occupare la scena. Sgomitano, ci provano a raggiungere la prima fila, ma trovano lo sbarramento delle note acetiche. Perché affannarsi tanto? Meglio abbracciarsi e camminare assieme, l’una di fianco all’altra. E’ così che la Scarfiun stende un tappeto aromatico discretamente complesso ma pulito. La sensazione principale è dolce, melensa, praticamente masticabile. L’acetico invece è timido, si nasconde. Bisogna agitare un po’ in liquido nel bicchiere per farlo venire fuori. Ed effettivamente c’è, regalando note di aceto di mele, vino, legno imbevuto di alcol, sherry. Un accenno di note fruttate: pera, pesca a pasta bianca, albicocca sciroppata, marmellata di limone. Chiude con qualche suggestione di mandorla dolce e nocciolo di pesca, preludio a un potenziale aspro in bocca.

Gusto

In bocca è un diesel: ha bisogno di molto tempo per raggiungere la pienezza sensoriale. Si parte da lontano, dunque, con un ingresso abbondantemente watery , leggero, scorrevole anche nel successivo passaggio, dove traspare un po’ più di mineralità. Velocemente – troppo – arriva il finale. E’ un percorso fino a questo momento piatto, acquoso e insapore. Solo a deglutizione avvenuta emerge un po’ il carattere di questa birra: ciliegia su tutto, aspra ma non astringente, affiancata da note di spumante e da quelle zuccherine di pera e mela verde. Bollicine doppio zero come la farina, corpo medio. Le note gustative sono quelle tipiche di una birra (tendenzialmente) acida: aceto di mele, legno umido, ciliegia sotto spirito – affiancata da amarene – sherry, appena appena un accenno di cereali e miele di agrumi. Chiude secca, con un amaro che ricorda lo spumante o il prosecco, persistente e arido.Sono nel retrogusto arriva – finalmente – un po’ di tepore warming – ad avvertire che la Scarfiun non ha tutto sommato un peso piuma – con abbondante polpa di ciliegia mista alla consistenza di biscotto e all’asprezza dell’aceto di mele.

Anche stavolta una bevuta non indimenticabile, probabilmente giustificata dall’età della birra. Forse più viva della Scires ma allo stesso tempo con un potenziale nascosto minore. Mi appello a chi ha avuto modo di provarla in condizioni di grazia. A te è piaciuta la Scarfiun del Birrificio Geco?

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3.3
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