Founders birra: il birrificio e gli assaggi

La visita di Founders Birra è andata alla grande: ad accogliermi ho trovato una caterva di birre, una meglio dell’altra.

Torno a parlare di Founders Birra. Dopo il primo articolo dedicato alla storia del birrificio, approfondisco oggi i dettagli della mia visita durante il viaggio negli Stati Uniti. Sono stato accolto da James, responsabile di produzione e confezionamento, che da ben 12 anni porta avanti il progetto di maturazione in botte. Le botti in questione sono prevalentemente di Bourbon ma non mancano Brandy, Gin, Tequila e vino., mentre le doghe spaziano dal ciliegio all’acero.

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Succede sempre qualcosa di bello intorno alla birra

Della gamma di Founders Birra poche vengono prodotte tutto l’anno (7), mentre sono numerosissime le stagionali e le speciali. Tutte le birre sono ad alta fermentazione a eccezione della Possy Pils – e di qualche altra occasionale – prodotta esclusivamente con ingredienti americani. L’acqua utilizzata proviene dal vicino Lago Michigan, uno dei cinque grandi laghi del Nord America. Non manca la birra con luppolo fresco, anche questi proveniente dallo stato del Michigan nelle varietà Chinook, Centennial e Cascade. Detto questo è giunto il momento di passare alle cose serie: l’assaggio delle birre!

Founders Birra: mille gusti più uno.

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Gira la ruota!

Professor X, Golden Lager, 4.4% ABV: aroma essenziale, di malti (pane e miele) e luppoli (erbaceo soprattutto, speziato in minor misura). In bocca è vivacemente carbonata.

Honey Wheat, American Wheat, 5.5% ABV: ai sottili profumi di grano si affianca l’intensa componente citrica (lime e un po’ di arancia). Vivacemente carbonata, corpo pieno e avvolgente, dove i malti si mostrano di possedere fragranza deliziosa, mostrando a tratti suggestioni di pandoro. Gli esteri fruttati sembrano includere banana ma in realtà si tratta di frutta candita e dolci cremosi alla frutta. C’è invece del fenolico (chiodi di garofano). Retrolfatto di frumento, retrogusto aspro. Una vera bomba. Chapeau!

Red’s Rye, IPA, 6.6% ABV prodotta con luppoli Amarillo in dry hopping e realizzata esclusivamente in fusti. Una birra per cui vale la pena scomodarsi di andare fino al Michigan per visitare il birrificio. Al naso spiccano aromi di malti caramello, arricchiti da frutti rossi e segale. In chiusura arriva anche il pompelmo. E’ però in bocca che esprime il meglio di sé. Prima il caramello potenziato dall’alcol (Bourbon), poi il terroso della segale, infine le note erbacee del luppolo. Finale secco e aspro di pompelmo.

Porter, 6.5% ABV: si tratta della birra più premiata di Founders Birra. Un trionfo di caffè alla moka, affiancato da fave di cacao e cioccolato. In bocca ha discreta carbonazione e un mouthfeel morbido a dispetto delle evidenti tostature. Tendenza amara dominante ma smorzata dalla presenza di cioccolato a bassa percentuale e dalla leggera acidità dei frutti rossi (ciliege). Finale secco e ripulente, nessuna asprezza, solo squisita amarezza da tostature. Alcol vedo-non-vedo, di liquore al caffè e Maraschino.

Rubaeus, 5.7% ABV: una birra ai lamponi. I frutti rossi la rendono fresca e intrigante, più della solita gelatina liquida. Tendenza dolce in bocca, corpo leggero e beva agile, con le bollicine che aiutano a ripulire la spiccata dolcezza. Chiusura non particolarmente secca ma zuccheri gestiti bene. Una punta di acidità acuisce la sensazione di freschezza. Menzione d’onore ai malti, che pur non considerati stupiscono per fragranza dei sapori di pane farcito ai frutti rossi.

Doom, 12.4% ABV, Imperial IPA Bourbon AGed con dry hopping. L’aroma la dice lunga sul tasso alcolico di questa birra. Doghe di legno e vaniglia come sottoprodotto del Bourbon, unite al caramello dei malti e all’erbaceo dei luppoli. In bocca la presenza dell’alcol viene mascherata dalle bollicine. Ma non può carbonare per sempre. Quando le bollicine si dissipano arrivano le note di panettone con bagna di vino liquoroso (Vermouth), con divagazioni di whisky. Birra intensa, muscolosa, con il Bourbon a fare da direttore d’orchestra.

Frootwood, Cherry Maple Syrup Bourbon, 7.8% ABV: una birra che fa dello sciroppo d’acero il suo punto di forza. Il caramello c’è ma non può nulla contro la potenza del Bourbon. Corpo pieno e mouthfeel gelatinoso. Sapori di ciliege, sciroppo d’acero, caramello e quella nota alcolica che agisce da salvagente contro la deriva stucchevole. Una birra forse più adatta ai golosi, che poco si presta al concetto di beverinità.

Dirty Bastard, Scotch Ale, 8.3% ABV: una birra prodotta con 7 malti differenti che sembra l’incarnazione del pane liquido. Dal caramello al gelato alla nocciola fino alla frutta secca vera e propria. In bocca è suadente, di consistenza vellutata, corpo leggero. Tanto caramello e una presenza spiccata di nocciola selvatica, che assieme all’alcol dà l’impressione di sorseggiare un Nocino.

Backwoods Bastard, Scotch Ale, 11.2% ABV: stavolta la stessa ricetta viene invecchiata in botti di quercia. L’alcol non si nasconde, mostrandosi sotto forma di butterscotch e Irish Mist (liquore irlandese al miele). Calda e appagante, morbida, rilassante. Un prodigio di caramello e vaniglia con il Bourbon ad accompagnare.

Complimenti Founders Birra! Nonostante le altissime aspettative è andata meglio del previsto. Le importazioni rimangono una sicurezza ma come sempre le birre bevute alla fonte sono di un altro livello.

Conosci anche tu Founders Birra? Qual è la tua birra preferita?

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